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Politica | 05 agosto 2022, 19:25

Motta (Italia Viva): "Pronti ad accogliere gli elettori delusi dai partiti che hanno fatto cadere Draghi"

"Alle elezioni andremo soli, confidando di ottenere il 5% o più". Barbara Baino e Marco Crivelli le proposte di candidatura astigiane

Un'immagine d'archivio di Angela Motta con Matteo Renzi

Un'immagine d'archivio di Angela Motta con Matteo Renzi

“Abbiamo auspicato fino all’ultimo il raggiungimento di un accordo di coalizione allargata o di ‘terzo polo’ con Azione, ma per come si sono messe le cose posso dire con sicurezza che, salvo improbabili stravolgimenti, ci presenteremo da soli alle elezioni politiche”.

Così Angela Motta – già consigliera regionale, provinciale, comunale e candidata sindaco di Asti, oggi coordinatrice provinciale di ‘Italia Viva’ insieme a Luigi Gallareto – si è espressa in merito alle ‘manovre’ politiche in vista della tornata elettorale del 25 settembre prossimo.

CI PREPARIAMO A UNA CAMPAGNA ELETTORALE DA SOLI

Azione prosegue ha optato per un patto politico con il Partito Democratico, per quanto mi pare che gli accordi siano tutt’altro che blindati, quindi noi stiamo operando nell’ottica di andare da soli. Confidando di ottenere, su scala nazionale, almeno il 5% dei voti (la soglia di sbarramento, al di sotto della quale si è esclusi dalla composizione del prossimo Parlamento, è fissata al 3%, ndr.) anche se le indicazioni di voto che abbiamo ci indicano anche a qualcosina di più”.

A molti elettori moderati spiega Motta non è piaciuta l’operazione attuata da Calenda, con un netto spostamento verso quella sinistra che, recentemente, ha votato ad esempio contro l’adesione della Finlandia alla NATO. Di conseguenza, nelle abbiamo ricevuto diverse telefonate di gente che vorrebbe dare una mano e tesserato nuovi iscritti. Confidiamo di attirare anche un po’ dell’elettorato deluso da Forza Italia, persone che non hanno compreso il senso di mandare a casa un governo e un premier, rispettatissimo in Europa, che stava facendo molto bene. Quel mondo spero vivamente tenga conto della nostra coerenza”.

BAINO E CRIVELLI LE NOSTRE PROPOSTE DI CANDIDATURA

“Rispetto alle elezioni amministrative – continua – che hanno visto i due poli catalizzare i consensi, ci troviamo di fronte a uno scenario completamente diverso, con spazio per liste alternative. Per quanto ci riguarda abbiamo dato al nazionale di Italia Viva la disponibilità di due candidature, un uomo e una donna, ovvero l’architetto Barbara Baino, sindaco di Mongardino e consigliera provinciale, e Marco Crivelli, fratello dell’ex candidato sindaco della coalizione progressista, già consigliere comunale a Castagnole Monferrato, produttore vinicolo di Ruché e già presidente del relativo Consorzio. Sono due nomi di persone stimabilissime e competenti, che potrebbero candidarsi indifferentemente per la Camera o il Senato, ma naturalmente non è detto che vengano selezionate, perché come noto i collegi elettorali sono molto ampi e comprendono territori extra-astigiani”.


RENZI RESO 'ANTIPATICO' DA UNA 'MACCHINA DEL FANGO' POST REFERENDARIA

Infine, interpellata in merito al leader Matteo Renzi, da lei ‘difeso’ pochi giorni fa con un lungo e articolato post su Facebook nel quale ha ricordato tutti i provvedimenti del governo da lui guidato, non ha espresso alcun dubbio: “Renzi è diventato una figura divisiva da dopo il referendum. Da quel momento, tutta una parte di sinistra e del Movimento 5 Stelle ha creato un clima d’odio verso di lui, che è stato recepito facilmente anche grazie al fatto che le ‘macchine del fango’ sui social funzionano fin troppo bene…”

“Penso alla campagna di stampa contro la fondazione Open, le relative inchieste giudiziarie finite nel nulla e molte altre situazioni. Ci sono stati tanti passaggi finalizzati a distruggere la sua immagine e portarlo a una considerevole perdita di consenso. Dobbiamo anche considerare che lui è dotato di quella genialità e capacità che a volte possono essere indisponenti per chi le guarda dall’esterno, ma le persone andrebbero giudicate per quel che fanno, non per il carattere”

“Ricordiamoci – aggiunge Motta – che grazie a lui siamo riusciti a evitare che Salvini ottenesse pieni poteri, ha accettato il governo Conte anche se era molto lontano dalle nostre posizioni, ha capito per primo che, in piena pandemia, serviva un cambio di passo che il governo Conte 2 non avrebbe potuto dare e ha creato una crisi, che in quel momento tutti consideravano una vera sciagura, che ha reso possibile l’arrivo di Draghi. Ora quelle stesse forze che lo additavano hanno mandato a casa Draghi, mentre noi continuiamo a considerare l'Agenda Draghi un punto fermo”.

IL SUO ERRORE? NON ESSERSI DIMESSO SUBITO DOPO LA SCONFITTA 

In sostanza, le abbiamo chiesto, Matteo Renzi non ha compiuto alcun errore? L’unico errore che si imputato conclude – è di non aver avuto il coraggio ‘staccare la spina’ in quel momento, subito dopo la sconfitta referendaria, dimettendosi e andando a votare subito. Quel 40% che avrebbe voluto il cambiamento della macchina dello stato lo avrebbe seguito, mentre restando premier il consenso si è via via logorato. Lui lo dice sempre: ‘il mio errore non è stato difendere la riforma, ma non dimettermi subito dopo l’esito referendario’”

Gabriele Massaro


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