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Cultura e tempo libero | 04 maggio 2024, 07:20

Viviamo in un posto bellissimo che domenica guarda a Nord

Puntata di invito ad approfittare assolutamente dell’apertura mensile di molto Romanico Astigiano, domenica 5 maggio, per scoprire gioielli territoriali unici

La canonica di Vezzolano sontuosamente ritratta da Giuseppe Morina

La canonica di Vezzolano sontuosamente ritratta da Giuseppe Morina

Lo so. Sto facendo casino, scusate. Non più tardi di giovedì scorso, con Vacanze Astigiane, l’invito per domenica prossima era tra gli spettacolari asparagi di Vinchio e il Tradizionale Risotto di Sessame, Sud Astigiano. E ora? 

Cambio di programma? Certo che no. Volendo, si può fare tutto, passando dalla visita ad un paio di antiche chiese romaniche del Nord Astigiano per poi rifugiarsi coi piedi sotto una tavola e rifocillarsi con verdi prelibatezze, riso, Saraceni e mondine e tornare a scoprire altra storia e bellezza nel pomeriggio. E comunque non è detto che cultura e cibo attraggano sempre gli stessi pubblici, quindi meglio così, parliamone, anche solo per sottolineare la quantità e la qualità d’offerta del nostro territorio bellissimo. 

Varietà e unicità che ben si sposano con l’apertura di 26 posti spettacolari, disseminati tra Nord Astigiano e Colline del Po. Apertura garantita dai volontari di Turismo InCollina che ogni prima domenica del mese accolgono i visitatori dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18. Non sto a farvi l’elenco dei posti aperti, facilmente recuperabile sul loro sito internet, con tanto di mappe ed ampie informazioni su ognuno dei monumenti.

Monumenti che sono una vera rete di luoghi dal fascino altamente distintivo che, incredibile, ma vero, ancora fatica ed essere vista e promossa come vettore di visite e turismo, nonostante così strategicamente vicina a Torino e, volendo, anche a Milano. Rete che gira attorno a cinque incredibili e imperdibili capisaldi: la Canonica di Santa Maria di Vezzolano ad Albugnano, le chiese di San Secondo a Cortazzone, dei Santi Nazario e Celso a Montechiaro d’Asti, di San Lorenzo a Montiglio, e l’abbazia di Santa Fede a Cavagnolo. 

Autentici gioielli che punteggiano il territorio, costituendo un unicum incredibile, non solo per estetiche ed arte custodita, dentro e fuori, ma, spesso, anche per le invidiabili posizioni, in cima a un colle o nascoste dal rigoglio della natura. Diverse sono diventate col tempo cappelle cimiteriali e molte sono sorte in luoghi con tradizioni ed origini sacre più antiche e diverse. 

In gran parte costruite tra l’800 e il 1100, quali luoghi d’incontro per comunità frammentate e non ancora raccolte in borghi che, nell’originale politica espansiva del libero comune di Asti, videro i villaggi che le circondavano spostarsi verso colline e rilievi, con la nascita di ville nove. Per questo molte sorgono in posizioni isolate. E questo le rende ancora più affascinanti. E allora? Allora buon Romanico Astigiano a tutti, che altro.

Davide Palazzetti

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