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Attualità | 02 dicembre 2020, 11:24

Il ministro Speranza: "Vaccino anti Covid da gennaio. Sarà gratuito e non obbligatorio". Su Natale e Capodanno: "Limiti agli spostamenti tra comuni"

Il rappresentante del governo ha parlato in Aula: "La campagna di vaccinazione sarà imponente. l'Italia ha per ora opzionato 202 milioni di dosi

Il ministro Speranza: "Vaccino anti Covid da gennaio. Sarà gratuito e non obbligatorio". Su Natale e Capodanno: "Limiti agli spostamenti tra comuni"

Le vaccinazioni contro il Covid-19 partiranno in Italia a gennaio: non saranno obbligatorie e le dosi saranno somministrate gratuitamente. E' quanto ha riferito questa mattina il ministro della Salute Roberto Speranza durante le sue comunicazioni in Aula.

Speranza ha confermato che i primi a ricevere i vaccini saranno il personale medico, gli operatori socio-sanitari, gli ospiti delle Rsa e gli anziani. "Il vaccino sarà somministrato gratis a tutti gli italiani, è un bene comune e un diritto assicurato a tutte le persone", ha ribadito il ministro.

L'acquisto... in Italia più di 200 milioni di dosi

L'acquisto delle dosi avverrà a i livello di Unione Europea: secondo quanto riferito dal ministro e riportato su Repubblica.it, l'Italia ha per ora opzionato 202 milioni di dosi: 40,38 milioni da AstraZeneca, 26,92 da J&J, 40,38 da Sanofi, 26 da Pfizer-Biontech, 30,285 da Curevac e 10,769 da Moderna.

"Al momento - ha aggiunto Speranza - non è intenzione del governo disporre l'obbligatorietà della vaccinazione. La campagna di vaccinazione sarà imponente, dobbiamo evitare di arrivarci con il servizio sanitario in difficoltà".

Il ministro ha poi ricordato la delicatezza del momento, ribadendo la necessità del rispetto rigoroso delle norme anti contagio «se non vogliamo nuove chiusure a gennaio». «Per le feste le limitazioni previste dovranno essere rafforzate anche nel quadro di un coordinamento europeo. Bisogna limitare il più possibile i contatti tra persone» ha aggiunto, ricordando che se questo non avverrà «la terza ondata è dietro l'angolo".

E Natale?

Attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con lo scampato pericolo".
Questo il monito del ministro Roberto Speranza.
"L’indice Rt è ormai sceso all’1,08 e sono fiducioso che possa scendere sotto l’1 – ha spiegato l’esponente del Governo Conte –, ma siamo ancora in presenza di una forte circolazione del virus, che è ancora causa di una forte pressione sui nostri ospedali. Per stabilizzare i risultati raggiunti finora servono altre settimane di sacrifici e una robusta cura di mantenimento".

"Non facciamoci illusioni. Se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l’angolo. Ormai conosciamo il virus e i danni che può causare. Nei mesi scorsi è passato il messaggio che aveva perso forza, abbiamo abbassato la soglia di attenzione e si è determinato un clima da 'liberi tutti'. Ripetere questo errore sarebbe sbagliato e ingiustificabile".

L’obiettivo è quindi di arrivare un livello di contagi di 50 casi ogni 100mila abitanti. Per questo – ha proseguito Speranza – "le festività andranno affrontate con particolare attenzione. Senza consistenti limitazioni dei movimenti e un rigoroso rispetto delle regole sicurezza la convivenza col virus fino al vaccino è destinata al fallimento. Ecco perché col prossimo Dpcm dobbiamo continuare con misure chiare e rigorose".

Le probabili misure

Da qui scelte che andranno in due direzioni: da una parte confermare il sistema di classificazione per colore delle regioni, "che ha dato risultati soddisfacenti", mentre dall’altra, "per affrontare adeguatamente le festività, le limitazioni previste dovranno essere rafforzate anche in un quadro di coordinamento europeo, che diventa indispensabile per attività che si svolgono al confine. In questo contesto sarà indispensabile limitare il più possibile i contatti, vanno disincentivati gli spostamenti internazionali, limitati quelli tra le regioni e negli importanti giorni di festa del 25 dicembre, 26 dicembre e 1° gennaio limitare anche gli spostamenti tra i comuni".

"Si tratta di misure indispensabili se non vogliamo vanificare i risultati conseguiti finora. Non sarà un Natale come gli altri, ma serve il contributo di tutti. Dentro la tempesta che stiamo vivendo finalmente vediamo un approdo. Da gennaio – ha concluso – avremo i primi vaccini e la svolta che auspichiamo e cui lavoriamo da mesi. Ma ancora servono prudenza e cautela".

Redazione

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