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Politica | 28 settembre 2022, 18:14

Elezioni 2022: l'analisi del sindaco di Asti Maurizio Rasero

"Non ho votato Meloni ma la sua è vittoria meritatissima. I complimenti per Giaccone e Coppo. "Romano? È paragonabile a Gastone di Walt Disney"

Elezioni 2022: l'analisi del sindaco di Asti Maurizio Rasero

Un semplice punto di vista.

Con queste parole, anche il sindaco di Asti, Maurizio Rasero (Centrodestra), dopo la netta vittoria dei mesi scorsi al timone del Comune, ha affidato a Facebook sul suo profilo istituzionale, le sue considerazioni sulla vittoria di Fratelli d'Italia.

"Ha vinto Giorgia Meloni, scrive con convinzione. Ha vinto lei trainando il suo partito, bucando lo schermo, arrivando ai cuori delle persone più degli altri".

Non l'ha votata

Rasero che specifica di non aver votato per lei, le fa i complimenti per quella che definisce "vittoria meritatissima", preannunciatale durante la visita astigiana.

"Le dissi che a differenza degli altri che avevano detto e fatto tutto ed il contrario di tutto (vi ricordate cose tipo 'mai con il partito di Bibbiano!') lei è stata la più coerente e questo alla lunga avrebbe pagato".

Rasero sottolinea che "Il leader che tira e fa tendenza trascina naturalmente con se tutti gli altri e così i fratelli saranno il gruppo più numeroso in quel di Roma".

E fa il parallelo con Enrico Letta che "in questa campagna elettorale non ne ha azzeccata una ed ha profuso tutto il suo impegno per sventolare la minaccia fascista piuttosto che la deriva populista o il rischio default causa isolamento europeo/mondiale. Forse, avesse parlato più di programmi, più di lavoro che purtroppo manca, più dei problemi di chi non arriva più a fine mese o di tutte le altre tematiche su cui si è fondata l’agenda politica dei partiti di sinistra degli ultimi settanta anni, magari qualcosa in più lo avrebbe ottenuto (sembra infatti che questo partito soffra di crisi di identità e non abbia ancora deciso chi vuole rappresentare in questo paese)".

Non manca un passaggio sull'attuale legge elettorale che premia le coalizioni almeno nei seggi uninominali che pesano un terzo di quelli totali.

"È evidente che mentre il centrodestra si è presentato compatto alle elezioni, seppur con naturali differenze che possono esserci fra forze politiche alleate, nel campo alternativo sono fioccate le divisioni ed alla fine queste sono state determinanti. La domanda che mi pongo è: 'ma se A vuole allearsi con B e con C e questi ultimi insieme non possono stare, fra il non allearsi con nessuno e l’allearsi con uno dei due per averne degli oggettivi vantaggi, cosa sceglierebbe uno mediamente intelligente?' Quindi Meloni stravince e Letta straperde, ok, ma gli altri?", si domanda il sindaco che forse l’unico ad ammettere l’insuccesso andando a trovare faticosamente un minimo di onestà intellettuale in fondo all’animo è stato Luigi Di Maio che resta a casa".

I complimenti a Silvio Berlusconi

"Forza Italia tiene e lo fa probabilmente non tanto per l’ennesimo sforzo titanico del leader maximo (badate che per me Berlusconi, che piaccia o no, è una delle persone più incredibili che ho incontrato nella mia vita) ma per il fatto che molti cittadini più moderati che volevano votare da questa parte non hanno avuto alternative: non si sentivano rappresentati da Meloni e Salvini e non se la sono ancora sentita di votare 'Noi moderati' pensando che sarebbe stato un voto sprecato per il non raggiungimento del quorum cosa poi effettivamente accaduta".

L'analisi sulla Lega

Rasero nel suo (lunghissimo) post, prende in esame anche la Lega che "ha fatto meno di quanto avrei potuto immaginare. Pensavo francamente un paio di punti in più . Forse avessero parlato un po’ più sovente persone che stimo e conosco come il ministro al turismo uscente Massimo Garavaglia molti si sarebbero convinti che c’è anche sostanza, preparazione e buon senso. Tra l’altro auguri di buon lavoro a Massimo che era capolista del suo partito al plurinominale del Senato nel nostro collegio ed è stato riconfermato".

Il rammarico del primo cittadino è anche la mancata rielezione del senatore Massimo Berruti (Noi Moderati), "persona onesta, corretta e preparata che in questi anni ho più volte interessato ai nostri problemi e che si è sempre fatto trovare pronto e disponibile per aiutare il nostro territorio".

E il Terzo Polo?

"Gli artefici si immaginavano a doppia cifra ma francamente non so come questo potesse accadere. Ritengo che il risultato sia più che lusinghiero ed apra nuove prospettive sempre che, poco a poco, non si decida di tornare nel campo del centrosinistra insieme a tutti gli altri.

Lo dico perché in occasione di un incontro organizzato nel salone di fianco al mio ufficio ho visto non solo sostenitori di Azione o Italia Viva ma anche amici simpatizzanti e militanti del centrosinistra o del centro destra, segno che c’è per lo meno curiosità ed interesse.

Più in generale ritengo che le forze centriste (noi moderati, azione, italia viva) siano state svantaggiate dal poco tempo che hanno avuto a disposizione per organizzarsi e strutturarsi a causa della precipitosa caduta del governo e la conseguente convocazione delle elezioni con campagna elettorale per la prima volta sotto gli ombrelloni della spiaggia".

Dispiaciuto anche per la Bonino

"Non raggiunge il 3% +Europa - rimarca Rasero - protagonista del teatrino con Calenda alla vigilia della presentazione delle alleanze e liste. Debbo dire a riguardo che sono rimasto dispiaciuto per l’esclusione di Emma Bonino da decenni sempre in prima linea per la difesa dei diritti e da ritenersi, a mio modesto giudizio, un valore aggiunto per il nostro Parlamento e Paese.

L'alleanza Verdi e sinistra non mi interessa

Nella sua analisi Rasero non risparmia bordate sulla compagine Alleanza Verdi Sinistra, "di cui non mi interesserebbe minimamente parlare se non fosse per il fatto che, proprio ad Asti, ci ha regalato la sorpresa più clamorosa. Calcoli complicati e forse algoritmi o formule proibitive, a spoglio terminato, ci hanno fatto infatti gridare allo scandalo, ma di questo parlerò a breve trattando dei parlamentari eletti".

Il Movimento 5 Stelle... buona la mossa del Reddito ma...

"Con più di sei milioni di voti in meno rispetto al 2018 i pentastellati si sono presentati alla loro prima conferenza stampa dopo il voto contenti di aver recuperato negli ultimi giorni. Si sa che alla fine tutti, guardando alla parte di bicchiere con un po’ di vino, dicono che è andata bene ma così sembra davvero esagerato.

I sentori di una emorragia di consensi e di problemi nel movimento si avevano già da tempo, sui territori per le batoste ricevute alle varie elezioni amministrative (che sono situazioni oggettive), a Roma per il teatrino/scontro ai vertici vissuta come una lunga telenovela in tv e per la continua perdita di parlamentari. Dal 2008 infatti i 5 stelle avevano perso il 30 per cento dei senatori eletti con il loro simbolo e quasi il 28 per cento dei deputati. In totale, 98 parlamentari persi per strada. Alcuni hanno abbandonato il gruppo volontariamente altri sono stati espulsi.

Sta di fatto che in queste elezioni alla Camera passano da 221 (133 eletti col proporzionale e 88 con l’uninominale) a 51 (41 proporzionale e 10 uninominale) mentre al Senato da 112 (di cui 44 assegnati con l’uninominale e 68 col proporzionale) a 28 (23 proporzionale e 5 uninominale).

È sembrato ad un certo punto che la parola d’ordine fosse “salviamo il salvabile” e qui, intelligentemente (questo bisogna ammetterlo), piuttosto che soccombere si è puntato tutto sul reddito di cittadinanza che alla fine , in meridione, ha fatto la differenza perché tutti gli altri o proponevano di abolirlo o comunque almeno di modificarlo".

Mi permetto di dire che se questa misura fosse stata introdotta durante la prima Repubblica molti politici socialisti o democristiani sarebbero stati denunciati per voto di scambio".

Focus sul Reddito di Cittadinanza

Sul reddito di cittadinanza il sindaco Rasero anticipa che parlerà nei prossimi giorni, anticipando che secondo lui la misura è sbagliata e ha prodotto più danni che benefici.

"Giusto aiutare chi è in difficoltà, spiega, e forse non basta ancora quello che si sta facendo ma non possiamo permetterci di mantenere a casa coloro che potrebbero lavorare e a cui uno stato serio dovrebbe operare per garantire un lavoro. Girate bar e ristoranti del centro o molte altre attività , vi accorgete che molti stanno cercando personale ma che lo stesso è introvabile. Molti chiedono di essere assunti in nero per non perdere il reddito, altri ritengono che per la poca differenza fra lo stesso e lo stipendio offerto meglio stare a casa".

Lega e Pd hanno gli stessi parlamentari

"La Lega si aggiudica lo stesso numero dei parlamentari del Pd con la metà dei voti (frutto di una legge che premia la governabilità a discapito della rappresentanza) così come pur avendo un terzo dei voti di Fratelli d’italia ottiene più della metà dei parlamentari di questi ultimi (grazie alla scelta dei collegi uninominali avvenuta con l’accordo di luglio quando i sondaggi erano ben lontani da indicare un quadro anche solo vicino a quello attuale)".

Gli astigiani

Infine Rasero si concentra sulle conferme (o meno) dei parlamentari astigiani

"Il confermato Giaccone era terzo in lista nel plurinominale (proporzionale) della nostra zona (Piemonte 2-2) ma , per effetto che i primi due sono stati eletti altrove in collegi uninominali, si è aggiudicato il seggio che spettava alla Lega tornando in parlamento. È stato per me prima un assessore della mia giunta poi un parlamentare a cui ho sempre fatto riferimento per pratiche romane e per i problemi del territorio ma, consentitemi di dirlo, soprattutto un amico per cui sono davvero contento che possa proseguire la sua esperienza alla Camera dei Deputati.

"Entra per la prima volta alla Camera dei Deputati Marcello Coppo.

Anche lui mio assessore ma nell’attuale giunta (già vice sindaco in quella precedente). Mica sarà che fare l’assessore con me sindaco fa maturare esperienza e idoneità per intraprendere la carriera romana?

A parte gli scherzi credo che se lo meriti. Come tutti ha pregi e difetti, come tutti a qualcuno è simpatico e ad altri meno, a qualcuno piace ed ad altri no, ma nessuno potrà mai dire nulla sul fatto che Marcello è una persona seria ed onesta che da molto tempo milita nella stessa forza politica mettendoci la faccia anche quando le percentuali erano decisamente diverse. Rappresenta ciò che dovrebbe sempre essere: uno entra in un partito, porta avanti le proposte dello stesso nel bene e nel male, si candida anche quando sa che si perderà o non si raggiungeranno i risultati auspicati e poi ne porta a casa i frutti riuscendo ad ottenere la candidatura quando il vento è in poppa e c’è la certezza del risultato. Bravo Marcello, sono convinto che potremo contare su di te in quel di Roma per lavorare insieme nell’interesse del territorio".

Zangrillo si ricordi anche di Asti

All’uninominale del Senato è stato eletto Paolo Zangrillo, numero uno di Forza Italia in Piemonte, "catapultato ad Asti dai piani alti che hanno considerato il nostro un collegio sicuro. Ho nulla contro la persona , che conosco e stimo, ci mancherebbe, gli faccio anche gli auguri di buon lavoro nella speranza che si ricordi del territorio che lo ha espresso e sono convinto che porterà a Roma le sue competenze impegnandosi per il bene del paese ma mi sia consentito di dire che anche questa è la dimostrazione di un sistema che non funziona. Candidati scelti dalle segreterie di partito, non condivisi dal territorio, e cittadini che non hanno nemmeno la preferenza per far sapere cosa pensano. A me non va e non piace , siamo in democrazia e quindi dico come la penso senza che nessuno si debba offendere. Ah già , stavo per dimenticare di dire che chi si candida all’uninominale riceve in automatico i voti di tutti coloro che votano un qualsiasi partito della coalizione. Il Senatore Zangrillo è stato quindi eletto non solo con i voti di Forza Italia ma anche di Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati. L’impossibilità del voto disgiunto infine ha fatto sì che anche gli “incazzati” abbiano alla fine sostenuto il candidato di coalizione , anche se non astigiano, e questo sono i dati che ce lo dicono: all’uninominale camera nella città di Asti".

"L’8 % del Terzo Polo, continua Rasero, è un risultato che premia chi ha creduto di poter rappresentare una parte di paese che non si riconosce nel bipolarismo e soprattutto chi ha rischiato il tutto per tutto nel presentarsi alle elezioni fuori dalle coalizioni in un sistema che , come già detto, favorisce le aggregazioni se non altro per interessi strategici e di massimizzazione del risultato.

Dai nostri collegi plurinominali, per questa compagine, sono stati eletti al Senato Ivan Scalfarotto ed alla Camera Luigi Marattin, due persone preparate che conosco personalmente e che, anche dall’opposizione, potranno aiutare il nostro territorio a vincere importanti sfide nel prossimo futuro.

L’onorevole Paolo Romano.

Non è certo tenero, Rasero, con l'elezione (anche se non ufficializzata al momento) di Paolo Romano.

"Dieci anni a Roma con i Cinque stelle senza che nessuno sul territorio lo abbia mai visto. Non lo hanno visto i sindacati per battaglie importanti, non lo hanno visto le associazioni di categoria, non lo hanno visto i sindaci dei nostri piccoli comuni nonostante gli innumerevoli inviti, non lo ha mai visto la gente anche perché non sa nemmeno che esista.

Ho in questi anni visto e conosciuto molti parlamentari, di alcuni ne condividevo le idee, di altri ne stimavo l’impegno anche quando rappresentavano forze politiche delle quali ho mai condiviso i programmi, ma sempre ho trovato persone serie, oneste e corrette che per lo meno lavoravano per ripagare la fiducia dei cittadini. Qui è uno scandalo. Una cosa vergognosa. Frutto di questo sistema elettorale contorto e schifoso che va cambiato quanto prima.

Si era candidato dieci anni fa per aprire Roma e il sistema come una scatola di sardine/tonno ed invece ha capito molto bene come funziona il tutto e ne è diventato parte integrante.

È paragonabile al papero Gastone di Walt Disney per l’incredibile fortuna che sfida le leggi della fisica e contrasta con l’impegno nel lavoro di altri".

Le conclusioni

Rasero sostiene che il voto nazionale non ha ricadute sul locale.

"Non si può minimamente pensare che ci siano collegamenti. I territori hanno avuto pochi spazi di movimento e non hanno inciso. La differenza la hanno fatta i leader nazionali con i loro quotidiani interventi sui media e social nazionali. Questo è dimostrato, ad esempio, in comuni dove i sindaci dichiaratamente tesserati in certi partiti e ampiamente votati dai loro concittadini non hanno potuto evitare che gli stessi alle politiche abbiano scelto di votare altrove. Presto torneranno altri tipi di elezioni ed i bravi e meritevoli amministratori locali faranno ancora la differenza".

"Giorgia Meloni ha vinto e merita di diventare la prima donna presidente del consiglio. Nessuno può permettersi di fare processi alle intenzioni. Il popolo si è espresso. Quindi i cantanti cantino, gli attori recitino e gli influencer vadano a .... Ci sarà finalmente un governo scelto dai cittadini , politico e non tecnico o di interesse nazionale. E non è cosa da poco visti gli ultimi dodici anni. Le opposizioni potranno svolgere il loro importante ruolo e ci saranno momenti per dire quello che non va e che non verrà fatto anche se auspico che, di fronte all’evidente momento di instabilità internazionale, si voglia tutti lavorare nell’interesse del Paese".

La legge elettorale

"La legge elettorale ha dimostrato tutti i suoi limiti . Va assolutamente rivista. Dobbiamo reintrodurre le preferenze che sono l’unico strumento che consente ai cittadini di scegliere da chi vogliono essere rappresentati e occorre modificare i collegi elettorali oggi evidentemente troppo vasti con territori che non hanno più la possibilità di far sentire la propria voce. Questo dipende purtroppo anche da una stupida riforma che ha ridotto i parlamentari. Se si volevano risparmiare dei soldi e nello stesso facilitare e semplificare i lavori bastava abolire il Senato e lasciare la Camera con lo stesso numero di parlamentari di prima consentendo così a tutti i territori di essere rappresentati attraverso collegi più piccoli".

Il post integrale

Betty Martinelli


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