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Al Direttore | 01 luglio 2021, 17:35

Recupero ex Maternità: "Perchè non riconvertirla per uso scolastico?"

A chiederlo in una nota stampa i consiglieri Angela Quaglia (CambiAmo Asti) e Mauro Bosia e Michele Anselmo (Uniti si può)

Recupero ex Maternità: "Perchè non riconvertirla per uso scolastico?"


Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma dei consiglieri comunali Angela Quaglia (CambiAmo Asti) e Mauro Bosia e Michele Anselmo (Uniti si può), in merito al recupero dell'ex Maternità. 

Apprendiamo dagli organi di informazione locale che la Regione Piemonte ha dato il via al progetto di recupero dell’ex Maternità.

Era ora! Dal 2005, anno della chiusura, la Maternità, dopo vari tentativi di vendita ai privati, ha vissuto anni di totale degrado e abbandono.

Degrado e abbandono che, come consiglieri comunali di minoranza abbiamo costantemente denunciato con sopralluoghi sul posto, mostre fotografiche, video, banchetti in piazza: tutte iniziative volte a evidenziare il progressivo deterioramento di un immobile di pregio.

Condividiamo totalmente l’obiettivo che, con il recupero, Regione e ASL AT vogliono dare all’immobile. Un uso sanitario che va a rafforzare e implementare i servizi offerti ai cittadini.

Anche su questo versante, fin dal 2014, come minoranza in Comune, abbiamo denunciato il progressivo declino della sanità astigiana.

Ben venga dunque una nuova struttura sanitaria, a vocazione territoriale che, per un verso, alleggerisca il Cardinal Massaia, liberando spazi per potenziare la cosiddetta “fase acuta” della malattia (in tal senso non possiamo non pensare ad un potenziamento del Pronto Soccorso, sempre in sofferenza e all’incremento di posti letto nei reparti più nevralgici) e, dall’altro, riunisca in un unico luogo servizi a valenza territoriale: centro prelievi, ambulatori, consultorio, medicina legale, sert, centri vaccinali e veterinari.

Il rilancio e potenziamento della sanità astigiana, i cui tempi tra “l’annuncio” e la realizzazione speriamo siano brevi o quantomeno contenuti, non tengono conto, però, della problematica della Casa di Riposo Città di Asti, sulla quale il Consiglio Comunale e la città stanno dibattendo.

Non vorremmo che, dopo il bando di gara andato deserto e le difficoltà evidenti della struttura, si arrivasse alla chiusura della Casa di Riposo, distribuendo magari gli ospiti in altre strutture e, conseguentemente, all’abbandono di questa struttura, non molto distante dal vecchio ospedale il cui livello di degrado offre una pessima immagine in centro città.

Per queste ragioni ci sembra opportuno e necessario invitare tutti ad una riflessione più ampia, di pianificazione e organizzazione dei servizi. Sulla Casa di Risposo è necessario l’intervento della Regione e della Asl; la proposta di gestione alla Società Pubblica AMOS al momento non ha avuto alcuna risposta.

Perché non spostare alla Casa di Riposo, che ha molti spazi liberi che richiedono costi di ristrutturazione più contenuti, i servizi territoriali della ASL AT?

Perché non riconvertire ad uso scolastico, (con i fondi del Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza) l’ex Maternità, per ospitare la Brofferio (in perenne carenza di spazi), la media Martiri della Liberazione e potenziare il Nido d’infanzia il Gabbiano?

Il potenziamento dei Servizi territoriali non può essere deciso soltanto dalla Regione e dalla ASL AT.

Il Comune e il Consiglio Comunale devono potersi esprimere.

Il nostro obiettivo è chiaro: potenziare i servizi per i cittadini evitando che, nel gioco dei traslochi, si recuperi un immobile svuotandone contestualmente un altro, con conseguente inevitabile degrado.

Attendiamo risposte dal sindaco.

Angela Quaglia - Cambiamo Asti

Mauro Bosia e Michele Anselmo – Uniti si può

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