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Cultura e tempo libero | 30 luglio 2020, 13:10

Giovedì 6 agosto torna a Ferrere "Cunté Munfrà", con “La storia di Taborre e Maddalena”

In scena la compagnia pugliese Armamaxa e il noto narratore Enrico Messina, accompagnato dal vivo dal musicista Mirko Lodedo. Ingresso gratuito, con l’originale iniziativa “Porta 'na cadrega”

Giovedì 6 agosto torna a Ferrere "Cunté Munfrà", con “La storia di Taborre e Maddalena”

Dopo la forzata pausa a causa dell’emergenza sanitaria, ritorna con l’estate lo spettacolo dal vivo che trova una delle sue espressioni più popolari dell’incontro sul nostro territorio con la rassegna “Cunté Munfrà - dal Monferrato al mondo" per continuare il suo percorso attraverso le stagioni, i tempi e i momenti rituali.

È una rassegna che si è affermata per la sua unicità ed attenzione alla valorizzazione e promozione della conoscenza del patrimonio linguistico e culturale del Piemonte: in tal senso è stata riconosciuta negli ultimi anni come il miglior progetto regionale.

Il prossimo appuntamento è giovedì 6 agosto a Ferrere alle 21,30 in piazza Roma con lo spettacolo “La storia di Taborre e Maddalena”, del raccontar mangiando con la compagnia pugliese Armamaxa ed il noto narratore Enrico Messina, accompagnato dal vivo dal musicista Mirko Lodedo.

La storia

Lo spettacolo narra la storia di due giovani, Taborre e Maddalena, il figlio di un conte e la figlia della sua sguattera, che la sorte ha destinato a vite diverse. Fuggono dal loro impossibile amore e trovano rifugio in una radura del Gargano, presso la casa di un vecchio pastore che l’uomo ha costruito intorno a un grande albero di pere. Nell’incontro silenzioso dei tre l’uomo offre ai due ragazzi un frutto che i tre mangiano in silenzio. Poi, piantati i semi dell’albero raccolti e custoditi per tutta la sua vita, il pastore comincia la narrazione. E racconta la storia di un re di un’epoca lontana che aveva tre figli e un grande giardino con, al centro, un albero di pere. 

Il lavoro nasce dall’incontro di un attore e un musicista che, ritrovatisi intorno ad una tavola imbandita con cibi semplici, hanno cominciato a raccontarsi. E le storie sono nate dai suoni piccoli della tavola: il suono delle posate nei piatti, il gorgoglio del vino che cade nel bicchiere, il tintinnio dei bicchieri che s’incontrano nel brindisi… per diventare musica e parole. Perché così nascono le storie: intorno a un tavolo, con i suoni e le parole semplici di chi si ritrova a condividere una cena, un pasto.

Nel racconto ogni volta il menù della cena di scena è diverso, adattandosi alle tipicità del luogo dove lo spettacolo è rappresentato e gli attori in scena lo “raccontano” nella lingua o nel “dialetto” del posto; o, in alternativa, portano in scena i piatti tipici e il vino della loro Regione, la Puglia, raccontandoli al pubblico che, dopo lo spettacolo, potrà assaggiarli.

Nello specifico mangeranno e commenteranno del salame cotto del Monferrato, dei formaggi abbinati al miele di Ferrere e come primo assaggeranno degli agnolotti tipici.

Raccontare storie è arte antica e necessità profonda dell’essere umano. Dare forma di storia all’esperienza vissuta, per comprendere e dare ordine a quanto accade, conservarne la memoria, creare un senso di appartenenza. E nulla più del cibo quel senso di appartenenza, di condivisione evoca. Il cibo diventa elemento identitario per il pubblico che, nel “racconto” del piatto (ogni volta diverso) che gli attori in scena stanno gustando, si riconosce, ritrovandosi anche lui a tavola. Così, intorno al canovaccio della storia, lo spettacolo si dipana attraverso una continua serie di improvvisazioni, legate al momento conviviale della tavola in cui, come in ogni convivio che si rispetti, tutto può accadere perché il cibo ha il sapore delle emozioni.

Info

La musica originale in scena è di Mirko Lodedo, la collaborazione alla messa in scena è di Micaela Sapienza.

La produzione è di Armamaxa Teatro, Carmonica e Teatri Abitati, Residenza Teatrale di Ceglie Messapica.

Ingresso gratuito, con l’originale iniziativa “Porta 'na cadrega”, invito che l’amministrazione di Ferrere raccomanda al pubblico che parteciperà.

La rassegna è promossa dall’Unione Colli Divini - nel cuore del Monferrato e della casa degli alfieri /Archivio Teatralità Popolare ed è sostenuta dalla Regione Piemonte, dai Comuni ospitanti, dalla Fondazione CRT e dalla Fondazione CRAsti.

La direzione artistica di Cuntè Munfrà è di Massimo Barbero per l'Archivio Teatralità Popolare di casa degli alfieri, l'ideazione è di Luciano Nattino.

Info: 339 2532921 - www.archivioteatralita.it

I prossimi appuntamenti saranno a Casorzo e in altri Comuni, a breve verrà diffuso il programma.

Comunicato stampa

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