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Economia e lavoro | 11 novembre 2021, 16:13

Vertenza Itron: clima sempre più teso tra l'azienda e la CISL

Dopo le mancate risposte, il sindacato si dice pronto a spostare la vicenda sul piano legale: "Quella del litigio è solo una scusa per allontanare un lavoratore scomodo"

Un'immagine della conferenza stampa indetta questo pomeriggio. Al centro della foto, Massimiliano Lamattina

Un'immagine della conferenza stampa indetta questo pomeriggio. Al centro della foto, Massimiliano Lamattina

Anche se sarebbe decisamente inappropriato parlare di rottura insanabile, poiché – come ha ricordato in corso di conferenza stampa Stefano Calella, segretario generale aggiunto CISL Asti - Alessandria – “il sindacato lascia sempre aperta una porta alla trattativa”, la querelle che ormai da un mese vede contrapposti la Itron di frazione Castiglione e il loro dipendente Massimiliano Lamattina, anche rappresentante sindacale della FIM CISL destinatario di una lettera di licenziamento, si fa sempre più complessa.

“Per quindici giorni abbiamo lavorato ‘a fari spenti’ ha affermato il segretario generale Fim Cisl Asti Alessandria Salvatore Pafundi sia per rispetto dell’impegno del sindaco Rasero, che ha tentato di avviare un’interlocuzione tra le parti, e sia come segnale di buona volontà nei confronti dell’azienda”.

“A fronte di tutto ciò – ha aggiungo Pafundi l’unico riscontro che abbiamo ottenuto è una disponibilità, inviata per tramite dell’Unione Industriale, ad aprire la discussione solo attraverso un corrispettivo economico. Questo noi non possiamo assolutamente accettarlo, l’unica cosa che chiediamo è il suo pieno reintegro”.

Concerto ribadito, poco dopo, dallo stesso Lamattina: “Io lavoro in quell’azienda da oltre 20 anni, senza mai un problema fino alla discussione avuta il 13 ottobre scorso. A riprova del mio corretto operato ci sono anche dei riconoscimenti ed encomi per il lavoro svolto, anche in chiave di sicurezza durante l’emergenza Covid (Lamattina è RSU e RSL - ovvero Rappresentante sindacale unitario e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza - aziendale, ndr.), quindi io non chiedo nient’altro di poter tornare a fare il mio lavoro e guadagnarmi lo stipendio”.

Nel ribadire la non veridicità della versione dei fatti fornita dall’azienda – ovvero che Lamattina avrebbe minacciato molto pesantemente, sia pur verbalmente, il direttore di stabilimento – i rappresentanti sindacali hanno sottolineato anche di ritenere estremamente grave la mail ricevuta sul suo account personale da Pafundi: “Nella quale – ha spiegato si dicevano pronti a reintegrarlo a condizione che lui lasci gli incarichi sindacali”.

“E’ pertanto evidente – hanno argomentato i sindacalisti – che quella del litigio è soltanto una scusa utile per allontanare un lavoratore evidentemente ‘scomodo’. Di conseguenza potrebbero esservi vari profili di illegittimità, che valuteremo con i nostri legali”.

Ovvero gli avvocati Gianfranco Tartaglino, presente in conferenza stampa e che si occuperà degli aspetti di procedura civile della vicenda, e Roberto Caranzano, impossibilitato a presenziare a causa di un precedente impegno, per quanto concerne quelli di natura penale.

“Abbiamo già presentato contro la lettera di licenziamento – ha comunicato Tartaglino – e lamentato una condotta palesemente non in linea con le buone relazioni sindacali. Anche la stessa mancanza di risposta, fatta eccezione per la irricevibile proposta avanzata per tramite dell’Unione Industriale, potrebbe venir conforme dal punto di vista legale. Pertanto valuteremo attentamente quali e quante condotte a rischio di irregolarità si sono verificate”.

L’accaduto, hanno poi ancora sottolineato i rappresentanti CISL, ha comportato un drastico peggioramento dei rapporti interpersonali in azienda dove, stando agli esponenti sindacali, vi sarebbe un clima estremamente teso nel timore possano venire adottati provvedimenti simili anche nei confronti di altri lavoratori.

“Sono spaventati – ha argomentato Pafundi – non tanto dall’episodio in sé, quanto dalla mancanza di volontà di giungere a una risoluzione. Come potremo, in futuro, sederci a tavoli sindacali con loro con un precedente simile?

“E’ impressionante ha concluso Calella il senso di profonda ingratitudine nei confronti di chi, per vent’anni, si è speso per il bene di quell’azienda”.

Gabriele Massaro

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