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Attualità | 27 settembre 2022, 18:50

Nuova vita per la Asti-Chivasso: il 2 ottobre l'inaugurazione

Il progetto "binari senza tempo" premia la nostra provincia per un rilancio turistico sostenibile

Nuova vita per la Asti-Chivasso: il 2 ottobre l'inaugurazione

Finalmente torna a nuova vita la Asti-Chivasso, una ferrovia da troppo tempo abbandonata ed ora risorta dalle proprie ceneri grazie alla volontà di tanti cittadini e Amministratori del Monferrato e la grande perseveranza di Fondazione Fs Italiane. 

Se ripercorriamo la storia di questa linea, una costante si ripete dal momento della sua ideazione, avvenuta nel 1852. È il 2! Dopo le idee, il progetto definitivo nel 1892, l’apertura all’esercizio nel 1912, una riapertura (dopo i lavori di rinnovamento) nel 1992, ed ora, nel 2022, la nuova riapertura. La Chivasso ha vissuto le stesse vicende di tanti “rami secchi” che una scellerata politica degli anni ’60, ’70 e ’80 ha portato non solo all’oblio ma ora a costi di ripristino notevolmente maggiori rispetto ad una manutenzione costante. E il due c’è pure nel 12, quale 12^ linea abbandonata ora nuovamente riattivata nell’ambito del progetto “binari senza tempo”. Abbiamo raccolto le impressioni dell’Ing. Luigi Francesco Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS Italiane e del sindaco di Montiglio, Dimitri Tasso.

Le impressioni di Cantamessa

Direttore, il Piemonte sta beneficiando di scelte strategiche sul piano di sviluppo e di riattivazione delle linee dismesse. La Asti-Chivasso rappresenta una delle scommesse vinte. In tal senso rientra anche il ripristino estetico delle stazioni, fulcro del contatto tra ferrovia e comunità dei singoli paesi. 


LC: la grande bellezza di questa linea, che attraversa per 51 km Il cuore del Basso Monferrato, è rappresentata oltre che dai paesaggi circostanti, dalle caratteristiche stazioni progettate dall’Ing. Elvetico Sutter e che abbiamo voluto valorizzare con il restauro filologico dei fabbricati di Montiglio-Murisengo, Brozolo e Cavagnolo-Brusasco. Dal 2 ottobre, con la riapertura della Asti-Chivasso restituiamo agli abitanti di questi territori una infrastruttura ferroviaria efficiente ed in grado di portare turisti nei numerosi borghi attraversati, grazie ai treni storici della Fondazione FS.  

I chilometri strappati alla boscaglia aumentano anno per anno. Una grande soddisfazione se pensiamo alla sinergia costante con gli Enti locali. Centro e periferia diventano ora un tutt’uno con i territori dove la linea ferrata torna ad essere protagonista. C’è un segreto in tutto questo?

LC: Stiamo semplicemente riportando alla luce una bellezza andata perduta per errate scelte strategiche intraprese da amministratori poco oculati nel recente passato. Il potenziale delle ferrovie secondarie, oggi, è immenso se analizziamo i territori in cui si sviluppano, nel cuore della bella provincia italiana dove si conservano borghi che custodiscono quasi intatte le tradizioni e le usanze del nostro Paese. Il segreto sta tutto lì, nel riscoprire e valorizzare questa bellezza grazie al turismo ferroviario utilizzando treni antichi restaurati opportunamente per consentire al visitatore di poter apprezzare pienamente il territorio. 

Possiamo ipotizzare per il futuro un ripristino non solo per il servizio turistico ma anche per il servizio passeggeri ordinario? Penso al pendolarismo ma anche alla sostenibilità ambientale che anche in questo lembo di Piemonte permetterebbe di mantenere intatto un territorio paesaggisticamente splendido.

LC: l’azione di recupero delle linee ferroviarie sospese messa in atto da Fondazione FS in questi anni, da un lato consente a queste ultime di tornare ad essere percorse dai treni storici e turistici. Dall’altro, previo piccolo ulteriore upgrading infrastrutturale, di poter riprogrammare il servizio di trasporto pubblico locale secondo le necessità dei territori. L’utilizzo di nuove tecnologie sui moderni treni, in particolare l’idrogeno e le batterie, possono facilitare ulteriormente questo processo.  

Zoom: le riflessioni del sindaco Dimitri Tasso

Abbiamo ascoltato anche le riflessioni del sindaco di Montiglio Monferrato, sede di una delle stazioni riattivate.

Dimitri Tasso, domenica la presenza del treno storico darà il via anche alla Fiera Nazionale del Tartufo di Montiglio. Un’ottima occasione per far riscoprire Montiglio al grande pubblico. Con quale spirito vede nuovamente la ferrovia prendere vita nel vostro territorio?

DT.  In queste situazioni lo spirito è sempre un po’ contrastante, perché da una parte vedi una luce, quindi la possibilità di riattivare qualcosa che ha caratterizzato le nostre zone e che è stata comunque nel cuore di tutti. Dall'altra nasce una preoccupazione perché si rischia di avere quello che è chiamato “il canto del cigno” ovvero non vedere poi uno sviluppo, E’ chiaro che con la Regione Piemonte in questo momento non ci sono spazi aperti per una riattivazione ma ci sono comunque delle discussioni. L'auspicio è far vedere che questa ferrovia - per la quale ci è sempre stato detto che non era possibile sistemare per problemi tecnici - che   invece Fondazione Fs ha superato molto brillantemente e con risorse crediamo molto inferiori a quelle che ci erano state prospettate dia la possibilità di cambiare il modo di approccio da parte di Regione Piemonte affinché si possa definire una valutazione del ripristino dell’esercizio passeggeri della linea.

Mi permetta poi di sottolineare l’altra novità ovvero che dopo anni finalmente il nostro Territorio, e quindi quello del Monferrato - così denominato “Basso Monferrato” - ha ben 5 fiere del tartufo. quest’anno siamo riusciti ad organizzare la partenza della campagna di promozione per tutte e cinque le fiere di Montiglio, Moncalvo, Montechiaro, San Damiano e Murisengo con il supporto del GAL-BMA. Sono tutte fiere nazionali, tutti momenti importanti. L’ambizione è partire con la promozione comune per arrivare a qualcosa di più, ovvero avere una stagione del tartufo bianco che copre i due mesi più importanti per questo prodotto e dare la possibilità a chi viene in questo territorio di trovare sempre qualcosa e non avere solo il momento episodico che può essere legato alla fiera.   

Il programma della giornata

Il programma prevede un treno a vapore con carrozze d’epoca in partenza il 2 ottobre da Torino P.N. alle 9, con arrivo a Chivasso alle 9.30.

Una prima pausa permetterà ad Autorità e viaggiatori di apprezzare le iniziative organizzate in occasione della Sagra del nocciolino ed il simbolico taglio del nastro della linea. Le tappe successive faranno toccare al treno a vapore Cavagnolo, Brozolo e Montiglio Murisengo. Durante la sosta, prima del rientro a Torino, si potrà visitare la citata fiera del tartufo. In contemporanea per la prima volta si incontrerà con un altro treno storico, la Littorina in arrivo da Cuneo transitando per Bra—Alba-Asti. Il viaggio di ritorno del treno a vapore prevede una nuova fermata a Cavagnolo, dove nel piazzale antistante la stazione i visitatori potranno apprezzare gli stand di Comuni, Associazioni ed Aziende agricole del territorio riunite nell’Expo del Monferrato Torinese (il programma completo può essere visionato sul sito di Fondazione Fs Italiane e Comuni di Montiglio Monferrato e Cavagnolo).

Non resta che attendere il 2 ottobre perché le meravigliose colline del Monferrato vengano avvolte dal fumo bianco e grigio della vecchia vaporiera che, con il suo fischio ormai dimenticato, dia nuova vita ad una infrastruttura che uomini dalle idee futuriste 170 anni fa decisero di “regalare” uno strumento di progresso e di sviluppo. Ora altri uomini con altrettanto sguardo al futuro hanno deciso di rendere omaggio a quell’idea rendendola nuovamente realtà.

Files:
 locandina 03 (307 kB)

Giuseppe De Carli

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