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Attualità | 08 luglio 2020, 07:30

Buon compleanno ‘Penne Nere’! L’Associazione Nazionale Alpini compie 101 anni

Fondata l’8 luglio 1919, nel corso dei decenni si è sempre contraddistinta per l’impegno rivolto al prossimo. Due, nel 1995 e nel 2016, le Adunate Nazionali ad Asti

Adunata Nazionale Asti 2016 (Foto di Matto774 - Template:Marco Rolando Associazione Nazionale Alpini, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54694393)

Adunata Nazionale Asti 2016 (Foto di Matto774 - Template:Marco Rolando Associazione Nazionale Alpini, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54694393)

La nascita ufficiale del Corpo degli Alpini è datata 15 ottobre 1872, con la costituzione di alcune compagnie militari specializzate nello svolgimento di compiti in zone montane. Già nella definizione di quell’ormai lontano Regio Decreto vi erano i prodromi delle caratteristiche proprie di ogni buon alpino: senso del dovere, attaccamento alle tradizioni, orgoglio degli emblemi che lo caratterizzano, spirito di Corpo, solidarietà fra commilitoni e la continuità di questi valori anche una volta in congedo.

Tutti elementi che ancora oggi, quasi 150 anni dopo, caratterizzano gli iscritti all’ANA – Associazione Nazionale Alpini, la cui fondazione ufficiale è datata 8 luglio 1919, ovvero esattamente 101 anni fa.

LA FONDAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE

La Grande Guerra era alle spalle e una parte dei reduci, accomunati da comuni ideali di solidarietà, erano soliti ritrovarsi un una birreria milanese dove, tra una chiacchierata e un fresco ricordo di quanto si era vissuto al fronte, si sviluppò l’idea di creare un’associazione. L’assemblea costitutiva venne per l’appunto fissata per l’8 luglio, presso la sala dell’Associazione Capimastri di Milano, e vi presero parte una sessantina di ‘penne nere’. Un nucleo iniziale che ben presto inizio ad ampliarsi ed espandersi prima al di fuori del territorio meneghino e ben presto nelle regioni limitrofe, con un crescente numero di richieste di adesione.

DAL VENTENNIO FASCISTA AL TERREMOTO IN FRIULI DEL 1976

Neppure il ventennio fascista, che pure tendeva a militarizzare ogni cosa, riuscì a mutare più di tanto gli ideali alla base dello spirito associativo che caratterizzava e caratterizza tutt’oggi il Corpo: gli alpini, in attività e in congedo, continuarono a sviluppare iniziative di solidarietà e raccolte fondi per aiutare le famiglie in maggior difficoltà. Una propensione a spendersi per il prossimo che rivestì una grande rilevanza nel secondo dopoguerra, quando l’intero Paese era in ginocchio.

Ma la vera e decisiva svolta risale al maggio 1976, quando la Sede Nazionale chiamò tutti i soci a contribuire alle iniziative di supporto alle popolazioni del Fruili colpite da un devastante terremoto. La fattiva risposta degli associati a quel tragico evento, che portò al conferimento all’ANA della medaglia d’oro al Valor Civile, fu fondamentale per gettare le basi della futura Protezione Civile ANA.

LA NASCITA DELLA PROTEZIONE CIVILE ANA

Fondata ufficialmente nel 1987, la Protezione Civile ANA ha operato in moltissime regioni italiane colpite da calamità naturali (compreso, naturalmente, il Piemonte e il territorio Astigiano, flagellati dall’alluvione del novembre 1994), ma non sono mancate missioni anche all’estero in territori quali la Francia, l’Albania e l’Armenia. Un impegno costante che è valso all’Associazione numerosi riconoscimenti: una medaglia di benemerenza al merito civile (Basilicata e Campania 1980), una medaglia di bronzo al merito civile (Valtellina e Valbrembana 1987, Armenia 1989), una medaglia d'oro al valore civile (Piemonte e Alta Emilia 1994), una medaglia d'oro di benemerenza concessa dalla Croce Rossa Italiana (Aosta 2003) ed una, recente, medaglia d'argento al merito civile per le attività dell'ospedale da campo dell'Associazione Nazionale Alpini.

L'IMPEGNO SANITARIO E L'OSPEDALE COVID

Infatti, oltre alle attività di protezione civile in senso stretto, l’ANA si è dotata anche di un ospedale da campo in grado di prestare soccorso qualificato ed efficiente in zone disastrate in svariate aree del mondo. Fino, arrivando ai drammatici eventi recenti, alla costituzione di una struttura ospedaliera all’interno dei padiglioni della Fiera di Bergamo per sgravare le altre strutture ospedaliere dall’emergenza conseguente l’epidemia Covid-19. Una mirabile opera di ingegneria sviluppata in tempi record poiché, come ha orgogliosamente sottolineato Sergio Rizzini, direttore generale della Sanità Alpina e coordinatore del progetto: “Non esiste l’impossibile per gli Alpini”.

Fermo restando che le attività di Protezione Civile e di Ospedale da campo sono solo due delle principali tra le svariate iniziative di solidarietà e supporto poste in essere pressoché quotidianamente dai soci dell’ANA.

ANA ASTI: "FAR BENE AGLI ALTRI" DAL 1923

Come ovvio guardando anche soltanto alla collocazione geografica, quella di Asti è una provincia “alpina” per eccellenza, nella quale è presente una sezione ANA particolarmente attiva e apprezzata dalla popolazione. Fondata il 24 agosto 1922 nei locali del Caffè Dante – su iniziativa dell’alpino Pilade Lozzia, che ne fu primo segretario, e da un gruppo di reduci della Grande Guerra – in breve tempo vide aggregarsi ‘penne nere’ da tutto l’Astigiano, Alessandrino e Ovadese arrivando rapidamente a 1.500 soci fedeli al motto sezionale “Far bene agli altri”.

Tra gli eventi più importanti della storia della Sezione vanno ricordati la “ricostruzione del 3° Alpini del 1966, reggimento che ebbe al suo servizio la maggior parte degli alpini astigiani e, nello stesso anno, l’ottenimento del decreto del vescovo di Acqui Terme secondo il quale la “Madonna delle Grazie” venerata nel Santuario dei Caffi (Cassinasco) divenne “Madonna degli Alpini Astigiani”. Risale invece al 1972, centenario della fondazione del Corpo, il dono alla Città del monumento all’Alpino di piazza Libertà.

Ad ulteriore riprova del profondo legame tra il Corpo degli Alpini e il nostro territorio vanno naturalmente ricordate le due adunate ospitate dalla città: quella del 14 e 15 maggio 1995, nell’ambito della quale tutti gli astigiani tributarono un doveroso e sentito ringraziamento agli alpini per quanto da loro fatto in occasione dell’alluvione dell’autunno precedente, e quella dal 13 al 15 maggio 2016 che vide nuovamente le vie e le piazze di Asti pacificamente ‘invase’ da migliaia di alpini provenienti da tutta Italia.

L'ADUNATA 2020 RINVIATA CAUSA COVID

L’Adunata Nazionale 2020, inizialmente in programma dal 7 al 10 maggio a Rimini-San Marino, è stata invece rinviata al maggio 2021 in correlazione all’emergenza sanitaria, ma siamo certi che, al netto dello spostamento, anche molti alpini astigiani non perderanno l’occasione di prendervi parte per ribadire, ancora una volta, lo spirito di fratellanza che caratterizza il Corpo.

Gabriele Massaro

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