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Cultura e tempo libero | 28 aprile 2021, 19:10

"Dove Dio ha nome di donna": il vescovo di Asti ha presentato il suo primo libro (FOTO)

Un'autobiografia che racconta i suoi 13 anni di missione nel Lodokejek (Kenya del nord) e l'inno alla forza di quelle donne. "Mi hanno insegnato molto di Dio, tra il popolo Samburu le donne hanno una forza incredibile"

Galleria fotografica a cura di Merfephoto

Galleria fotografica a cura di Merfephoto

"Dove Dio ha nome di donna. La mia missione tra i Samburu del Kenya”. Si intitola così il primo libro scritto dal vescovo di Asti, Marco Prastaro, presentato nel pomeriggio di oggi dal refettorio del Seminario astigiano, anche in videoconferenza. 

13 anni di missione nel Lodokejek

Edito da Emi, si tratta di un lavoro completamente autobiografico, in cui il vescovo Prastaro ripercorre gli oltre dieci anni (ben tredici) di missione nel Lodokejek (Kenya del nord) tra viaggi in pick-up per fare nascere bambini, lunghissime celebrazioni con decine di battesimi, l’aiuto a ragazze madri in difficoltà, mesi senza pioggia e matrimoni combinati.

Le donne del Kenya: una forza inarrestabile

La presentazione, moderata dalla giornalista Rai Brunella Mascarino, è stata un'occasione importante per presentare al pubblico (virtuale e non), diverse storie di donne.

"Quelle che ho incontrato in Kenya - spiega il vescovo - sono innervate da una forza inarrestabile che le rende capaci di superare le più grandi ingiustizie e i dolori più profondi. Questa vitalità permette loro di rialzarsi e continuare a vivere con una determinazione sempre nuova, perché anche nella disperazione la vita possa prevalere sulla morte”.

Dio lì ha un nome femminile

13 anni condensati abilmente in 120 pagine, con un titolo molto particolare, che spinge subito il futuro lettore alla riflessione.

"Il titolo parte dal presupposto che in quella società Dio viene indicato con un nome femminile. E poi perchè in quegli anni ho incontrato donne che mi hanno fatto conoscere Dio, mi hanno insegnato molto", commenta il vescovo.

Il vescovo Prastaro ha affrontato questa grande esperienza alla fine degli anni Novanta, quando aveva 36 anni.

Il recinto e la resilienza

La donna riveste quindi un ruolo fondamentale nel popolo Samburu, fatto di pastori nomadi, soprattutto nell'ambito dell'educazione e del pensiero. La gestione della famiglia è nelle sue mani.

"La donna si interessa di tutto ciò che avviene nel recinto della casa - racconta mons. Prastaro - mentre l'uomo di quello che avviene fuori. Queste donne hanno una capacità di resistere al dolore e alla disperazione impressionante".

La guerra politica in Kenya: il momento più tragico

Tredici anni di missione vissuti intensamente, dove non sono mancati momenti tristi e difficili. 

"Alla fine del 2007 in Kenya ci furono le elezioni - ricorda - Una notte il Kenya è espoloso, con una guerra interna tra fazioni politiche, tra stragi e violenze. Sono stati quelli i giorni più brutti della mia missione". 

La messa domenicale: il trionfo della gioia o fuga dalla realtà

La messa domenicale, invece, era sempre un'esplosione di gioia.

"Una fuga dalla realtà forse, che vedeva sempre una grande partecipazione della gioventù. Quelli erano i momenti più belli", aggiunge il vescovo. 

Vivere nell'incertezza si può

Al termine di questa lunga e complessa missione, mons. Prastaro tornò a Torino a fare il parroco. Era l'ottobre del 2011.

"La vita ti plasma e ti cambia. Quando sono partito ero un'altra persona. Mi sono portato dietro il poter vivere nell'incertezza. Ho capito di poter vivere anche quando non ho tutto sotto controllo", spiega.

Una riflessione importante, che, soprattutto in questo momento di grande incertezza, fa bene ascoltare.

Elisabetta Testa

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