Una mattinata dove il battito del tamburello è sembrato risuonare tra le pareti del teatro Lumière di Asti. Lo scorso martedì, la consueta passerella di "Un anno di tamburello" ha trasformato la cerimonia di premiazione in un mosaico di ricordi e sguardi rivolti al futuro. L'evento, condotto da Ivo Anselmo e Alessandra De Vincenzi, ha celebrato i protagonisti della stagione 2025, tra campionati Open e Indoor, richiamando sul palco le massime cariche federali.
Dal presidente nazionale Edoardo Facchetti al consigliere Federico Pastrone, passando per il presidente regionale Riccardo Bonando e quello provinciale Emilio Basso, la sala ha tributato un lungo applauso a chi lavora dietro le quinte di questa disciplina. Il delegato Coni Lavinia Saracco ha portato il saluto del mondo olimpico, in un contesto dove lo sport diventa identità profonda di un territorio.
Il ricordo dei giganti del passato
Il silenzio si è fatto sentire, denso e rispettoso, quando la platea ha ricordato la scomparsa di Angelo “John” Uva e della moglie Lucia “Marcolina” Demarchis. Ma è stato il tributo ad Aldo “Cerot” Marello a toccare le corde più intime dei presenti. Alla memoria dell'indimenticato fuoriclasse è stato attribuito il riconoscimento "Sportivo per sempre", consegnato dal Coni alle figlie Ilaria ed Erika Marello.

"Il tamburello non è solo sport ma sono le radici di queste terre", ha sottolineato con passione il giornalista Franco Binello, premiato insieme al collega Massimo Elia per l'impegno nella divulgazione.

Eccellenze in campo e nuovi talenti
Non sono mancate le medaglie al valore atletico, con l'argento assegnato a Federico Pastrone, Umberto Pastrone e Lorenzo Tonon, mentre ad Alessandra De Vincenzi è andata la Palma di bronzo per la sua attività tecnica. Lo sguardo si è poi allungato sui giovani azzurri che hanno onorato la maglia nella Coppa dell'amicizia: Cristina Barzanò, Ettore Zanotto, Stefano Cardona, Cristian Franzolin, Matteo Cerrato e Nicolò Mozzato. Tra titoli italiani, successi nei Master e nel Trofeo Coni, la sfilata ha coinvolto le società di ogni categoria, dalla Serie A alla D, fino all'attività giovanile e indoor.
La chiusura è stata affidata alle immagini del docufilm "A suon di tamburello", che ha ripercorso l'epopea del Viarigi del 1974. Un viaggio nel tempo che funge da prologo a una stagione 2026 che si annuncia storica. Mentre la delegazione piemontese è reduce dai successi del Gran Galà di Peschiera del Garda, l'attesa cresce per il 50° anniversario del massimo torneo di Tamburello a muro. In primavera, tra le piazze dei borghi, la palla tornerà a volare per scrivere un nuovo capitolo di questa intramontabile narrazione sportiva.


















