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Cultura e tempo libero | 22 settembre 2020, 19:10

Il palazzo del Vescovo di Asti apre per la prima volta le porte al pubblico

Domenica alle 16, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. La visita è gratuita

Il palazzo del Vescovo di Asti apre per la prima volta le porte al pubblico

Domenica 27 settembre alle 16, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2020, si terrà una visita guidata speciale al palazzo del vescovo di Asti, in via Carducci 50, che apre al pubblico per la prima volta le porte dei propri ambienti di residenza e lavoro.

Il percorso

Il percorso all’interno del palazzo inizierà dalla base della torre medievale la cui proprietà originaria viene oggi attribuita con certezza alla famiglia dei Macalufi, un’importante famiglia di mercanti astigiani poco nota perché presto estinta. Si proseguirà salendo al primo piano con la visita al cinquecentesco salone Malabaila con la sua particolare soffittatura a cassettoni originale. Di qui ci si sposterà nelle sale di udienza e rappresentanza del palazzo dove si potranno ammirare importanti dipinti sei-settecenteschi, con una puntata alla moderna cappella privata, decorata dalle preziose vetrate di padre Costantino Ruggeri (1925-2007).

Il percorso di visita si concluderà nella maestosa sala dei vescovi, le cui pareti, su tutti e quattro i lati, sono decorate dai ritratti dei vescovi astigiani a partire da Staurato I (856-870) fino al nostro vescovo emerito Francesco Ravinale. Qui sarà anche possibile apprezzare il badalone ligneo (grande leggio che veniva collocato nei cori delle chiese) decorato a intarsio, proveniente dalla soppressa confraternita di San Michele di Asti.

Informazioni

L’ingresso all’evento è gratuito. L’accesso sarà consentito esclusivamente ai partecipanti muniti di mascherina. Il punto di ritrovo, alle 16, è in piazzetta del Seminario, di fronte all’ingresso principale del palazzo vescovile. Per agevolare l’organizzazione della visita ai vari ambienti del palazzo, si consiglia di segnalare la propria partecipazione ai seguenti recapiti: 351.707.7031 (chiamata, sms, WhatsApp, Telegram) oppure museo@sicdat.it.

Comunicato stampa

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