È stata catturata la sera del 24 febbraio, mediante intervento di telenarcosi, la giovane lupa che da metà gennaio veniva osservata con crescente frequenza in un quartiere urbano di Novi Ligure. L'animale, pur non mostrando comportamenti aggressivi né creando situazioni di pericolo immediato per le persone, aveva sviluppato un'eccessiva confidenza nei confronti dell'uomo, avvicinandosi in più occasioni a persone e cani in ambito urbano, probabilmente alla ricerca di cibo.
Dalle informazioni raccolte dal gruppo di lavoro composto da Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale e Aree Protette dell'Appennino Piemontese, si tratta verosimilmente di un esemplare rimasto orfano in età precoce. Questa condizione può avere influito sul suo comportamento, portandola ad abituarsi progressivamente alla presenza umana, in modo anomalo per una specie selvatica, e a frequentare con regolarità zone abitate.
Il monitoraggio e la decisione di cattura
Una serie di appostamenti e sopralluoghi, il posizionamento di fototrappole e alcune interviste ai residenti hanno evidenziato una presenza quasi quotidiana dell'animale, che compariva nelle ore serali all'interno del quartiere. Proprio questa progressiva perdita di diffidenza ha reso necessario l'intervento. La decisione di procedere alla cattura è stata adottata in un'ottica preventiva, nell'ambito del "Protocollo sperimentale per l'identificazione e la gestione dei lupi urbani confidenti" dell'Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, realizzato nell'ambito del Progetto LIFE Wild Wolf, al fine di evitare il consolidarsi di comportamenti inappropriati in ambiente urbano.
L'operazione ha coinvolto un team specialistico e altamente coordinato tra Regione Piemonte, Carabinieri Forestali, Università di Torino, Polizie della Provincia di Alessandria e della Regione Liguria, personale delle Aree Protette, Centro Grandi Carnivori regionale e Polizia Municipale di Novi Ligure.
Il trasferimento e le cure
La giovane lupa è stata subito trasferita presso il Centro Animali Non Convenzionali (CANC) di Grugliasco dell'Università di Torino, dove viene sottoposta a monitoraggio clinico per almeno 48 ore. Successivamente sarà trasferita dai Carabinieri Forestali al Centro di recupero animali selvatici dell'Arma, che ne garantirà la gestione e la tutela.
L'intervento rappresenta una soluzione responsabile, orientata alla corretta gestione della fauna selvatica in ambito urbano e alla tutela sia della comunità sia dell'animale, in attuazione della normativa di settore attualmente vigente.














