Settemila firme, o meglio 7.193, per dire basta a un calvario quotidiano fatto di ritardi, cancellazioni e carrozze affollate. Sono quelle raccolte dal Co.M.I.S. (Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile), realtà nata e radicata nell'Astigiano, con la petizione "Migliorate le nostre ferrovie regionali - rispettate il nostro diritto al trasporto". Un grido di dolore che ora è arrivato sui tavoli che contano.
Le firme a Roma e in Regione
Dopo la consegna brevi manu a Roma al vicepresidente della Commissione Trasporti Andrea Casu e alla presidente di RFI Paola Firmi, il plico è stato spedito ufficialmente il 9 febbraio anche ai vertici piemontesi: al governatore Alberto Cirio e, soprattutto, all'assessore ai Trasporti, l'astigiano Marco Gabusi.
"L’iniziativa nasce per rappresentare il malcontento degli utenti piemontesi dovuto a continui e quotidiani disservizi, alcuni ormai cronicizzati, che causano problematiche sui posti di lavoro, a scuola ma anche nella vita privata", spiegano dal Co.M.I.S., riconoscendo l'impatto dei cantieri PNRR ma puntando il dito contro le carenze nella manutenzione ordinaria di infrastrutture e materiale rotabile.
Tra le richieste non c'è solo la puntualità: si chiede l'accessibilità delle stazioni per tutti, la riattivazione delle linee sospese (un tema caldissimo per il nostro territorio, pensiamo alla Asti-Alba) e un servizio finalmente competitivo rispetto all'auto privata.
"Stop agli aumenti di luglio"
Ma la battaglia non si ferma qui. In coda alla petizione, il Co.M.I.S., insieme a una folta schiera di comitati pendolari piemontesi (da Bra a Casale, dalla SFM3 alla Torino-Ceres), ha lanciato un appello urgente alla Regione per sospendere l'adeguamento automatico delle tariffe all'inflazione, previsto a partire dal 1° luglio 2026.
"Sarebbe un provvedimento di responsabilità e solidarietà verso utenti vittime indifese di disagi quotidiani", scrivono i pendolari, ricordando che negli ultimi anni i biglietti sono già rincarati del 20% mentre i salari reali hanno perso potere d'acquisto.
La proposta alternativa: il "Bonus Pendolari"
Se proprio non si potessero bloccare i rincari, le associazioni mettono sul piatto una proposta di mediazione: un bonus compensativo per tutti gli abbonati, "senza vincoli legati a specifici periodi di rinnovo". Un segnale minimo di attenzione per chi, ogni mattina, sale su un treno senza sapere a che ora arriverà a destinazione.
La palla ora passa alla Regione e all'Agenzia della Mobilità Piemontese: accoglieranno la richiesta o l'estate 2026 porterà, oltre al caldo e ai ritardi, anche la beffa del biglietto più caro?

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