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Politica | 24 settembre 2021, 13:09

Rasero: "Il rimprovero di Lanfranco sulle mancate telefonate? Il bue che dice del cornuto all'asino"

"E' lui a non farne da tempo nei miei confronti - ha aggiunto il sindaco - forse perché troppo impegnato a giocare a bocce"

Sindaco di Asti e presidente della Provincia ritratti nel corso di un evento organizzato dall'Unione Industriale nel novembre 2019

Sindaco e presidente della Provincia ritratti nel corso di un evento organizzato dall'Unione Industriale nel novembre 2019

Terza, e presumibilmente non ultima, 'puntata' della nuova querelle che vede contrapposti il sindaco di Asti Maurizio Rasero e il presidente della Provincia Paolo Lanfranco. 

Al centro del confronto, dopo l'ipotesi di realizzazione di un giardino verticale sulla facciata della Provincia e la nomina dell'ex vicepresidente Francesca Ragusa nel CdA dell'Università, questa volta vi è un'ipotesi di dimensionamento scolastico che potrebbe venire attuato nel 2022.

Al primo, che in una nota stampa aveva lamentato la mancata convocazione della Conferenza annuale sul tema del dimensionamento scolastico (CLICCA QUI per rileggere la notizia), aveva risposto a stretto giro il presidente della Provincia che, difendendo il lavoro degli Uffici dell'Ente, ha affermato che "sarebbe bastata una telefonata per evitare fraintendimenti" (CLICCA QUI per rileggere la notizia).

Telefonata che, risponde ora Rasero: "Puntualmente è lo stesso Presidente a non fare nei miei confronti, ormai da tempo, forse perché troppo impegnato a giocare a bocce", con riferimento a una importante vittoria ottenuta in un torneo nazionale dalla squadra di Valfenera, paese di cui Lanfranco è sindaco. 

"Mi pare evidente - scrive ancora Rasero nella lettera aperta che riportiamo integralmente di seguito - che questo atteggiamento infantile, caratterizzato da pubbliche uscite di questo tipo, mira a far apparire se stessi buoni, belli e bravi e gli altri brutti e cattivi, cosa che non è, e che il 'rimprovero' della mancata telefonata è riconducibile al detto popolare 'il bue che dice cornuto all’asino'".

 

Di seguito, il testo integrale della lettera aperta.

Devo intervenire nuovamente in merito alla problematica del dimensionamento scolastico per precisare alcuni aspetti importanti essendo quest'ultimo un argomento estremamente delicato vista l'importanza che la scuola riveste per la crescita dei nostri giovani.

Il Presidente della Provincia di Asti prima di innescare polemiche poco gradevoli dovrebbe approfondire maggiormente le modalità ed i tempi legati alle scadenze degli atti amministrativi previsti per affrontare il tema del dimensionamento scolastico. Non è mia intenzione mettere in discussione la professionalità dei singoli uffici amministrativi che, mai come in questi ultimi periodi, si trovano ad affrontare questioni sempre più complesse e impegnative ne era mia intenzione attaccare in qualche modo l’eccellentissimo Presidente.

Vorrei però chiarire che la lettera protocollata dalla Provincia di Asti in data 13 Agosto 2021, contenente la scadenza del 10 Settembre 2021, è stata ricevuta dal Comune di Asti in data 9 Settembre 2021 (come da allegati). Mi sembra ovvio che avanzare proposte per la programmazione della rete scolastica territoriale entro il giorno del 10 Settembre, come previsto dalla lettera della Provincia inviata il giorno 9 Settembre, risulti piuttosto impegnativo, soprattutto considerata l'importanza dell'argomento.

Ritengo, tuttavia, che indipendentemente dai possibili disguidi tecnici che sicuramente sono occorsi, vista l'incongruenza delle scadenze richieste e dei tempi di ricevimento delle lettere, sarebbe stato opportuno dedicare maggiore attenzioni ad un argomento così delicato e dare, quindi, priorità ad un confronto tra le istituzioni coinvolte, anche solo con una semplice telefonata proprio come ha suggerito il Presidente della Provincia, telefonata che puntualmente è lo stesso Presidente a non fare nei miei confronti, ormai da tempo, forse perché troppo impegnato a giocare a bocce.

Se Lanfranco mi scrive, facendomi intendere che questo è lo strumento che preferisce, io mi adeguo e faccio altrettanto, rispondendo per iscritto, anche se spiaciuto, perché è l’unico rappresentante delle istituzioni astigiane che gestisce con estremo distacco i rapporti che, prima di tutto, sono umani.

Mi pare evidente che questo atteggiamento infantile, caratterizzato da pubbliche uscite di questo tipo, mira a far apparire se stessi buoni, belli e bravi e gli altri brutti e cattivi, cosa che non è, e che il “rimprovero” della mancata telefonata è riconducibile al detto popolare “il bue che dice cornuto all’asino”: la scelta di comunicare a mezzo stampa è stata, infatti, notata e sottolineata da alcuni consiglieri provinciali che mi riferiscono di apprendere dai giornali notizie che un Presidente della Provincia dovrebbe prima di tutto condividere e comunicare ai suoi più stretti collaboratori.

Mi dispiace che si sia innescata una inutile polemica che non contribuisce a risolvere e gestire al meglio il problema del dimensionamento scolastico. Il comunicato stampa del Comune, che riprende i contenuti della mia lettera indirizzata al Presidente e che, quindi, non può dire di avere appreso dagli organi di stampa la notizia, aveva come obiettivo quello di portare l'attenzione sul dimensionamento scolastico, attivando un confronto che potesse essere utile a dare adeguate risposte al territorio. Ritengo sia pertanto più importante riportare il dibatto nelle adeguate sedi quanto prima per gestire correttamente l'argomento.

Maurizio Rasero - Sindaco di Asti

Redazione

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