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Cronaca | 18 novembre 2021, 21:30

Chiuse le indagini su un vasto traffico di stupefacenti in Sardegna: tra gli indagati anche un costigliolese

La Finanza appurò che la droga, cocaina e marijuana, arrivava sull’isola a bordo di un elicottero sequestrato in un hangar nelle disponibilità dell’imprenditore

L'immagine, fornita dalla Guardia di Finanza di Cagliari, del sequestro dell'elicottero

L'immagine, fornita dalla Guardia di Finanza di Cagliari, del sequestro dell'elicottero

La recente chiusura delle indagini da parte del dottor Guido Pani, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Cagliari, riporta agli onori della cronaca una vicenda di traffico di stupefacenti tra la Lombardia e la Sardegna che vede il coinvolgimento, tra gli indagati anche di un costigliolese.

I fatti risalgono al luglio 2016, quando una pattuglia della Guardia di Finanza individuò un’officina cagliaritana dove tre persone stavano trattando la compravendita di 10 panetti di cocaina purissima, pari a 11,5 chili di doga, che avrebbe fruttato oltre un milione di euro. Dal quell’ingente sequestro prese il via un ulteriore filone d’indagine che portò le Fiamme Gialle a ricostruire un complesso intreccio di rapporti tra soggetti sardi, calabresi e milanesi.

LA COCAINA ARRIVAVA IN ELICOTTERO

L’elemento ricorrente, che ovviamente non sfuggì all’attenzione degli investigatori, era la centralità della figura di tal Loris Sabatucci – un milanese poco più che 40enne, all’epoca incensurato – che nonostante presentasse dichiarazioni dei redditi piuttosto modeste era solito spostarsi tra Milano e la Sardegna a bordo di un elicottero che atterrava al di fuori di scali autorizzati. E che, appurarono i finanzieri, in quel giorno di luglio venne usato per consegnare in Sardegna il carico di droga. Modalità che, secondo gli inquirenti, era quella abitualmente adottata per le consegne di stupefacenti.

IL MEZZO RINVENUTO E SEQUESTRATO IN UN HANGAR A COSTIGLIOLE

L’elicottero, un piccolo “Alouette” opportunamente modificato per coprire lunghe distanze, è il principale collegamento con l’indagato costigliolese, poiché venne sequestrato dagli investigatori del GICO (Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata della Guardia di Finanza) in un hangar costigliolese riconducibile ad un imprenditore 33enne qui residente. Dal quale, appurarono successivamente le Fiamme Gialle, Sabatucci lo aveva acquistato per 200.000 euro, intestandolo successivamente a una società con sede in New Mexico (USA)

Ora la notifica della chiusura indagini. Inerenti - oltre all'imprenditore costigliolese, che riveste comunque un ruolo relativamente defilato - altri 18 soggetti, 5 dei quali chiamati a rispondere di associazione a delinquere.

Redazione

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