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Attualità | 04 gennaio 2022, 13:00

Non si farà il nuovo padiglione al carcere di Asti. Ad annunciarlo il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano

Presentato ad Asti il sesto dossier delle carceri piemontesi. Aumentano ancora i positivi tra i detenuti. Sono 107 su 309, monitorati costantemente dall'Asl

Non si farà il nuovo padiglione al carcere di Asti. Ad annunciarlo il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano

Una buona notizia per il sindaco, Maurizio Rasero e per l'assessore Mariangela Cotto che nel 2019 alla presentazione del quarto rapporto sulle carceri, non erano stati per nulla contenti della possibilità che ad Asti arrivasse un padiglione per 200 detenuti, utilizzando una parte dello spazio attualmente occupato dalle aree verdi.

Anche perché al Comune non era arrivata nessuna notizia dal Ministero.

Il nuovo padiglione non si farà

Oggi la buona nuova è arrivata dal garante regionale dei detenuti, Bruno Mellano, che ad Asti ha presentato il sesto dossier delle criticità strutturali e logistiche delle 13 carceri piemontesi e il minorile.

"Il comune di Asti ha a cuore il carcere", hanno spiegato Cotto Rasero, che hanno ringraziato le associazioni che lavorano per creare interazione con i detenuti, compreso il consigliere Francese che aveva organizzato corsi per pizzaioli al fine di un inserimento lavorativo.

"Sono stati - spiega Mellano - due anni di iniziative e battaglie nel cercare di interloquire partendo da istituzioni locali e la Regione. Abbiamo presentato il  sesto rapporto sulle criticità nella consapevolezza che come osservatori esterni possiamo determinare un cambiamento nelle strutture".

E spiega come nel 2019, con un decreto, fossero state individuate le realizzazioni di 25 nuovi padiglioni a parallelepipedo. Dopo una scrematura ne furono individuate 8 tra cui Asti che però è un carcere di massima sicurezza.

Un carcere di massima sicurezza e in sovraffollamento

Sono attualmente 309 i detenuti e la capienza sarebbe di 214.

"Con l'amministrazione - ha spiegato Mellano - abbiamo cercato di capire come intervenire con confronto e riflessioni e l'allora provveditore ne aveva segnalato gli aspetti critici. Dopo due anni le cose sono molto cambiate, i garanti hanno insistito al ministero e interloquito sui nodi critici. Il ministro Bonafede e il sottosegretario Giorgis  hanno fatto anche una commissione ad hoc".

Il parallelepipedo da 120 posti sembrava incompatibile con la caratteristica della massima sicurezza, alla fine Mellano è riuscito ad interloquire con il responsabile del Dap e con la segreteria di Marta Cartabia, con i quali si è deciso che la costruzione del parallelepipedo si farà a Ferrara e non ad Asti per evitare di incidere con lavori su istituti già in sovraffollamento.

Mai come oggi un budget così alto per le strutture

Intanto il budget per le strutture passa da 4 milioni a 48, oltre a 132 milioni di fondi complementari, una disponibilità notevole sulla quale si interverrà per creare spazi adeguati.

"Servono nuovi spazi per le attività -  rimarca la garante di Asti, Paola Ferlauto - e nuovi spazi per gli incontri. Il luogo più adatto è l'infermeria. La polizia penitenziaria fa un grande lavoro. Lo scorso anno dieci detenuti si sono diplomati in Dad".

Alla conferenza era presente anche la direttrice del carcere, Francesca Daquino e Rita Russo, neo provveditore dell'amministrazione penitenziaria: "Asti è una piccola chicca -  ha spiegato Russo - perché accoglie detenuti pericolosi. Applicare la rieducazione è un compito complesso".

La situazione Covid

È spettato alla dottoressa Elena Tamietti, direttore distretto Asl e referente medicina penitenziaria, fare il punto sulla situazione Covid in carcere. Attualmente i positivi sono 107, il 35% della popolazione carceraria, sono tutti asintomatici o paucisintomatici.

In carcere c'è tutta l'apparecchiatura per i test e vengono monitorati costantemente anche se non è semplice mantenere l'isolamento. 12 i positivi tra gli agenti (che sono a casa).

Ad Asti solo 39 i detenuti non vaccinati. La copertura è dell'80%.

Il carcere attualmente è isolato, nessuno può entrare o uscire.

Berutti: "Premiate capacità di dialogo e lavoro sul territorio"

Sul tema della mancata realizzazione del padiglione si registra infine l'intervento del Senatore Massimo Berutti: "Le voci insistenti su un ampliamento del carcere di Asti circolate in questi due anni non mi hanno lasciato indifferente sin da principio. Per questo nel gennaio 2020 e nel marzo 2021 mi sono attivato con due interrogazioni al Ministro della Giustizia. Ho chiesto con insistenza informazioni, dialogo e condivisione. Si è rivelato un contributo importante per far arrivare forte e chiara la voce del territorio, con le sacrosante perplessità di amministratori e cittadini su un ampliamento dalle fondamenta deboli”.

“Un secondo carcere ad Asti - prosegue Berutti - sarebbe stato costruito a partire da premesse sbagliate, senza la necessaria condivisione e concertazione territoriali. I dubbi sulla sostenibilità di un progetto del genere erano moltissimi. Oltre a fare presenti questi aspetti al Ministro nelle interrogazioni depositate al Senato, ho avuto occasione di ribadirle anche in una lettera al Sottosegretario di Stato alla giustizia inviata negli scorsi mesi. Bene che queste ragioni siano state ascoltate. Ancora una volta si conferma che la capacità di dialogo sul territorio e il lavoro per portare avanti bisogni e istanze premia. Soprattutto quando si agisce con metodo, serietà e concretezza come è stato fatto in questo caso”.

Betty Martinelli

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