/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 16 agosto 2021, 13:00

Green pass e aziende, Fim Cisl si appella alla Regione: "Un tavolo per decidere le regole insieme"

Dopo il caso della Hanon System di Campiglione Fenile, i sindacati rifiutano di affrontare la situazione con le faq sui siti istituzionali: "Le mense non sono ristoranti, mentre i lavoratori stanno fianco a fianco per 8 ore"

Green pass e aziende, Fim Cisl si appella alla Regione: "Un tavolo per decidere le regole insieme"

Sono giorni caldi, sul fronte sindacale. E le temperature di Ferragosto centrano relativamente. Tutto ruota intorno al green pass: tra regole, applicazioni, vaccini e interpretazioni.

E se la scorsa settimana - anche con minacce di sciopero - l'argomento dalla teoria è passato alla pratica, parlando di utilizzo delle mense in alcune fabbriche (su tutte la Hanon System di Campiglione Fenile), la Fim Cisl torna alla carica lanciando un appello alla Regione. "Convochi un tavolo con i sindacati e le imprese per redigere un protocollo comune per gestire il tema a beneficio dei lavoratori e delle imprese".

Proprio i metalmeccanici Cisl, insieme alle altre sigle di categoria, si erano schierate in prima fila in questo primo "confronto" sul tema del green pass all'interno delle aziende. Ma non ci stanno a passare per no vax: "Siamo impegnati nel sostenere la campagna vaccinale tra i lavoratori e si attiverà con apposite assemblee sindacali e comunicati divulgativi affinché a settembre la maggior parte dei lavoratori sia vaccinata. Il nostro sindacato non ha mai strizzato l’occhio al movimento No Vax e continua a difendere la salute di tutti i lavoratori e lavoratrici prima di ogni altra cosa.

Il punto, piuttosto, è quello delle regole e delle applicazioni concrete. Che - dicono dal sindacato - non si può risolvere con una "faq" pubblicata sui siti istituzionali. "Un tentativo che riteniamo velleitario e che non risolve in alcun modo un tema così complesso come il Green Pass e il suo utilizzo presso la mensa aziendale. Affidare il compito del controllo alle imprese che erogano il servizio mensa è difficoltoso, in 

quanto servono personale e strumenti aggiuntivi. Chi sosterrà questa spesa? Siamo sicuri che le aziende abbiano risorse economiche e spazi fisici per creare nuove aree adatte ai non vaccinati? Siamo così convinti che le imprese pur nel rispetto della legge vogliano separare in categorie i propri dipendenti in mensa?".

Ma non finisce qui: "L’equiparazione di una mensa aziendale con un ristorante continua ad essere sbagliato - sostengono da Fim Cisl -. Lavorare vicini per 8 ore e dividersi in mensa continua ad essere un principio paradossale. La pandemia è ancora presente nelle nostre vite e la promettente crescita economica nel nostro 

paese come nella nostra Regione va consolidata, pertanto continuiamo a ritenere che la via per risolvere il problema sia quello della concertazione con le parti sociali com’è avvenuto egregiamente con i vari protocolli sulla sicurezza anti Covid-19".

Massimiliano Sciullo

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium