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Economia e lavoro | 15 maggio 2020, 16:39

Fase 2, c'è un Piemonte che aspetta: dal settore bellezza al cibo, fino a cinema e produzione

Richiesta di chiarezza e proposte per ripartire arrivano da tanti mondi del settore artigiano

Fase 2, c'è un Piemonte che aspetta: dal settore bellezza al cibo, fino a cinema e produzione

Parrucchieri e centri estetici, ma anche il mondo della somministrazione alimentare, fino al settore composito del cinema e dell'audiovisivo. Sono tante le facce dell'economia piemontese che si guardano allo specchio, ma faticano a ricavarne un'immagine nitida.

Parrucchieri ed estetica

“Nella situazione attuale sembra che per potersi recare dal proprio parrucchiere o in un centro estetico bisognerà attendere ancora - dice Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino -. La data è incerta, come sono incerte le modalità di svolgimento dell’attività. Voglio ricordare che acconciatori ed estetisti sono stati tra i primi a chiedere la sospensione delle proprie attività di fronte alla diffusione crescente del Coronavirus, lanciando un preciso segnale di attenzione alla salute delle persone e di tutela dei propri collaboratori. Sarà molto difficile evitare ripercussioni sull'occupazione, con l’inevitabile perdita di un buon numero di posti di lavoro. Senza contare che questa mancanza di chiarezza sulle direttive impedisce di preparare i centri alla ripresa. I parrucchieri e gli estetisti non possono permettersi di comprare in anticipo attrezzature che potrebbero non essere utilizzate perché  'non idonee'. E poi chi si farà carico dei costi per la sanificazione ambientale? Mancano indicazioni precise, mancano certezze, ma si sta parlando di migliaia di posti che potrebbero saltare. Sicuramente alla ripresa bisognerà allargare orari e giorni di lavoro, perché diminuiranno le postazioni di lavoro e aumenteranno i tempi dei servizi, anche per le necessarie sanificazioni e l’areazione dei locali. Il fattore tempo è fondamentale per la ri-organizzazione delle attività e per far sì che una ripartenza non sia solo una falsa partenza”.

Alimentare e ristorazione

Difficoltà e incertezze che condividono con chi, nel settore artigiano, lavora nel comparto agroalimentare. "Siamo oramai in prossimità del 18 maggio, sappiamo che altre Regioni riapriranno bar e ristoranti, mentre per il Piemonte non è ancora dato comprendere quali saranno gli sviluppi - dichiara il presidente della CNA Agroalimentare Piemonte Giovanni Genovesio -. Il decreto 49 della Regione Piemonte termina la sua applicabilità domenica 17 maggio ed i ristoranti bar, ma anche le attività che ora stanno realizzando il take away su prenotazione, si chiedono come riorganizzarsi. La ristorazione e l’accoglienza - insieme al know how produttivo - sono il perno del Made in Italy nell’agroalimentare e non è pensabile proseguire nell’incertezza con rinvii ulteriori di settimana in settimana. Con il riavvio dell’asporto su prenotazione dal 4 maggio, si è evidenziato l’interesse della clientela di tornare alla normalità del cibo acquistato fuori casa, ora occorre costruire le condizioni che permettano anche il consumo fuori casa. Le aziende sono pronte ad attrezzarsi con tutte le modalità informative necessarie. Ma usciamo dalle incertezze e diamoci gli strumenti per riprendere l’attività".

Cinema e audiovisivo

Un settore che fino a oggi ha ricevuto meno attenzioni del solito è senza dubbio quello delle imprese legate al mondo del cinema e dell'audiovisivo: società di produzione, post produzione, distribuzione, aziende tecniche, teatri di posa ed esercizi. “Senza voler essere catastrofici, ma con un intento assolutamente costruttivo, dobbiamo prendere atto che la situazione del comparto è davvero drammatica e rischia di continuare a esserlo per molto tempo ancora. Ma esistono, proprio in concomitanza con questa situazione emergenziale, molti possibili interventi non complessi che potrebbero aiutare in maniera concreta il comparto”, spiegano il presidente di Cna Piemonte Cinema e audiovisivo Alessandro Borrelli, produttore cinematografico e Gaetano Renda, titolare di sala.

Tra le proposte, "vogliamo istituire un fondo di garanzia regionale per la cessione del credito d’imposta per le aziende regionali e per il cash flow dei fondi regionali (non solo in Piemonte) per i quali è richiesta l'accensione di una fideiussione bancaria. L’idea è quella di presentare un “plafond” di credito d’imposta, risultato della sommatoria di tutte le società, mediato dalla Regione, quindi ridistribuito al netto delle commissioni finanziarie, interessanti, ai legittimi detentori. Il nostro progetto di sviluppo complessivo punta a lavorare sull’immagine del Piemonte 'post Covid 19' sia in termini di marketing territoriale, sia in termini di ricostruzione di un clima di fiducia. Con la fine dell’emergenza sarà importante sia investire in una forte campagna di attrazione di aziende di produzione che vengano da fuori regione (sia italiane sia straniere), sia incrementare finanziamenti per produzione, post-produzione e programmazione". E concludono: "Sul fronte dei bandi per investimenti proponiamo di puntare sull’internazionalizzazione, con voucher Finpiemonte, e sull’innovazione tecnologica  specifica per il cinema e audiovisivo".

Redazione

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