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Politica | 09 febbraio 2021, 09:31

Aiuole di Asti con pali rotti e rose divelte, interrogazione dei consiglieri Quaglia e Malandrone

"Chi dovrebbe verificare l'eventuale danno al verde cittadino che fa parte del patrimonio comunale, dato il costo dei cespugli?"

Un cespuglio di rose

Immagine generica di archivio

Nel 2008 il Comune di Asti, attraverso la collaborazione tra il proprio Servizio Aree Verdi e i partecipanti al Master in “Progettazione del Paesaggio e delle Aree Verdi” della Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Torino, coordinato dalla professoressa Elena Accati, vinse 3 primi premi (1° premio per la progettazione – 1° premio per la realizzazione - 1° premio della giuria popolare) al concorso di progettazione Angelo Tosi  denominato "La rosa nell'arredo urbano” , con la realizzazione di un aiuola denominata "La vigne en rose” per la quale erano state utilizzate rose rampicanti e arbusti di una varietà di rosa appositamente selezionate per la manifestazione da David Austin, denominata Rosa del Monferrato;

Un progetto realizzato per essere permanente sulle aiuole spartitraffico di corso Einaudi per Corso Galileo Ferraris.

I consiglieri comunali, Angela Quaglia (CambiAmo Asti) e Mario Malandrone (Ambiente Asti) tornano, con un'interrogazione, sul degrado delle aiuole che risultano, al momento con pali e tiranti rotti, piante di rose tranciate da decespugliatori, "mentre le malerbe, ancorchè maldestramente tagliate, rimanevano a terra secche conferendo ulteriore senso di abbandono e devastazione".

L'aiuola con le rose rampicanti è stata rasa al suolo e il terreno risulta spianato e privo di erba e bigoncia, ripiena di rose "che conferiva l’aspetto tipico del vigneto, anima del progetto originale, mente l’altra è sempre nelle medesime condizioni

I consiglieri chiedono cosa si intenda fare per ripristinare l'aiula e se sia  previsto un "ulteriore incremento di asfalto in una zona altamente trafficata, come già fatto con l’eliminazione dell'aiuola spartitraffico in viale alla Vittoria alla congiunzione con piazza Alfieri".

Inoltre chiedono chi dovrebbe verificare l'eventuale danno al verde cittadino che fa parte del patrimonio comunale, dato il costo dei cespugli, "a meno che  - scrivono - non si voglia adottare la strategia del degrado per arrivare ad eliminare quel poco di decoroso ed ornamentale che ancora esiste, al fine di cancellarlo e non dover più provvedere alla sua manutenzione, come sta succedendo anche a quelle che erano bellissime distese di rose bianche e rosse ai lati delle scalinate, tra piazza del Palio ed il Palazzo dell’intendenza di finanza, nonché agli spartitraffico di piazza I Maggio, attualmente irriconoscibili".

"Per quanto poi concerne il patrimonio arboreo - concludono Quaglia e Malandrone sarebbe utile sapere se la sua manutenzione è demandata ad esperti del settore o meno e, soprattutto, se qualcuno si preoccupa di seguire i lavori di scavo lungo i marciapiedi dove sono presenti gli alberi poiché, come è successo in corso Savona, gli scavi per la posa della fibra ottica possono interferire e tranciare le radici degli alberi con spiacevoli conseguenze (schianti) che potrebbero manifestarsi più in là nel tempo, magari al primo alito di vento, dando poi la colpa della caduta alle intemperie o all’albero stesso".

Redazione

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