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Economia e lavoro | 11 aprile 2021, 15:45

La storia della settimana è il racconto, con video, della rabbia di commercianti e partite IVA [VIDEO]

Scesi in piazza, mercoledì mattina, per richiamare l'attenzione sulla grave crisi economica causata dalle chiusure forzate anti Covid

Manifestazione commercianti e partite IVA Astigiane

Come ogni domenica, vogliamo focalizzare l'attenzione, riproponendo il relativo articolo, sulla notizia che a nostro giudizio ha maggiormente caratterizzato la settimana appena trascorsa. 

Nello specifico, il racconto (testo e video) la manifestazione che mercoledì mattina ha visto scendere in piazza decine di partite IVA e commercianti astigiani, uniti nella volontà di chiedere maggior attenzione sulla grave crisi economica che attanaglia il settore in conseguenza delle norme anti Covid.

I PROMOTORI: VOGLIAMO FAR VOCE A CHI E' FERMO SENZA SAPERE PERCHE'

Senso di impotenza, esasperazione, ma soprattutto tanta percepibile rabbia. E’ quanto si percepiva tra ambulanti, commercianti e partite IVA astigiane che sono scesi in piazza per dar vita a un’ennesima manifestazione di protesta finalizzata a chiedere maggior attenzione verso le loro categorie, duramente colpite dalle misure anti pandemia.

Dopo quattro mesi siamo al punto di prima, se non peggio ha affermato amaramente Corrado Gallo, portavoce del Mercato Unificato – L’unica differenza è che si è creato del movimento perché la gente ne ha le scatole piene. Vogliamo far sentire la voce della tanta gente che è ferma e vuole capire perché. Troppe cose non vanno: non si capisce che zona rossa sia, visto che c’è tantissima gente in giro e sui ristori… lasciamo perdere”.

“Stiamo dando massimo sostegno a questa iniziativa e il segnale che vogliamo dare è di non dimenticare – ha aggiunto Raffaele Giugliano, leader del movimento Partite Iva astigiane – Abbiamo subito tanto senza ottenere nessun riscontro da parte del governo, delle istituzioni e perfino delle associazioni di categoria. Noi abbiamo fatto tutto ciò che era necessario per allestire i locali ma non è servito a niente. Noi siamo stati all’altezza ma dall’altra parte non abbiamo avuto alcun riscontro, ormai stiamo sopravvivendo”

DIRETTA DELLA PRIMA PARTE DELLA MANIFESTAZIONE

Intorno alle 10.45, il corteo itinerante è ritornato in piazza dove è stato allestito un palco per consentire una serie di interventi. Ad iniziare da quelli ‘istituzionali’ del sindaco di Asti Maurizio Rasero, del vicesindaco Marcello Coppo e dell’assessore regionale Maurizio Marrone a rimarcare il pieno appoggio alla protesta – che, lo ricordiamo, si è svolta in modo assolutamente pacifico – da parte dei rispettivi enti.

RASERO: "COMMERCIO E PICCOLO ARTIGIANATO DEBBONO POTER RIAPRIRE IN SICUREZZA"

“Quello di questi giorni non è un vero lockdown ha esordito il sindaco Rasero – perché mentre qualcuno è chiuso altre categorie possono continuare a svolgere le proprie attività come niente fosse. E’ importante siate qui per dire – e come Amministrazione comunale siamo totalmente solidali con voi – che commercio e piccolo artigianato vogliono e devono riaprire in sicurezza. Anche perché subite il doppio danno del restare chiusi e della concorrenza dell’online e della grande distribuzione che invece sono regolarmente operativi”.

MAURIZIO MARRONE: "LA REGIONE PRONTA A SUPPORTARE UNA CLASS ACTION"

Tema, quello della grande distribuzione, su cui è tornato anche l’assessore regionale Maurizio Marrone: “Qualcuno dovrebbe spiegarci perché va bene vendere merce in un centro commerciale al chiuso e invece fa male se venduto all’aperto. Ora è una palese presa in giro che non meritate”.

“Con il presidente Cirio e la collega Poggio – ha aggiunto l’esponente di Fratelli d’Italia – abbiamo scritto al governo nazionale per dire che queste restrizioni non hanno un criterio scientifico e invitando a rimodularle per consentire di riaprire a chi può lavorare in sicurezza. Non è accettabile che un’istituzione come la Regione supporti il commercio ambulante e un’altra, il governo, la blocchi con un DPCM. Non si può continuare a bloccare l’economia perché se no ci troveremo a fine primavera magari più in salute ma devastati dal punto di vista economico”.

“Qualora decidiate di fare una class action per chiedere conto dei danni ingiustamente subiti, noi metteremo a disposizione l’avvocatura della Regione per supportarvi nella lotta contro questa ingiustizia”.

"VOGLIAMO LAVORARE"

Unanime e forte il grido della piazza: "Vogliamo lavorare", c'è anche Silvana che si definisce "La più anziana del mercato". Ha 82 anni e continua a fare i mercati con la figlia: "Ma se non ci fanno lavorare, meglio chiudere del tutto""Gli ambulanti in Italia sono più di un milione di posti di lavoro", urla dal palco uno di loro: "Fino ad ora siamo stati invisibili pur lavorando in sicurezza".


Silvana Roagna

Rimarca Raffaele Giugliano: "Non dobbiamo dimenticare. Da un anno si chiude, si riapre e si richiude e molti non hanno visto nè i 600 euro, nè la cassa integrazione". "Lo Stato siamo noi - sostiene un altro commerciante - dovete ascoltarci", mentre Grazia, pensionata di banca interviene per portare solidarietà ai manifestanti: "Non volevo stare a casa tranquilla dal mio divano, ma esprimere vicinanza a una categoria così bistrattata".

Al termine della manifestazione, una delegazione - accompagnata dal vicepresidente della Regione Fabio Carosso, dal sindaco Rasero e dal vicesindaco Coppo - è stata ricevuta in Prefettura dal viceprefetto Arnaldo Agresta.

Redazione

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