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Politica | 09 aprile 2024, 16:00

Il Consiglio comunale si arroventa sul mancato finanziamento per il campus di Astiss. Sacco: "Faremo ricorso, non è stato perso nulla"

Le opposizioni all'attacco anche per l'intitolazione della palestra al Fontanino a Don Puglisi

Merphefoto

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Tante voci critiche da parte della minoranza su quanto emerso ieri dal Consiglio Comunale. A tenere banco la pratica riguardo i lavori ad Astiss, per far diventare gli immobili dismessi della ex palazzina comando  in alloggi per studenti, in maniera tale da creare un piccolo campus in loco. Il consorzio aveva fatto domanda per entrare in un bando di finanziamento dal valore di 9,8 milioni di euro.  Pratica che non è stata finanziata dal Ministero, scatenando così l'ira della opposizioni. 

"A quel bando partecipiamo - afferma in una nota Michele Miravalle (Pd) - ma veniamo gentilmente messi alla porta. Neanche riusciamo a farci valutare nel merito il progetto, perché non abbiamo i requisiti. Insomma come presentarsi ad un partita di calcio senza il pallone, le maglie e le scarpe. Quel bando valeva 9,8 millioni di euro, che avrebbero potuto trasformare un pezzo di città, recuperare un edificio abbandonato da anni e che invece non arriveranno mai. Ora, dopo un clamoroso errore del genere, che cosa aspetta il Cda di Astiss a chiedere scusa e dimettersi? Il Comune di Asti che di Astiss è socio e che avrebbe tutte le ragioni per arrabbiarsi e pretendere le dimissioni adotta invece la vecchia tecnica un po' codarda del "va tutto bene, madama la marchesa!" Un anno fa il Comune di Asti aveva dovuto rinunciare a rifare con i soldi del PNRR due scuole della città che non hanno i requisiti di sicurezza? I lavori alla Martiri della Libertà valevano 6,5 millioni, la scuola materna Santa Caterina 1,3 milioni".

"Il Sindaco in Consiglio ci ha detto che "era un'urgenza, lavoriamo molto e siamo fiduciosi, convinti che la risposta fosse positiva - spiega Mario Malandrone -  Ci hanno fatto attendere un anno e mezzo. Poche ore fa è arrivata la risposta, non eravamo ammessi al Contributo ma neanche ammessi di fatto alla graduatoria. Si è fatta una verifica si è andate di verificare il perché il perché è che nello Statuto di Astiss non si fa un preciso riferimento al fatto che nella sua attività si sposa anche andare a costruire il famoso Student Housing, il motivo per cui noi abbiamo partecipato al bando. Abbiamo partecipato a questo bando e prendere questi 9 milioni 810.000 per fare lì in gran parte dei piani superiori camere per studenti da dare a un prezzo calmierato bassissimo per andare incontro agli studenti  che arrivano magari da altre province che non possono tutti i giorni andare a casa. così come era scritto noi eravamo convinti che  bastasse. Insomma 9 milioni e 810 mila euro persi, ora si ricorre! Si modifica lo Statuto per fare un ricorso."

Sacco: "Non abbiamo perso neanche un euro: faremo ricorso"

Sono perlomeno fantasiose, secondo il presidente di Astiss, Mario Sacco, le ricostruzioni messe in campo dalle opposizioni. "Qui si parla di soldi persi - spiega - ma i soldi persi sono quelli  che hai ottenuto tramite un bando e non sei riuscito a spendere. In questo caso, invece, non abbiamo né ottenuto né perso nulla. Il Ministero non ci ha ritenuto ammissibili in graduatoria, ma abbiamo già provveduto a fare ricorso, tramite l'avvocato Paolo Scaparone, al Presidente della Repubblica. Ci aspettiamo risposte in tempi brevi". 

Il nodo da sciogliere è quello se il consorzio Astiss possa mettere in campo anche attività collaterali a quelle didattiche, come per esempio alloggi per studenti o aree ricreative: "Abbiamo già fatto una modifica a livello statutario che permette di operare anche in altre attività. I nostri obiettivi sono i progetti di student housing con un campus e al posto del palafreezeer sorgerà la palestra. Ci stiamo già muovendo in quella direzione". 

Anche perché, numeri alla mano, per gli studenti che vengono a studiare ad Asti servono alloggi: "Siamo riusciti a raddoppiare il numero degli iscritti, dai mille iniziali sono diventati quasi duemila. Abbiamo puntato su eccellenze a livello nazionale come le Lauree di Tecnologie Alimentari e in Scienze Viticole ed Enologiche. Ci sono studenti da tutta Italia". 

Briccarello: "C'è disorganizzazione nel funzionamento degli organi comunali"

Altro capitolo è sul funzionamento degli organi comunali, che a detta del consigliere Vittoria Briccarello  (Uniti Si Può) soffre di disorganizzazione: "Dopo due mesi di vuoto in 10 giorni sono state convocate commissioni post giunta, consigli aperti all’ultimo e consigli per il rinnovo di pratiche già discusse in maggioranza e rese disponibili ai consiglieri solo il giorno prima o pochi giorni prima della loro trattazione - attacca - un chiaro esempio di come, oltre a non saper amministrare cose semplici (a partire dalla banale cura del verde pubblico), oltre a rispondere in modo generico e stizzito su dubbi in merito ai fondi elettorali, e oltre a anteporre al benessere cittadino accordi elettorali per grandi inutili opere (CASO), si è perso anche il lume sul più semplice funzionamento democratico degli organi consigliari .Le commissioni devono essere convocate PRIMA della Giunta, magari accertandosi che tutti e 5 i membri possano essere presenti (o quanto meno chiedendoglielo). La Giunta quando discute delle pratiche è buona norma che le condivida con tutto il consiglio comunale prima di convocare il consiglio stesso. Il Consiglio Comunale può essere convocato fino a 5 giorni prima, ma non obbligatoriamente 5 o 6 giorni prima. Anche la risposta alla PEC inviata il 12 marzo, in cui chiediamo delucidazioni in merito a Fondazione Asti Musei, è arrivata stamattina, ovvero il giorno dopo che la pratica è stata votata in consiglio comunale".

Fa discutere la mancata intitolazione della palestra a Don Puglisi

Scatena polemiche anche la discussione di un ordine del giorno sull'intitolazione della palestra al fontanino a Don Puglisi: " La notizia che ho appreso con rammarico mi ha lasciato senza parole, opporsi alla titolazione a Padre Puglisi, giustiziato a Palermo dalla mafia con un colpo di pistola alla nuca -attacca Briccarello - Come se lo sport non fosse in primis azione educativa, di sacrificio, gioco pulito e rispetto reciproco tutto ciò che le mafie NON sono. È nei quartieri più fragili che le palestre hanno fatto la differenza, salvando dalla vita criminale decine di giovani la cui vita sarebbe stata senza alternative. Titolare una palestra a Puglisi, ad Asti, città collocata nel mezzo del processo Barbarossa sarebbe un ottimo simbolo per qualificarci come città che vuole essere libera dalle mafie". Gli fa eco Malandrone : "La proposta era supportata da istituzioni di spicco come la Prefettura, Questura, Ufficio Scolastico Provinciale, Procura della Repubblica, Vescovo di Asti, CSV Asti Alessandria, associazione Il Dono del Volo, Osservatorio provinciale antimafia, Caritas, Rete Welcoming Asti, Associazione Libera e molte altre. L’atteggiamento del Sindaco  è quello di chi non si vuole farsi dettare agende: accampa l’idea di avere un nome dalle società sportive astigiane, ma un nome che mica c’è ancora. A padre Puglisi magari sarà intitolata una via nuova".

Alessandro Franco


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