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Al Direttore | 25 maggio 2020, 19:15

"Il Decreto Rilancio continua a ignorare i dipendenti pubblici, a cui è negato il bonus baby sitter"

A scriverlo in una nota Cisl FP Alessandria Asti. "Vogliamo considerarla una semplice dimenticanza"

"Il Decreto Rilancio continua a ignorare i dipendenti pubblici, a cui è negato il bonus baby sitter"

Riceviamo e pubblichiamo.

Quando il legislatore disciplina le misure di sostegno alla genitorialità e alle famiglie spesso i dipendenti pubblici sono considerati per caso ed in misura residuale, quando non del tutto ignorati (era già successo con i congedi parentali per i padri), probabilmente perché li si ritiene già sufficientemente tutelati, anche quando in realtà non è così.

In tempo di misure a sostegno delle famiglie per l’emergenza Covid è successo con il voucher baby sitter, previsto dall’art. 23 c.8 del d.l.18/2020 solo per i lavoratori dipendenti del settore privato nonché per quelli iscritti alla gestione separata e agli autonomi iscritti ad altre casse previdenziali.

Il successivo art. 25 infatti estende ai dipendenti pubblici i benefici previsti per i privati suddetti ai commi 1,2,4,5,6,7, ma non anche quello del c.8, cioè quello che prevede il voucher, in quanto questo viene riconosciuto nella misura di € 1.000 (anziché € 600), ma espressamente limitato ai lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari, nonché al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all'emergenza epidemiologica, probabilmente pensando che i dipendenti pubblici siano tutti in lavoro agile, ma così dimenticando ed escludendo dal beneficio tutti i dipendenti pubblici che sono rimasti a lavorare negli uffici per le attività che le Amministrazioni hanno ritenuto necessarie in presenza fisica ed indifferibili.

Una pecca francamente inescusabile, che vogliamo considerare come derivante da una semplice dimenticanza, piuttosto che da una più grave scarsa conoscenza del funzionamento degli uffici pubblici in emergenza epidemiologica, considerato che la stessa è proprio disciplinata dallo stesso decreto solo alcuni articoli dopo.

C’è ancora tempo per emendare la norma ed evitare discriminazioni a sfavore dei dipendenti pubblici riconoscendo con i fatti ai servizi pubblici l’importanza che tutti dispensano a parole.


CISL FP ALESSANDRIA ASTI

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