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Cultura e tempo libero | 31 agosto 2025, 17:53

Monfrà Jazz Fest, un dialogo tra note e nuove tecnologie: debutta AlgoRitmi

Il festival si arricchisce di una nuova data con un evento speciale che esplora l’intersezione tra creatività umana e intelligenza artificiale, in una cornice d’eccezione.

Monfrà Jazz Fest, un dialogo tra note e nuove tecnologie: debutta AlgoRitmi

 Il programma di settembre del Monfrà Jazz Fest si arricchisce di un appuntamento inedito, confermando la vocazione del festival a sperimentare e a mescolare linguaggi artistici differenti. Mercoledì 10 settembre, la Chiesa di San Michele (Via della Rovere) aprirà eccezionalmente le sue porte per ospitare AlgoRitmi, il nuovo format dedicato all’incontro tra musica, tecnologia e intelligenza artificiale. Questo contenitore nasce con l’obiettivo di esplorare nuove frontiere sonore, promuovere la sperimentazione e avviare un dialogo tra forme d’espressione diverse, aprendo così nuove prospettive sul futuro della creazione musicale.

Un viaggio tra arte antica e suoni futuri

La serata sarà un vero e proprio viaggio nel tempo. L’evento avrà inizio con una visita guidata alle opere conservate all’interno della Chiesa, attribuite a Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo, di cui quest’anno ricorrono i 400 anni dalla morte. Un’occasione unica per ammirare i capolavori di uno dei maestri del territorio attraverso uno sguardo che unisce il passato al futuro, creando un ponte ideale con la performance contemporanea che seguirà.

La prima italiana di un progetto internazionale

A seguire, il palcoscenico sarà di Ferdinando Romano, contrabbassista, compositore e ricercatore, che presenterà per la prima volta in Italia il suo progetto Echoes of the Machine Mind. Si tratta di un concerto per contrabbasso solo, sintetizzatore modulare e intelligenza artificiale, sviluppato durante il suo dottorato di ricerca artistica presso il Conservatorio di Como sotto la guida di Walter Prati e in collaborazione con prestigiose realtà internazionali come l’IRCAM di Parigi. Dopo il debutto alla International Computer Music Conference di Boston, dove Romano ha condiviso il palco con nomi del calibro di Roscoe Mitchell, Steve Lehman e Miles Okazaki, il progetto approda al Monfrà Jazz Fest in una veste che unisce la performance a un momento di dialogo diretto con il pubblico.

Workshop e concerto: umano e macchina in simbiosi

La serata si articolerà in due momenti distinti ma profondamente connessi. Si comincia alle ore 21.00 con un workshop condotto da Ferdinando Romano, che avrà come focus l’uso dell’intelligenza artificiale nell’improvvisazione musicale. Il pubblico avrà l’opportunità di approfondire questa innovativa modalità compositiva e di rivolgere domande all’artista. A partire dalle 21.45, spazio invece al concerto vero e proprio. Attraverso il suo strumento e l’interazione con la macchina, Romano condurrà gli spettatori in un avvincente viaggio sonoro dove umano e tecnologico si fondono, in un mix di suggestioni acustiche, elettroniche e algoritmiche.

L’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Per tutte le informazioni aggiornate è possibile visitare il sito ufficiale del festival www.monjazzfest.it.

Redazione

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