La vertenza degli stabilimenti Sapa, con particolare riferimento al sito di San Martino Alfieri per quanto concerne l'Astigiano, torna prepotentemente al centro dell'agenda politica regionale. A soli sette giorni dal primo intervento in Consiglio, la consigliera del Partito Democratico Laura Pompeo ha presentato una nuova interrogazione, giudicando del tutto insufficienti e poco rassicuranti le spiegazioni fornite dalla Giunta durante il sindacato ispettivo della scorsa settimana.
Il nodo della questione riguarda il futuro di 96 lavoratori dichiarati in esubero tra le sedi di Airasca, Dronero e la stessa San Martino Alfieri. Nonostante la scorsa settimana l'assessore al Lavoro avesse risposto sottolineando l'assenza di un tavolo di crisi ufficiale, la situazione sul campo appare ben diversa: “La risposta non mi ha affatto rassicurata. Infatti, non risulta aperto alcun tavolo di crisi, né è pervenuta alcuna richiesta di apertura. Tuttavia l’annuncio di oltre 90 esuberi e le crescenti preoccupazioni dei sindacati mi spingono a sollecitare alla Giunta una risposta meno generica e un maggiore impegno”, spiega Pompeo, motivando così la necessità di un secondo sollecito istituzionale a stretto giro.
Il paradosso denunciato dalla consigliera riguarda la salute finanziaria del gruppo, leader nello stampaggio a iniezione per giganti come Stellantis, Ferrari e Bmw. Nonostante l’acquisizione dell'austriaca Megatech abbia portato i ricavi complessivi da 300 a 700 milioni di euro, il baricentro strategico della società sembra essersi spostato definitivamente verso l'estero. Questo scenario sta lasciando i poli produttivi piemontesi in una condizione di forte incertezza, nonostante i dipendenti abbiano già affrontato ben tre rinnovi dei contratti di solidarietà.
L'ultimo atto ispettivo punta il dito anche su una possibile incongruenza gestionale: il ricorso a personale esterno (tramite appalti o somministrazione) proprio mentre si dichiarano esuberi strutturali: "È indispensabile garantire trasparenza. Se da un lato l’azienda parla di calo delle commesse e necessità di ridurre il personale, dall’altro emergono segnalazioni sul possibile impiego di lavoratori esterni negli stessi stabilimenti”, aggiunge Laura Pompeo, chiedendo alla Regione di verificare la coerenza di tali scelte e di attivare gli strumenti previsti dalla legge regionale 32/2023.
La consigliera dem ribadisce che non è accettabile lasciare le famiglie senza prospettive mentre l'azienda consolida la propria posizione sui mercati internazionali. La richiesta rivolta all'assessore competente, dopo il nulla di fatto della scorsa settimana, è quella di un maggiore impegno affinché nessun posto di lavoro venga sacrificato senza una valutazione trasparente e approfondita. La mobilitazione per la salvaguardia dello stabilimento di San Martino Alfieri e degli altri siti piemontesi prosegue, dunque, senza sosta.














