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Cultura e tempo libero | 04 gennaio 2026, 09:07

La pace al centro del Natale: a Revigliasco trionfa il racconto di Elisabetta Antichi

Il borgo di Revigliasco d'Asti si è confermato ancora una volta capitale della narrazione natalizia

I tre vincitori

I tre vincitori

 Sabato 3 gennaio, la sala consiliare del comune di Revigliasco ha ospitato la cerimonia di premiazione della sesta edizione del concorso letterario nazionale “Raccontami il Natale”.

 L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale in sinergia con la parrocchia e il patrocinio del Progetto culturale della diocesi di Asti, ha raggiunto numeri straordinari: ben 272 racconti giunti da ogni angolo d’Italia.

Un’edizione da record dedicata alla Pace

Il tema scelto per il 2025 non poteva che essere più attuale, invitando gli autori a declinare il legame tra la festività e il valore della Pace. La giuria, guidata dalla giornalista e scrittrice Manuela Caracciolo, ha dovuto districarsi tra centinaia di opere che hanno esplorato la dimensione spirituale, sociale e universale del conflitto e della riconciliazione. 

Ad accompagnare la proclamazione, le letture intense di Sara Betta e Sandro Marini, alternate alle note delicate di Ilaria Marello.

Il podio e la memoria riparatrice

Il primo premio ha varcato il mare per approdare in Sardegna. “Arrigo”, di Elisabetta Antichi (Cagliari), è stato giudicato il miglior componimento per la sua capacità di trasformare la scrittura in un atto di resistenza e cura, superando la logica del nemico attraverso la solidarietà.

Al secondo posto si è classificato Erenio Fasano, da Gaeta, con “La lettera che non arrivò mai”, un’opera intima sulla pace intesa come perdono verso sé stessi. 

Medaglia di bronzo a Nicola Sguera di Benevento con “L’ultimo silenzio”, dove il linguaggio universale della musica diventa l’unica voce possibile tra le macerie della guerra.

Orgoglio locale e speranza per il futuro

C’è stato spazio anche per un’emozione tutta locale durante la serata presentata da Erika Marello. Una menzione speciale è stata infatti assegnata a un autore del paese, Sergio Nosenzo, per il racconto “Come si fa la pace”. Ambientato tra i banchi di scuola, il testo di Nosenzo ha saputo dare voce alla purezza dei bambini, la cui libertà di pensiero è stata indicata dalla giuria come un segno di speranza necessario in un tempo dominato dal frastuono mediatico.Il concorso si chiude così con la consapevolezza di aver creato, ancora una volta, un ponte letterario capace di unire comunità e valori universali.

Redazione

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