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Sanità | 29 settembre 2023, 10:56

Sanità: dalle liste d'attesa, alla carenza medici e lavori con i fondi Pnrr, intervista al direttore generale Asl At Francesco Arena

Presto pronta la centrale operativa della ex maternità. Al Valle Belbo proseguono i lavori. "Tra febbraio e agosto abbiamo bandito e concluso 12 concorsi. Stiamo lavorando per rendere Asti più attrattiva"

Il dottor Arena (MerfePhoto)

Il dottor Arena (MerfePhoto)

Liste di attesa, carenza di medici e sanità astigiana che, pur essendo di prima eccellenza, incappa nelle difficoltà di avere un unico ospedale per una popolazione provinciale di circa 300 abitanti.

In questi giorni diverse segnalazioni rimarcano la difficoltà nel riuscire ad avere un appuntamento per visite o esami in tempi “umani” e spesso l’app Cup Piemonte non mette Asti tra le disponibilità.

Difficoltà con i tempi di attesa

Aldo, per esempio, rimarca di avere fatto diversi tentativi per prenotare visite alla mamma anziana e per se stesso: “Un anno di attesa, scrive, per ecografia alla mano sinistra, controllo di cardiologia, un anno, pneumologia e dermatologia, nessuna data”.

Un problema, a volte, se si utilizza la app Cup Piemonte è quello di non trovare Asti tra le disponibilità. In realtà agli utenti conviene provare più volte, perché è possibile ci siano rinunce, come è capitato a Maria.

"Avevo bisogno di fare un ecodoppler e non c'era Asti tra i risultati. Avevo rinunciato ma, provando dopo tre giorni, ho avuto l'appuntamento dopo meno di un mese, all'ospedale di Asti".

Le liste di attesa sono pubbliche sul sito dell’Asl astigiana, spesso però gli astigiani sono "obbligati" a rivolgersi alla prima struttura piemontese che capita ed è il caso di Enrico che per un’ecografia alla tiroide è dovuto andare nelle Valli di Lanzo, non proprio in prossimità.

Una buona notizia è sicuramente la stabilizzazione del personale sanitario con il prolungamento dei contratti a termine per coloro che possiedono i requisiti necessari.

Presto pronta la Centrale operativa alla ex Maternità

Dal Pnrr intanto una buona notizia: i 37 milioni di euro fanno procedere i lavori e l’ex maternità ospiterà un ospedale di Comunità, una Casa di Comunità e una Centrale operativa territoriale (COT) per la quale sono inziati i lavori e si prevede la consegna entro fine anno. Le tre strutture saranno realizzate tra il piano rialzato e il piano primo dell’Ala Sud dell’immobile.

L’investimento complessivo è di circa 7,5 milioni di euro: 4,5 milioni sono stati finanziati dal PNRR e consentono l’avvio dei lavori, i restanti 3 milioni di euro necessari per completare gli interventi di tipo tecnologuico (centrale termica ed elettrica ed impianti vari) saranno finanziati dalla Regione Piemonte.

Per l’Ospedale di comunità e la Casa di comunità, invece, sono già stati consegnati i progetti esecutivi ed entro questa settimana sarà firmato il contratto con l’impresa esecutrice che si è aggiudicata l’appalto: la Vittadello spa di Limena (Padova). I lavori dovranno essere ultimati entro il 31 marzo 2026.

L’Ospedale di Comunità, la Casa di Comunità e la Cot occupano circa due terzi dell’immobile; si spera che in futuro si possano reperire le risorse necessarie a completare la ristrutturazione dell’Ex Maternità, dove potranno essere trasferiti altri servizi attualmente ospitati nei locali di via Baracca, tra cui la Medicina Legale e il Serd.

Inoltre saranno realizzate altre 3 Case di Comunità a Canelli che avrà anche un COT, Villafranca e Calliano con estensione a Montemagno e Castello d’Annone.

Vanno avanti i lavori al Valle Belbo

Abbiamo affrontato gli argomenti cardine con il direttore generale Asl At Francesco Arena.

Stiamo remando tutti nella stesa direzione e il lavoro è recepito positivamente da tutti. Ad esempio sull’ospedale Valle Belbo abbiamo fatto due sopralluoghi. Il cantiere sta procedendo, si sta lavorando all’interno della struttura su impianti, murature e intonaci, la ditta sta seguendo un cronoprogramma che prevede scadenze molto serrate. Si è ripreso dopo anni di chiusura e non abbiamo segnalazioni di ritardo. Si lavora all’interno e siamo in costante rapporto con l’impresa che lavora, anche se dall’esterno non si vede”.

Mancano i medici

Nei giorni scorsi a Torino, nell’assemblea Uil Fpl del nord Italia è risuonato il forte allarme di una carenza, in Piemonte, di circa 11mila euro, un centinaio nell’Astigiano.

Il dottor Arena si concentra sulla difficoltà di reperire determinate figure: “Il nostro problema è soprattutto su pediatria, neurologi e medicina di urgenza perché c’è un forte turn over. Fino ad ora lo abbiamo governato ma ultimamente ci sono alcune difficoltà, a non ci fermiamo nella ricerca. Da inizio anno a fine agosto abbiamo assunto 115 operatori a fronte di 83 uscite. In particolare abbiamo un saldo positivo di 13 infermieri, di 13 operatori socio sanitari (di questi 5 sono ex operatori del Maina) e di 2 medici. Tra febbraio e agosto abbiamo bandito e concluso 12 concorsi, aderito ai concorsi banditi da Azienda Zero per pediatri, anestesisti, medicina d'urgenza, psichiatria e medicina trasfusionale.

I concorsi. Asti è appetibile per il personale sanitario?

A ottobre sarà espletato il concorso per l’Urologia e sono in fase di scadenza le domande per la Dermatologia, la Medicina e la Sicurezza del Lavoro, il Sian e il Sisp. Infine sono in pubblicazione i concorsi per la Chirurgia vascolare e la Geriatria.

"Dovremo pensare a fare servizi non solo aziendali ma sovraziendali, abbiamo chiesto anche ad altre aziende che hanno comunque difficoltà. Stiamo lavorando per rendere Asti più attrattiva per medici e tecnici".

Il limbo delle liste d'attesa

Le liste di attesa, da gennaio a luglio evidenziano che le prestazioni ambulatoriali e i ricoveri ordinari sono in miglioramento rispetto al 2022 e ci sono segni di ripresa rispetto al 2019.

“Il target è il periodo precovid e il 2023 si sta dimostrando in miglioramento e ci sono segnali che ci si avvicinerà molto al 2019. Un esempio su tutti è l’intervento di cataratta dove la produzione è aumentata del 43% e i tempi di attesa sono passati da 15,5 mesi a 14 mesi. La Regione ci ha messo a disposizione più di un milione di euro per abbattere le liste. L’accordo con Villa Egea prevede quasi 400 interventi di cataratta e una trentina di interventi per protesi ad anca e ginocchio”.

Parte dei fondi regionali viene utilizzata in progetti aziendali che comportano prolungamenti di apertura di ambulatori e di sedute operatorie e sono stati fatti accordi, oltre che con Villa Igea di Acqui Terme, anch con il CDC di Asti, Torino e Moncalieri per garantire, nel rispetto della qualità delle prestazioni, i tempi previsti.

“Sono tutte prestazioni erogate in regime di convenzione con l’Asl, si paga lo stesso ticket che si pagherebbe in una qualsiasi struttura pubblica. Entrambi gli accordi sono entrati a regime a settembre e quindi ci aspettiamo un ulteriore miglioramento dei risultati nell’ultimo trimestre dell’anno” conclude Arena.

Betty Martinelli

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