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Cronaca | 19 febbraio 2021, 07:30

In Tribunale ad Asti continua il processo usura. Martedì scorso in aula la versione degli imputati

La prossima udienza martedì prossimo. Il processo vede imputate due famiglie sinti nei confronti di una con il vizio del gioco

In Tribunale ad Asti continua il processo usura. Martedì scorso in aula la versione degli imputati

In Tribunale ad Asti continuano le udienze del processo usura, che vedono imputate due famiglie sinti nei confronti di una con il vizio del gioco.

Una nuova udienza si è tenuta lo scorso martedì, presieduta dal dott. Dovesi e davanti ai giudici Dematteis e Bertelli Motta

In aula sono state ascoltate le versioni dei fatti degli imputati, tra cui quelle di Emanuele e Riccardo Lo Porto, padre e figlio ancora in carcere, accusati di usura ed estorsione.

I due hanno parlato del rapporto che li unisce alla famiglia considerata vittima in tutta questa vicenda, ovvero quella dipendente dal gioco.

Riccardo ha raccontato di avere sempre avuto un "rapporto di fratellanza" con alcuni membri di quella famiglia e che i prestiti economici erano visti come favori personali.

L'imputato ha anche dichiarato di essere andato personalmente a saldare un debito di gioco di un membro della famiglia. Emanuele Lo Porto, invece, ha raccontato di aver prestato oltre cinquantamila euro alla famiglia, ma "in amicizia".

I due si sono difesi in aula, sostenendo di non essere mai stati usurai, ma semplici lavoratori, dichiarando di non aver mai minacciato nessuno.

Riccardo Lo Porto ha poi spiegato la presenza di mazzette nella sua abitazione (che erano state rinvenute durante le perquisizioni della Squadra Mobile della Questura di Asti) dichiarando che sarebbero servite per il funerale di un parente. 

Per quanto riguarda la presenza di piantine di marijuana in casa, si è difeso sostenendo di “averle comprate su un sito internet durante il lockdown, pensando fosse legale”.

Durante l'udienza è stata disposta la trascrizione parziale (degli elementi più significativi e non totale) delle intercettazioni che le forze dell'ordine avevano fatto ai due imputati, che il mese scorso sarebbero stati sorpresi in carcere a usare microcellulari.

La prossima udienza si terrà martedì prossimo, 23 febbraio.

Redazione

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