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Cultura e tempo libero | 24 febbraio 2021, 18:01

Non solo cinema e teatri. Il mondo della cultura rischia di perdere anche i cori

Nell'Astigiano sono circa 450 i coristi che da un anno non si incontrano per le prove e non tengono concerti

Il coro della Val Rilate durante un'esibizione

Il coro della Val Rilate

Il mondo della cultura in grave sofferenza per le conseguenze della pandemia, ha un’altra vittima eccellente, i cori, che in Piemonte hanno un buon numero di adesioni.

L’associazione Cori Piemontesi, rappresenta 250 cori e circa 7000 coristi in piemonte e 14 cori con circa 450 coristi nella provincia di Asti e, a rendere nota la situazione è Marco Rosso, consigliere per la  Provincia di Asti dell’Acp che ha l’obiettivo di promuovere la coralità in Piemonte e l’organizzazione di eventi artistici e culturali.

Rosso fa parte anche del coro CSC Val Rilate di Cinaglio presente sul territorio dal 1985.

Un comparto ben rappresentato dal Piemonte a livello nazionale, infatti il presidente della Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Corali Regionali (FENIARCO) che raggruppa la maggior parte della coralità italiana è Ettore Galvani, torinese già presidente di ACP , il presidente dell'associazione Europea dei cori  ECA-Europa Cantat (Eurooeam Choral Association) è Carlo Pavese anche lui torinese e infine l' Associazione Nazionale Pueri Cantores ha come  presidente il novarese Alberto Veggiotti.

Niente concerti e niente prove... lo streaming è complicato

Come per cinema e teatro, anche i cori da un anno non tengono concerti e non si incontrano per le prove.
Esiste la possibilità di cantare in streaming - spiega Rosso - non è impossibile ma molto difficile e sono necessari strumenti tecnologici non alla portata di tutti,  questa situazione aumenta il timore che  finita la pandemia  molti cori non ripartano tenendo presente  che molti coristi sono anziani e quindi  più vulnerabili  e si sta rischiando di perdere un importante momento di aggregazione e socialità e un patrimonio culturale fatto di persone e musica. Il canto è fatto di vicinanza e contatto fisico e le regole imposte dalla pandemia per tutelare la salute non permettono, almeno per il momento di incontrarsi” .

Incontri per la formazione e webinar aperti a tutti

In questa situazione l’ ACP ha attivato alcuni webinar, una serie di seminari interattivi, sulle tematiche della coralità e della musica in generale, compresa la formazione, incontri liberi e aperti a tutti.
In queste settimane inoltre riprenderanno le riunioni provinciali in video conferenza che coinvolgeranno presidenti e direttori di tutti i cori per parlare di regole  e di iniziative che serviranno a mantenere i contatti e aiutare i cori a non disperdere questo importante patrimonio culturale del territorio.
Sono sicuro però – conclude Rosso amaramente - che la nostra coralità che sta soffrendo il distanziamento è  pronta e compatta nello spirito e negli intenti ad affrontare la ripresa in uno scenario magari un po diverso ma comunque  saprà reagire a questa complicata situazione e riprendere con lo stesso entusiasmo caratteristico delle coralità astigiane e piemontesi”.

Betty Martinelli

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