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Sanità | 13 settembre 2020, 10:27

Il cambiamento: potente strumento di salute!

I consigli di nutregonica a cura di Simona Oberto

Il cambiamento: potente strumento di salute!

Quante volte vi è successo di nutrire pensieri positivi e buoni propositi nei confronti di situazioni che desiderate cambiare, perché non vi soddisfano o peggio vi affliggono profondamente? Quante volte vi siete ripromessi di farlo ma non ci siete riusciti? Mi viene in mente la signora Michela che, oramai da diversi anni, in prossimità della bella stagione, si ripropone di prendersi maggiore cura della propria persona, mettendosi a dieta o il giovane Luigi, neo assunto in fabbrica, che ad ogni busta paga, accorgendosi di arrivare a fatica a fine mese, si ripromette ogni volta di non passare più troppo tempo al bar tra schedine, macchinette e aperitivi o il signor Giovanni, manager di lunga data che, ogni notte non riuscendo a riposare bene a causa del suo fastidioso reflusso gastroesofageo, si ripropone di diminuire il suo carico di appuntamenti e impegni giornalieri, perché troppo stressanti.

Quante volte vi è successo di desiderare profondamente un cambiamento in ambito lavorativo, familiare, relazionale e di pensare come poterlo attuare? Si dice che ci sono persone positive che prendono la vita in modo più leggero e persone negative che si tirano addosso la sfortuna, subissati di problemi e difficoltà. Ma fino a che punto la fortuna e la sfortuna influenzano la nostra vita? Quanto invece il nostro pensiero può cambiare la nostra esistenza? Molti filosofi sostengono che “noi siamo ciò che pensiamo” e che è importante educare la propria mente a pensare positivo. E’ il caso della filosofia del “Pensiero positivo” che si diffuse negli U.S.A all’inizio del Novecento, il cui paradigma fondamentale era:“ La causa dei malesseri è da imputare al pensiero negativo”. Certo! Il ricercare il meglio, anche nelle situazioni più gravose, innesca la positività e l’ottimismo e alleggerisce sicuramente l’animo (il famoso bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno). Infatti una buona disposizione d’animo è in grado di influenzare parecchio l’esito delle nostre azioni (provate a pensare quanto può influenzare l’esito di un colloquio di lavoro, il fatto di andare con un atteggiamento positivo e costruttivo). Quindi, educare il nostro pensare, può diventare uno strumento molto potente che possiamo utilizzare ogni qual volta la vita ci mette alla prova. Noi siamo esseri pensanti e quindi coscienti. Lo stesso Kant affermava che nell’ “Io penso” vi è il principio supremo di conoscenza.

Famosa la locuzione “Cogito ergo sum”, “Penso dunque sono”, che è la formula con cui Cartesio esprime la certezza indubitabile che l'uomo ha di sè stesso, in quanto soggetto pensante. Non c’è dubbio. Il pensiero crea, modella e plasma la nostra vita. La realtà che viviamo nasce e prende diverse pieghe nella nostra mente ed il pensiero è una potente energia, in grado, se utilizzata al meglio, di attivare un cambiamento. Ma il pensiero necessita di una mente equilibrata, in grado di gestire e modulare le emozioni. A sua volta la mente necessita di un cervello tonico e ben reattivo essendo il “mezzo” attraverso il quale la nostra mente coordina e gestisce tutte le funzioni corporee. Ma a mio parere il solo pensiero positivo da solo non basta, perché è solo l’inizio di un “processo educativo” in cui dobbiamo guidare la nostra mente. Anzi, chi si ferma a questo primo step, rischia di venire schiacciato dalle delusioni. E’ inutile ripetersi di essere in gran forma, quando lo specchio ci rivela l’inequivocabile realtà o pensare che le cose andranno bene, aspettando che qualcuno bussi alla nostra porta offrendoci magari un posto di lavoro sicuro. No, il “pensiero positivo” necessita obbligatoriamente della sua rielaborazione a “pensiero propositivo”, quale suo aspetto dinamico e immanente. Vale a dire: buoni propositi. Il passaggio dal solo pensare al buon proposito necessità di una trasformazione del pensiero in un “progetto” vero e proprio, dove alla positività si aggiunge l’intenzione e la volontà di cambiamento. Insomma l’essere positivi e ottimisti è importante ma non basta, perché bisogna essere in grado di trasformare le idee in intenzioni reali. Ma ahimè, anche i buoni propositi, da soli, non ci garantiscono il risultato.

No, perché bisogna fare ancora uno step: trasformare i nostri pensieri positivi e propositivi in un “agire creativo”, carico di entusiasmo, passione, determinazione e convinzione. Allora, quando ci troviamo di fronte a una situazione che vorremmo cambiare, non basta desiderarlo ma occorre isolare e analizzare obbiettivamente il problema: es. “Sono in sovrappeso e sono anni che mi prendo in giro, ho sempre rimandato, trovando mille scuse”; poi dobbiamo identificare il fattore negativo che determina il nostro problema: es. “Effettivamente mangio male, non mi prendo cura del mio intestino, prendo troppe medicine e faccio un lavoro che non mi gratifica”. A questo punto dobbiamo attivare il pensiero positivo: es. “E’ vero, in tutti questi anni ho agito in modo sconsiderato ma sono sicuro che, facendomi aiutare da persone serie e preparate, è possibile cambiare e migliorare il mio stile di vita”. Bene, siamo con la giusta impostazione d’animo e di pensieri, ora bisogna iniziare a trasformarli in qualcosa di tangibile e quindi dobbiamo iniziare a pensare a come progettare il nostro cambiamento, attivando i “buoni propositi”: es. “Chiamo mia sorella e le chiedo il numero di quel bravo medico che è riuscito ad aiutarla; mi faccio consigliare dalla mia amica Paola, erborista, delle letture di alimentazione naturale; metto da parte dei soldi per potermi permettere una nuova qualità di alimenti; voglio lavorare sulla mia componente emozionale e mi farò aiutare”. Ottimi propositi.

Ora però bisogna passare all’azione: es. “Ho appena chiamato quella consulente in nutrizione di cui ho sentito parlare molto bene e ho preso un appuntamento; Paola mi ha girato sulla mail quattro titoli molto interessanti e da stasera inizierò le mie nuove letture; oggi ho fatto la spesa con Simona e sotto il suo consiglio, ho comprato poche cose, fresche e naturali…e ho speso molto meno delle altre volte; ho parlato con mio marito, finalmente abbiamo fatto un discorso costruttivo, anche lui è d’accordo sul fatto che ho bisogno di un supporto psicoemozionale e anzi mi ha detto che è orgoglioso di me!”. Bravissimi! Così si fa! Il cambiamento positivo è il più potente strumento di salute. Agire, creare, modificare, modulare…è vita! Il cambiamento migliora l’autostima e stimola la guarigione che non è mai solo una guarigione fisica ma anche psichica e spirituale. Dobbiamo imparare a “dinamizzare” i nostri pensieri, concretizzandoli in azioni salutari.

Questo nostro atteggiamento costruttivo e non distruttivo, caratterizzato da buoni sentimenti, produrrà all’interno del nostro organismo delle potenti sostanze biochimiche (ormoni), in grado di modulare positivamente la nostra omeostasi, garantendoci la salute. Ricordatevi che “ciò che credete determina ciò che siete”, per questo motivo, solo cambiando il vostro modo di pensare e di agire, potrete cambiare la vostra vita, provando a viverla nella serenità che merita di essere vissuta! “Prima di pensare a cambiare il mondo, fare le rivoluzioni, meditare nuove costituzioni, stabilire un nuovo ordine, scendete prima di tutto nel vostro cuore, fatevi regnare l'ordine, l'armonia e la pace. Soltanto dopo, cercate delle anime che vi assomigliano e passate all'azione”. (Platone)

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