Il Parlamento Europeo ha detto stop all'accordo UE-Mercosur. Con un voto risicato di soli 10 voti di scarto (334 favorevoli, 324 contrari e 11 astenuti), l'Eurocamera ha accolto ieri la mozione presentata dalla Sinistra Europea che chiede il rinvio del trattato commerciale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Una decisione che congela di fatto un accordo firmato appena pochi giorni fa e che avrebbe dovuto aprire il mercato europeo a 99mila tonnellate di carne sudamericana e 60mila tonnellate di riso provenienti da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
La reazione della sinistra piemontese
"La decisione odierna del Parlamento Europeo di accogliere la mozione della Sinistra e rinviare l'accordo UE-Mercosur al vaglio della Corte di Giustizia dell'Unione Europea rappresenta una vittoria fondamentale per la sovranità alimentare e la tutela delle produzioni di qualità", dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale per il Piemonte e la Valle d'Aosta di Rifondazione Comunista. Il dirigente comunista accoglie con soddisfazione l'esito del voto che "congela, di fatto, un trattato commerciale pericoloso", sottolineando come "il rinvio alla Corte di Giustizia permetterà di verificare la compatibilità dell'accordo con gli standard ambientali, sanitari e i diritti fondamentali, offrendo uno scudo legale contro un'intesa che minaccia di inondare il mercato europeo di prodotti agricoli trattati con pesticidi vietati in Europa e frutto di deforestazione selvaggia".
Dura la critica ai grandi gruppi europei: "Popolari e Socialisti hanno confermato la scelta profondamente negativa e preoccupante a favore dell'accordo UE-Mercosur. Il loro posizionamento contrario al rinvio dimostra, ancora una volta, la subalternità alle logiche del profitto delle grandi multinazionali dell'agribusiness", attacca Deambrogio, evidenziando come "alcuni deputati dei due gruppi hanno votato in dissenso, facendo emergere in modo chiaro l'insostenibilità della scelta perorata dalla Commissione e da Ursula von der Leyen".
Ravinale attacca il governo Meloni
Ancora più dura la posizione di Alice Ravinale, esponente di Alleanza Verdi Sinistra, che rivendica il ruolo della Sinistra Italiana nel bloccare l'accordo: "Grazie ad una iniziativa parlamentare del gruppo della sinistra europea, gruppo di cui fa parte Sinistra Italiana, il Parlamento Europeo rinvia a data da destinarsi l'accordo UE/Mercosur che avrebbe messo in ginocchio parte importante dell'agricoltura piemontese a partire dalle carni di pregio e dal riso". La consigliera definisce il risultato "parziale, non definitivo ma che mette un freno ad un accordo brutto e di cui il Governo Meloni, Lollobrigida, Tajani, Salvini portano grandi responsabilità avendo avuto l'Italia un ruolo di primo piano nel sostenere i negoziati".
Ravinale rievoca le recenti dichiarazioni del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida: "Come sembrano lontane oggi le parole pronunciate dal cognato d'Italia, il Ministro Lollobrigida che accompagnato da un codazzo al limite della decenza tra sottosegretari, presidente della regione, assessori vari, presidente della provincia sindaci, scolaresche auto lodava in occasione di Risò, l'impegno del Governo italiano a sostegno dell'agricoltura piemontese". L'esponente di Avs spiega che con l'accordo "99.000 tonnellate su base annua di carne sudamericana allevata con standard sociali e ambientali assolutamente non paragonabili agli impegni richiesti agli allevatori piemontesi, arriverebbe in Italia con dazi ridotti al 7,5% dal 20%, per poi arrivare ad un azzeramento totale", mentre per il riso "a regime l'import libero dal Mercosur arriverebbe a 60.000 tonnellate che si aggiungerebbe all'import che già arriva dai paesi del sud est asiatico e che stanno mettendo a dura prova i produttori piemontesi".
Sul fronte ambientale, Ravinale porta l'esempio dei fitofarmaci: "Secondo l'Università di San Paolo, solo tra il 2018 e il 2019, circa 7000 tonnellate di prodotti fitosanitari vietati in Europa sono stati esportati in America del Sud". La conclusione è un appello diretto al governo: "Il Governo Italiano con Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega, chieda scusa ad agricoltori e consumatori, ritiri il proprio consenso al Mercosur e avvii un percorso che porti ad aree di commercio eque, sostenibili con prodotti che non mettano a rischio l'agricoltura e i consumatori".
Coldiretti Asti: "Sconfitta per Von der Leyen"
Anche Coldiretti Asti celebra il voto di Strasburgo come una vittoria degli agricoltori contro le istituzioni europee. "Il voto del Parlamento europeo che rimanda l'accordo Mercosur alla Corte di Giustizia è una prima risposta politica alle follie della presidente Ursula Von der Leyen e della sua ristretta cerchia di tecnocrati bruxellesi che hanno tentato di imporre un accordo cancellando ruolo, dignità e potere dell'Europarlamento e della democrazia", si legge nella nota diffusa dall'organizzazione agricola astigiana.
Coldiretti Asti sottolinea che si tratta di "un primo passo importante ottenuto dalle tante mobilitazioni degli agricoltori di Coldiretti che continuerà a lavorare in questa direzione". L'associazione rilancia ora la battaglia sulla reciprocità: "Ora il Parlamento europeo porti avanti le norme sulla reciprocità che impediscono l'ingresso in Europa di prodotti che non rispettano le stesse regole, da qualsiasi Paese provengano".
Gli agricoltori: "La nostra protesta ha funzionato"
Esulta anche il mondo agricolo nazionale. "Finalmente c'è un Parlamento europeo che dimostra di aver ascoltato le nostre preoccupazioni e richieste sul Mercosur. La nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali", dichiara Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani.
Fini sottolinea che "sebbene non ad ampia maggioranza, il voto odierno rinvia tutto alla verifica di compatibilità con i trattati Ue e, soprattutto, fornisce uno spazio di pressione importante perché si garantiscano vera reciprocità, controlli ferrei e clausole di salvaguardia automatiche". Il presidente della Cia chiude con un messaggio chiaro: "Le nostre proteste con migliaia di agricoltori, e questo ultimo atto del Parlamento Ue, sono un messaggio chiaro sulla direzione da prendere: accordi commerciali internazionali solo a parità di regole e condizioni, per assicurare cibo sano, sicuro e trasparente ai nostri cittadini"














