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Cultura e tempo libero | 21 settembre 2020, 10:18

Alla caffetteria Mazzetti di Asti, la presentazione del libro "Torna da me"

Venerdì 25 settembre alle 18; il libro di Valentina Barbera parla di autismo, tenacia e speranza e capacità di riemergere

Alla caffetteria Mazzetti di Asti, la presentazione del libro "Torna da me"

Venerdì 25 settembre alle 18, alla caffetteria Mazzetti di Asti sarà presentato il libro "Torna da me"(Ed. Paoline) della scrittrice Valentina Barbera. Con lei la dottoressa Maria Etta Cavallini, Responsabile Area Minori “Le Mete” e, a moderare il dibattito, la scrittrice Manuela Caracciolo.

Il libro

 “Quanto ci si può sentire soli? Sicuramente più di quanto il nostro cuore da solo possa sopportare. È allora che si corre a raccontare tutto a qualcuno. Scriverò tutto a te, mamma. Anche se non ci sei più. Queste mie lettere non saranno solo per ritrovarti. Ho bisogno di te. Perché anche Gabriele ora è lontano. Aiutami a riportarlo indietro”.

Inizia con queste vibranti parole il libro di Valentina Barbera: un viaggio difficile, su una zattera fatta di tenacia e speranza, flessibilità e capacità di riemergere dalle onde, che inaspettatamente si rivela anche una porta d’accesso alla conoscenza di sé e al trascendente. Valentina è mamma. Ha due figli, uno dei quali, Gabriele, vive in un mondo tutto suo, in una sorta di oblio che lo isola dagli altri: è autistico. All’inizio il disorientamento e lo sconforto sono grandi. Mamma Valentina ha l’impressione che suo figlio si stia allontanando ogni giorno di più e teme di non riuscire a trattenerlo con sé.

Ma, lentamente, intuisce che in ogni situazione dolorosa è racchiusa un’opportunità e che deve affidarsi. Comincia così a scrivere delle lettere alla madre che non c’è più, ma che ora avverte particolarmente presente e vicina. È al tempo stesso un modo per dare libero sfogo ai propri stati d’animo e per chiedere un aiuto a far tornare Gabriele dal silenzio di cui sembra prigioniero.

“Torna da me è una strada per esplorare e dialogare con il mondo dell’autismo - scrive Alessandro Borio nella Prefazione - un lavoro in cui calarsi in punta di piedi e col rispetto dovuto a chi ci apre le porte del suo cuore per regalarci un po’ di speranza. Perché la speranza è liquida e fluisce nelle anime che non sono impermeabili”.

Comunicato stampa

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