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Attualità | 13 febbraio 2023, 12:13

La rabbia e la frustrazione delle dipendenti dell'ex Casa di riposo: “Vogliamo solo lavorare”

Presidio spontaneo, questa mattina, di fronte alla Prefettura: “Finora ci hanno fatto solo proposte irricevibil”

Alcune delle lavoratrici in presidio di fronte la Prefettura

Alcune delle lavoratrici in presidio di fronte la Prefettura (ph. Merfephoto - Efrem Zanchettin)

Da ormai un paio di mesi senza stipendio, questa mattina una ventina di dipendenti della ex Casa di Riposo Città di Asti hanno attuato un presidio di fronte alla Prefettura per tornare a chiedere venga sbloccata la situazione che sta mettendo a durissima prova loro e le loro famiglie.

In sostanza - come ci ha spiegato Caterina Briatore, una delle lavoratrici presenti - chiedono credibili prospettive di ricollocazione e rigettano le proposte finora avanzate con proposte di spostamenti di oltre 50 chilometri.

“Io ho 62 anni, mi ci vede lei alle dieci di sera a Porta Nuova ad aspettare un treno che comunque non ci sarebbe? - ci ha detto Caterina – Oppure da lì andare ad Alessandria e girare tutta la notte in attesa di tornare a lavorare? Sono proposte irricevibili”

VOGLIAMO LAVORARE, NON SIAMO DELINQUENTI

“Noi non abbiamo mai fatto mancare alcun supporto agli ospiti – ha proseguito –, abbiamo sempre lavorato bene e con coscienza, come è stato confermato anche da rappresentanti dell’Asl, e non è giusto ci lascino in balia del nostro destino. Siamo stufe di trovarci qui davanti a prendere del freddo, pagando per ore il parcheggio perché non sappiamo a che ora finirà la riunione. Qui davanti a me ho carabinieri e polizia… che cosa siamo, delle delinquenti? Vogliamo solo quello che ci spetta, vogliamo lavorare

IN UN LIMBO LAVORATIVO

Sono impossibilitate a farlo perché, formalmente, ad oggi non sono state licenziate e, sempre attenendosi a quanto lamentano, l’Asl non concede i nulla osta necessari per svolgere un lavoro accessorio a quello principale, che consenta di ‘tamponare’ economicamente una situazione che si fa via via più complessa.

La frustrazione di Caterina e delle sue colleghe non si placa neppure guardando ai sindacati: “Ci raccontano solo delle barzellette, ma non c’è mai nulla di concreto”. “Sto cercando di convincere le colleghe a spostarci tutte nella piazza interna dell’ospedale – conclude Caterina – E’ pubblica, abbiamo diritto di starci, anziché stare qui fuori a prendere del freddo. Cosa potranno mai farci? Cacciarci?”

I CONSIGLIERI DI MINORANZA: "FINORA SOLO PROPOSTE IRRICEVIBILI"

“Finora non è emerso nulla di positivo o di concreto – confermano i consiglieri comunali di minoranza Vittoria Briccarello, Mauro Bosia e Mario Malandrone – solo proposte di lavoro ad oltre 50 chilometri di distanza o altre bizzarrie al confine con la Svizzera”. “Si attendono – proseguono i consiglieri – disponibilità da parte dell’Asl per OOS e personale sanitario e dai comuni della provincia per le altre figure come addetti alla manutenzione, cuoche e amministrativi”.

Gabriele Massaro

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