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Attualità | 03 maggio 2021, 10:57

Il Comune di Moncalvo attribuisce la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki

L'appello di Amnesty: "Riteniamo sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media"

Il Comune di Moncalvo attribuisce la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki

Il Comune di Moncalvo ha recentemente attribuito la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, attivista e ricercatore egiziano, arrestato oltre un anno fa al suo rientro in Egitto e dall’8 febbraio 2020 in detenzione preventiva fino a data da destinarsi.

"A fronte del protrarsi di questa grave violazione dei diritti umani, spiegano gli attivisti della struttura astigiana di Amnesty International riteniamo che il recente conferimento da parte del Comune di Moncalvo della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki sia un bel segnale, significativo ed importante, che ci auguriamo possa rappresentare uno stimolo ed un esempio anche per Asti ed altri Comuni del territorio. Tale conferimento è già stato approvato da diverse città italiane, a partire da Bologna presso la cui Università Patrick è iscritto, e nel mese di aprile è stato approvato un ordine del giorno bipartisan in Senato per chiedere la cittadinanza italiana per Patrick Zaki"

 Amnesty ricorda che, per mantenere alta l’attenzione e per sostenere la richiesta di libertà e giustizia per Patrick Zaki, ognuno può portare il suo apporto anche sottoscrivendo alla pagina l’appello di Amnesty International “Libertà per Patrick”.

Patrick rischia 25 anni di carcere per dieci post di un account Facebook, che la sua difesa considera ‘falso’, ma che ha consentito alla magistratura egiziana di formulare pesanti accuse di “incitamento alla protesta” e “istigazione a crimini terroristici”. Nel suo paese avrebbe dovuto trascorrere solo una vacanza in compagnia dei suoi cari in una breve pausa accademica.

"A causa della diffusione del Covid-19 - si legge sull'appello - anche in Egitto per Patrick, così come per altre decine di migliaia di detenuti egiziani, le preoccupazioni legate all’emergenza sanitaria sono fortissime. Riteniamo che Patrick George Zaki sia un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media”.

Redazione

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