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Agricoltura | 01 settembre 2021, 13:38

Coldiretti lancia l’allarme siccità: a rischio il 40% delle produzioni estive

L’associazione auspica interventi strutturali con fondi inseriti nel Recovery Plan

Un campo di mais con il terreno asciutto

Un campo di mais con il terreno asciutto

Coldiretti lancia l’allarme per il caldo e la prolungata mancanza di pioggia che stanno seccando la terra e provocando danni per oltre un miliardo nelle campagne, favorendo anche il diffondersi degli insetti dannosi per le coltivazioni come la cimice asiatica.

Stando ai dati forniti dall’associazione, in Piemonte fiumi e torrenti hanno tra il 35 ed il 65% d’acqua in meno rispetto alle medie storiche degli anni precedenti e negli ultimi giorni la portata è calata di un ulteriore 20% per mancanza di piogge. A patirne, soprattutto, il comparto cerealicolo ed in futuro potrà esserci quello zootecnico in difficoltà per mancanza di foraggi.

“Con lo sconvolgimento climatico in atto si passa dal forte ​maltempo con rovesci disastrosi a carattere di nubifragi e trombe d’aria a periodi di siccità tanto che ora è a rischio il 40% della produzione estiva totale, evidenziano Marco Reggio, presidente Coldiretti Asti, e Diego Furia, direttore Coldiretti Asti.

L’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente, ma per le carenze infrastrutturali se ne trattiene solo l’11%. Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie, Coldiretti è pronta a mettere in atto un tavolo di lavoro su un progetto concreto nel Recovery Plan per un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici, caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale.

“Il progetto – spiegano Reggio e Furia potrà prevedere la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti. L’idea è di costruire, senza uso di cemento per ridurre l’impatto ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione”.

Redazione

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