Il 18 agosto a Castelnuovo Don Bosco è nato Sebastiano, secondogenito di Luisa Redini e Gabriele Bonasso, nella loro abitazione di via Don Josè Molas. La coppia, entrambi quarantenni, ha già un altro figlio, Alessandro, venuto alla luce sempre in casa il 15 febbraio 2022.
Luisa, originaria di Castelnuovo, lavora in una multinazionale di elettronica, mentre Gabriele, residente dal 2019 nel paese, è geometra e consulente energetico. “Per noi è stato un vero dono di intimità e fiducia da fare a noi stessi e ai nostri figli”, raccontano, sottolineando come questa esperienza resterà un ricordo prezioso per tutta la famiglia.
La scelta del parto in casa
La decisione di partorire tra le mura domestiche è maturata con l’incontro di Luisa con la dottoressa Chiara Cattaneo, ostetrica e fondatrice dell’associazione Luna di Mamme di Asti. Con lei la madre aveva già intrapreso un percorso durante la prima gravidanza: “Non mi sono mai sentita una paziente, ma una donna che stava attraversando una trasformazione naturale”, spiega Luisa, ricordando come l’approccio della professionista le abbia trasmesso fiducia e sicurezza.
Il parto in casa è una pratica riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale, regolamentata da parametri clinici molto precisi. In Piemonte, così come in Emilia Romagna e Lazio, è previsto anche un rimborso regionale per le famiglie che scelgono questa strada. Le condizioni di sicurezza sono stringenti: la gravidanza deve essere fisiologica, l’abitazione non può distare più di trenta minuti da un ospedale (per i Bonasso-Redini l’ospedale di Chieri è a soli quindici minuti) e durante il travaglio un’ambulanza viene sempre allertata per garantire un intervento tempestivo in caso di emergenza.
Il parto di Sebastiano
Al momento della nascita erano presenti due ostetriche con preparazione specifica per i parti a domicilio, le dottoresse Chiara Cattaneo e Arianna Di Cosmo, che la coppia ha voluto ringraziare per la professionalità e l’umanità con cui hanno seguito ogni istante di questa esperienza. Le due professioniste sono arrivate a casa alle 10.40 e, alle 13.51, Sebastiano è venuto al mondo in un clima di serenità.
Il giorno successivo il dottor Gianluca Martone, pediatra, ha effettuato la visita neonatale, mentre il percorso post-parto è stato seguito dalla consulente professionale in allattamento IBCLC Nicoletta Boero. “Siamo stati accompagnati da un vero team di professionisti, ognuno con il proprio ruolo e le proprie competenze”, raccontano i genitori, sottolineando l’importanza di una rete qualificata e attenta.
I vantaggi e i dati in Italia
Secondo i genitori, i benefici di questa scelta sono stati molteplici: la continuità assistenziale, l’intimità e la sicurezza emotiva, il rispetto della fisiologia del parto, il coinvolgimento attivo del padre e il senso di empowerment per la madre. “È però fondamentale dire che non tutte le gravidanze sono adatte al parto in casa”, spiegano, ribadendo come fin dai primi mesi le ostetriche valutino con scrupolo parametri di salute e indicatori di rischio.
In Italia i parti a domicilio rappresentano appena lo 0,2% del totale, poco più di un migliaio all’anno (dato 2024, fonte: Coordinamento Nazionale Ostetriche Parto a domicilio e Casa maternità). In altri Paesi europei, invece, le percentuali sono molto più alte: nei Paesi Bassi oscillano tra il 16 e il 30% a seconda delle fonti.
Un ritorno alla comunità
La nascita di Sebastiano porta con sé anche un valore simbolico per la comunità. “Sulla carta d’identità di Sebastiano, come già per Alessandro, comparirà la dicitura ‘nato a Castelnuovo Don Bosco’, una cosa che non accadeva dal 1979 e di cui andiamo molto fieri”, spiegano Luisa e Gabriele.
Anche il sindaco Umberto Musso ha voluto sottolineare l’importanza di questo evento per l’intero paese: “È una notizia che ci riempie di gioia e che restituisce un legame profondo con le radici del nostro paese”.
Ora i genitori si stanno abituando alla vita con due bambini. “Per il futuro chissà…”, aggiungono sorridendo.