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Scuola | 29 luglio 2020, 16:13

Le Regioni: sulla scuola permane l’assordante silenzio del ministro Azzolina

In un’ennesima lettera indirizzata alla titolare del dicastero, le chiedono un incontro urgente per far chiarezza

Il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ritratta nel corso della sua recente visita a Torino

Il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ritratta nel corso della sua recente visita a Torino

Nessuna risposta alle tante perplessità sollevate in questi mesi sulla gestione della scuola in tempo di Covid e, soprattutto, nessuna certezza sulle regole per la riapertura ormai prossima. Di linee guida ufficiali per le modalità operative di rientro, poi, nemmeno l’ombra. Così come restano tutte le incognite riguardo ai numeri del personale scolastico e ai criteri che verranno utilizzati. Pare proprio che il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, non reputi le Regioni interlocutori fondamentali, concedendosi il lusso - si fa per dire - addirittura di “snobbarle”.

Quello appena riportato è, in sostanza, l’inappellabile giudizio dell’assessore regionale all’Istruzione Elena Chiorino, ma i malumori bipartisan aumentano sempre di più e sono emersi, più o meno velatamente, anche durante l’ultima riunione della IX Commissione, dove diversi assessori regionali hanno espresso, per usare un eufemismo, perplessità e preoccupazione sull’attuale gestione, considerando che al 14 settembre, giorno in cui è previsto il primo suono di campanella, manca poco più di un mese e mezzo.

Le Regioni, quindi, non intendono restare a guardare. Conseguentemente, hanno inviato un’ennesima lettera al ministro per chiedere, una volta per tutte, un momento di confronto e, soprattutto, risposte certe e concrete. “Evidenziamo, in particolare, - scrivono - che, considerato che mancano ormai poche settimane all’inizio delle attività didattiche, non è più procrastinabile la necessità di avere garanzie di certezza riguardo a risorse, organico e tempistica”.

I problemi non sono pochi o di poco conto: innanzitutto le Regioni chiedono il reintegro immediato dei 1.090 docenti sui posti comuni per riportare il contingente per il 2020-2021 ai livelli dell’attuale anno scolastico, insieme alla garanzia del mantenimento anche per il prossimo anno dell’attuale numero di autonomie scolastiche, eliminando in via temporanea l’automatismo del dimensionamento.

Non mancano le criticità finanziarie, come la previsione di fondi apposti destinati a finanziare gli interventi (ad esempio spese per affitto di locali, tensostrutture e strutture modulari) che non possono essere sostenuti con il PON Scuola. Tutti motivi che hanno indotto le Regioni a chiedere la convocazione tempestiva di un incontro fra ministro e assessori regionali “per condividere i criteri di riparto per l’assegnazione dell’organico di emergenza in base a parametri di riferimento trasparenti ed oggettivi”.

Reputo inaccettabile l’atteggiamento del ministro Azzolina afferma la Chiorino - che, con i suoi silenzi e il suo atteggiamento mostra poco rispetto per le Regioni, impegnate in un enorme sforzo per garantire la ripartenza della scuola, dopo la chiusura imposta dal coronavirus”.

“Riceviamo - prosegue Chiorino - continue richieste dai territori, ma, nonostante il nostro impegno, senza un’interlocuzione seria e concreta con il governo dare risposte certe diventa impossibile. Il Ministro deve finalmente sedersi a un tavolo con noi e concordare le regole per la riapertura, dalla sicurezza dei ragazzi, al tema dei docenti, fino ai trasporti. Non possiamo rischiare disguidi e ulteriori rinvii. Andare a scuola è un diritto che Azzolina ha il dovere di garantire a tutti i ragazzi, lavorando con le Regioni per creare le migliori condizioni possibili per assolvere al suo compito”.

“Tengo in particolare a ringraziare - conclude Chiorino - tutti i dirigenti scolastici, i sindaci e gli assessori all’Istruzione del Piemonte che si stanno spendendo in prima persona per mettere nelle migliori condizioni possibili i ragazzi, le famiglie e il personale scolastico in vista della prossima riapertura. Sono ben consapevole che l’alibi dell’autonomia scolastica - proprio come accade ai sindaci con il pretesto dei poteri straordinari - ha rappresentato un espediente per riversare tutte le responsabilità su di loro. Mi rendo conto dello sforzo immane che stanno compiendo, accollandosi questo ulteriore carico che i ministro ha scaricato su di loro, senza peraltro offrire alcun supporto. Per questo li ringrazio ancora e riconfermo loro la mia assoluta vicinanza”.

Redazione

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