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Agricoltura | 19 gennaio 2022, 14:18

Coldiretti festeggia un 2021 da record per gli spumanti italiani

Superato per la prima volta il miliardo di bottiglie prodotte, risultato cui l'Asti Docg ha contribuito in modo determinante

Degustazione di Asti Docg

Degustazione di Asti Docg (foto d'archivio)

Secondo un’analisi di Coldiretti, nel 2021 la produzione di spumante italiano ha superato per la prima volta il miliardo di bottiglie, compiendo un balzo del 23% anche sulla spinta della voglia di normalità di fronte all’emergenza Covid.

Un incontrovertibile successo per le bollicine italiane, cui hanno contribuito anche quelle “made in Asti” con l’Asti Docg hanno ottenuto un risultato di oltre 102 milioni di bottiglie prodotte, vendute ed esportate. Nella sola provincia di Asti per produrre Asti Docg, nelle tipologie di Moscato d’Asti, Asti spumante e Asti secco, sono coinvolte oltre 2.700 aziende viticole che operano su una superficie di 4500 ettari.

Un successo spinto dalla domanda interna con una crescita del 27% in valore degli acquisti degli italiani, ma anche per l’esplosione delle richieste arrivate dall’estero dove si registra un aumento del 29% per un totale di circa 700 milioni di bottiglie stappate fuori dai confini nazionali, secondo proiezioni Coldiretti per il 2021 su dati Istat ed Ismea.

“Un patrimonio del Made in Italy che ha conquistato di gran lunga la leadership a livello mondiale in termini di volumi esportati davanti a Champagne e Cava – sottolinea Marco Reggio, presidente Coldiretti Asti – Fuori dai confini nazionali finisce circa 2/3 della produzione nazionale di bollicine e i consumatori più appassionati delle bollicine tricolori diventano gli americani che scavalcano i “cugini” inglesi con un aumento del 44% in quantità, mentre oltremanica si “fermano” a una crescita del 12% che testimonia comunque come l’amore dei britannici per le bollicine italiane sia più forte anche della Brexit”.

Le bollicine italiane – tra cui, come detto, c’è anche l’Asti – ormai sfidano alla pari il prestigioso Champagne francese, tanto che proprio sul mercato transalpino si registra una crescita record delle vendite del 16%.

“Sul successo delle bollicine tricolori nel mondo pesa però – afferma il direttore di Coldiretti Asti, Diego Furia – la contemporanea crescita delle imitazioni in tutti i continenti a partire dall’Europa dove sono in vendita bottiglie i cui nomi richiamano le bollicine di successo italiane”.

Nonostante le difficoltà del clima, l’Italia resta leader mondiale della produzione di vino e spumanti davanti a Francia e Spagna, i due principali competitor a livello internazionale, con una produzione che nel 2021, seppur in calo del 10% sfiora i 44,5 milioni di ettolitri, secondo le previsioni della Commissione Europea.

“L’elemento che caratterizza maggiormente la nuova stagione del vino italiano – continua il direttore Furia – è l’attenzione verso il legame con il territorio, la sostenibilità ambientale, le politiche di marketing, anche attraverso l’utilizzo dei social, e il rapporto con i consumatori, con i giovani vignaioli che prendono in mano le redini delle aziende imprimendo una svolta innovatrice. Le aziende agricole dei giovani possiedono peraltro una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più”.

“Il vino e lo spumante sono i prodotti italiani della tavola più esportati all’estero e rappresentano un elemento strategico per l’intero sistema Paese - concludono Reggio e Furia - si tratta del risultato di un percorso fatto dalle nostre aziende verso la qualità e la sostenibilità delle produzioni. A preoccupare sono però le nuove politiche europee come la proposta di mettere etichette allarmistiche sulle bottiglie per scoraggiare il consumo e lo stop anche ai sostegni alla promozione”.

Redazione

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