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Cronaca | 14 luglio 2020, 15:18

Processo Fenice, negati i domiciliari a Burlò: "Pericolo di recidiva"

Il tribunale di Asti ha respinto la richiesta dei legali dell'imprenditore torinese

Processo Fenice, negati i domiciliari a Burlò: "Pericolo di recidiva"

"Pericolo di recidiva". Con questa motivazione i giudici del Tribunale di Asti hanno respinto la richiesta dei legali di Mario Burlò degli arresti domiciliari nell'ambito del processo Fenice, in cui è coinvolto anche l'ex assessore regionale ed ex esponente di Fratelli d'Italia, Roberto Rosso

L'operazione Fenice riguarda la ricostituzione di una cellula della 'Ndrangheta nella zona di Carmagnola e il processo, la settimana scorsa, è stata unita a quello chiamato Carminius. 

Ma mentre a Rosso è stata concessa la formula degli arresti domiciliari, all'imprenditore torinese è stata negata: "Burlò appare ancora circondato da un entourage di collaboratori e persone di fiducia, che potrebbero continuare a dare attuazione alle sue strategie imprenditoriali anche intrattenendo con i membri dell'associazione di tipo mafioso della cui esistenza si discute nel presente processo".

Redazione

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