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Attualità | 26 maggio 2023, 13:14

Dopo l'ondata di maltempo, l'agricoltura astigiana conteggia i danni

Pioggia e grandine hanno colpito duramente diverse zone del territorio, causando danni significativi all'agricoltura e alle strutture

Mais danneggiato dal maltempo

Mais danneggiato dal maltempo

Come vi abbiamo documentato (CLICCA QUI per rileggere l'articolo), nella giornata di ieri, l'Astigiano è stato teatro di avverse condizioni meteorologiche caratterizzate da grandine, vento e intense precipitazioni.

Questi fenomeni hanno causato danni alle colture e allagamenti nei laboratori della zona. In particolare nell'area sud-ovest di Asti, con riferimento al territorio di San Damiano d'Asti con le frazioni di San Luigi e Lavezzole, Tigliole con la frazione di Pianetti, Celle Enomondo e San Martino Alfieri. Inoltre, Aramengo ha subito una forte grandinata, mentre Villafranca, Maretto e Roatto sono stati interessati da intense precipitazioni. A Vesime, si sono verificate ripetute interruzioni della corrente elettrica.

I danni maggiori si sono registrati nella frazione di San Luigi, dove i vigneti, i noccioleti e i seminativi sono stati pesantemente danneggiati. A Celle Enomondo e Tigliole, invece, sono state colpite le coltivazione di mais, che si spera possano riprendersi, mentre la situazione per grano e orzo è più preoccupante, poiché si trovano già in una fase avanzata. Anche i prati sono stati coperti da fango, con la previsione di un primo taglio di minor qualità.

L'allagamento del laboratorio di un produttore di miele a Lavezzole e di alcune serre orticole a San Luigi ha ulteriormente aggravato la situazione. Inoltre, a Celle Enomondo, il torrente Borbore è straripato in alcuni tratti. La Coldiretti Asti ha sottolineato che i danni alle colture cerealicole e vitivinicole sono gravi, ma è necessario ancora effettuare una stima precisa delle perdite.

Il Segretario di Zona, Daniele Longo, ha evidenziato l'effetto della tropicalizzazione del clima, con l'alternarsi di siccità e alluvioni. La neo presidente della Coldiretti Asti, Monica Monticone, ha sottolineato che nel solo 2022 l'Italia ha subito una perdita di 6 miliardi di euro a causa dei danni alle produzioni agricole e alle infrastrutture nelle campagne, compresi allagamenti, frane e smottamenti.

Le precipitazioni sempre più intense e frequenti, insieme al progressivo abbandono delle aree rurali e alla cementificazione del territorio, rendono il territorio più fragile. Secondo le elaborazioni della Coldiretti basate sui dati dell'Ispra, il 93,9% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico. In Italia, negli ultimi 25 anni, oltre un quarto della terra coltivata (-28%) è scomparso, riducendo la superficie agricola utilizzabile a soli 12,8 milioni di ettari.

La presidente Monticone ha ribadito la necessità di proteggere il patrimonio agricolo italiano e la fertilità del suolo, sottolineando l'importanza di riconoscere adeguatamente il ruolo dell'attività agricola nelle campagne dal punto di vista sociale, culturale ed economico.

Il direttore della Coldiretti Asti, Diego Furia, ha affermato che per affrontare i danni dei cambiamenti climatici sono necessari interventi strutturali e strumenti di gestione del rischio avanzati, efficienti e con meno burocrazia. In particolare, ha sottolineato l'importanza della realizzazione di infrastrutture, a partire dai bacini di accumulo a impatto zero, capaci di assorbire parte dell'acqua in eccesso durante le precipitazioni intense e renderla disponibile durante periodi di siccità prolungata. Furia ha anche richiesto un'accelerazione nell'approvazione della Legge sul consumo di suolo, che potrebbe fornire all'Italia uno strumento all'avanguardia per la protezione del territorio.

La situazione richiede un'azione tempestiva e coordinata per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e proteggere il settore agricolo, fondamentale per l'economia e l'ambiente del paese.

Redazione

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