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Cronaca | 23 febbraio 2021, 20:15

In Tribunale ad Asti continua il processo usura. Un imputato: "Mai prestato soldi, solo una Bmw"

La prossima udienza è fissata per il 23 marzo, con i testimoni della difesa

In Tribunale ad Asti continua il processo usura. Un imputato: "Mai prestato soldi, solo una Bmw"

Continua in Tribunale ad Asti il processo usura, che vede imputate due famiglie sinti nei confronti di una con il vizio del gioco.

A parlare questa mattina, davanti al giudice Dovesi, Nikolli Kreshnik, uno degli imputati, attualmente in carcere, che ha raccontato la sua versione dei fatti. 

L'imputato ha dichiarato di "non aver mai prestato soldi alla famiglia (con il vizio del gioco, ndr) ma solo una Bmw". 

Il ragazzo, con cui ero amico, mi chiese la mia Bmw in prestito, per fare un viaggio in Albania, in occasione delle feste natalizie”, ha spiegato in aula. 

Così, per evitare problemi, fece fare una delega in Comune per autorizzare il prestito, che, ha ribadito, è stato gratuito.

Questo avveniva a fine 2016. A gennaio 2017 il ragazzo tornò in Italia con l'auto, che, però, era stata danneggiata, soprattutto le gomme e i cerchi.

Ero sicuro che mi avrebbe ripagato i danni, dato che mi disse di aver ricevuto un'eredità di quattro o cinque milioni di euro”, spiega.

La sorella del ragazzo, anche lei affetta da ludopatia, come tutta la sua famiglia, si interessò così all'acquisto dell'auto, impegnandosi per 24mila euro, da pagare a rate entro tre mesi, e, secondo la versione dell'imputato, senza interessi.

I soldi non sono mai arrivati. Mi disse di non avere denaro sufficiente per l'acquisto e mi fece poi un bonifico di 8mila euro, per pagarmi i danni dell'auto”, continua l'imputato.

Kreshnik ha poi spiegato di aver richiesto lui stesso un prestito di oltre 13mila euro alla famiglia, per acquistare auto costose, che avrebbe poi rivenduto. 

L'imputato ha infine raccontato di aver saputo degli spari contro l'auto della ragazza solo dal racconto del fratello di lei, nel Natale 2018, dichiarando che la pistola ritrovata sul tetto della casa in cui abita non è mai appartenuta a lui.

Il 23 marzo una nuova udienza, con i testimoni della difesa.

Elisabetta Testa

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