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Economia e lavoro | 05 agosto 2020, 14:04

Giorgio Felici: “Ancora una volta le PMI dell’indotto FCA sono state abbandonate a loro stesse”

Il presidente di Confartigianato Piemonte esprime preoccupazione per il futuro delle piccole imprese dopo il ‘matrimonio’ con Peugeot

Giorgio Felici: “Ancora una volta le PMI dell’indotto FCA sono state abbandonate a loro stesse”

“Il Governo fatica o nicchia a prestare garanzie reali per l’accesso ai finanziamenti delle piccole imprese italiane ma non esita a farlo a favore di chi sposta la produzione all’estero a detrimento dell’indotto locale. Un Paese serio penserebbe ai suoi cittadini e al loro lavoro, non a poche decine di finanzieri apolidi o ai lavoratori di altri Paesi”.

Così il presidente di Confartigianato Piemonte, Giorgio Felici, commenta la notizia che sta allarmando le imprese piemontesi dell’indotto auto (circa 58mila addetti), ovvero la produzione delle city car di FCA sulla piattaforma francese PSA-CMP. “Ma la garanzia dello Stato al prestito di Intesa Sanpaolo a FCA, non era forse giustificata dal fatto che ne avrebbe beneficiato il sistema automotive piemontese nel suo complesso, a cominciare dai fornitori? - prosegue Felici – Ancora una volta la politica si dimostra attenta alle esigenze della grande industria, anche quando queste esigenze non collimano con gli interessi nazionali, ma cieca nei confronti delle medie e piccole imprese come quelle della componentistica”.

“La lettera di FCA con la richiesta ai fornitori di cessare immediatamente ogni attività di ricerca, sviluppo e produzione alimenta la preoccupazione per il futuro. C’è il rischio che siano proprio le imprese del nostro indotto ad essere le vittime designate delle scelte di FCA e del matrimonio internazionale targato Stellantis, conclude il presidente dell’associazione di artigiani.

Redazione

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