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Sanità | 14 giugno 2021, 15:30

Nursind: "Accogliamo la zona bianca, ma resta la preoccupazione per il nostro sistema sanitario regionale"

Coppolella: "Ci ritroveremo la stessa sanità di marzo 2020, anzi peggiorata da 18 mesi di pandemia"

Nursind: "Accogliamo la zona bianca, ma resta la preoccupazione per il nostro sistema sanitario regionale"

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa del Nursind, in merito al passaggio del Piemonte in zona bianca.

Accogliamo con entusiasmo la zona bianca e con essa il periodo di vacanza e di meritato riposo per tutti. Non manca però la preoccupazione che deriva da una domanda. Con quale sanità regionale ci ritroveremo a settembre sperando che la campagna vaccinale abbia dato i suoi frutti?

Preoccupazione più che legittima in quanto la risposta non è rassicurante. Ci ritroveremo la stessa sanità di marzo 2020, anzi peggiorata da 18 mesi di pandemia dichiara Francesco Coppolella , segretario regionale del Nursind, il sindacato degli infermieri.

Serve un piano che non c’è e i temi da affrontare  sono molteplici a cominciare dal numero di personale. Non c’è un piano di fabbisogno. Tanti contratti a termine e ancora nessuna previsioni di un concorso a tempo indeterminato per dare stabilità ad un sistema che dovrà supportare un carico di lavoro eccessivo. Concorso che tra l’altro prevedeva una dgr regionale.

La medicina territoriale è rimasta la stessa. Dei quasi 800 infermieri di comunità che dovevano essere assunti a tempo indeterminato nel 2021 con fondi stanziati dalla stato ne abbiamo assunti solo pochi e a tempo determinato.
Cosi come i servizi di assistenza domiciliare che non sono stati potenziati.
I lavori per incrementare il numero di posti letto nelle terapie intensive sono rimaste sulla carta, anche perché poi bisogna metterci personale che ci lavori.
I pronto soccorso hanno ripreso a soffrire esattamente come prima della pandemia con le stesse criticità di sempre legate al numero ridotto di personale, alla mancanza di posti letto e agli accessi impropri, oltre ai soliti problemi strutturali.
Le asr continuano a fornire personale alle RSA

Oltre a tutto questo, dobbiamo riaprire i servizi, riprendere le attività e le prestazioni rimaste inevase, continuando a gestire una pandemia che non si può ancora dire essere terminata.

Non credo che l’azienda Zero proposta dalla giunta sia la risposta.
Serve un piano socio sanitario complessivo, una riorganizzazione che metta al centro il personale e la sua valorizzazione, un capitale del quale non si può fare a meno, almeno questo credo che dovremmo averlo imparato, conclude Coppolella.

Al direttore

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