“A scuola si sviene dal caldo: studenti e docenti allo stremo in un edificio nuovo. Quanto dobbiamo aspettare prima che qualcuno intervenga?”
Una risposta a questa domanda è ciò che si aspettano i genitori degli alunni del plesso Scuola Secondaria di Primo Grado “O.L. Jona” di Asti, preoccupati per le condizioni ambientali definite critiche, con temperature elevate nelle aule e difficoltà nello svolgimento regolare delle lezioni.
“Parliamo di una scuola nuova, di recente costruzione, costata risorse pubbliche e presentata come un modello, un’eccellenza per la città - scrive il gruppo di genitori - Tuttavia, presenta evidenti criticità strutturali, oggi si sta trasformando in una vera e propria serra: pareti interamente vetrate, assenza di un impianto di climatizzazione, schermature solari insufficienti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: aule invivibili, temperature fuori controllo, condizioni incompatibili con qualsiasi attività didattica. Non è più un disagio. È un problema sanitario”.
Secondo quanto riportato nel testo inviato alla nostra redazione, si sono già presentate diverse ripercussioni sulla salute dei ragazzi, come malesseri e svenimenti, oltre alla necessità di spostamenti temporanei verso luoghi più freschi per permettere lo svolgimento delle lezioni.
“Questa non è scuola. È gestione dell’emergenza quotidiana. E la cosa più grave è che tutto questo era prevedibile - proseguono, sottolineando come le criticità fossero già note da tempo e già oggetto di segnalazioni alle istituzioni di competenza - Nonostante ciò, non è arrivata alcuna risposta concreta, né sono stati predisposti interventi adeguati. Oggi ci troviamo a pagare le conseguenze di questa inerzia, mentre studenti e insegnanti vengono lasciati soli a fronteggiare una situazione che non dovrebbero nemmeno subire”.
Ora si chiedono azioni immediate per evitare peggioramenti e ripristinare la qualità ambientale, attraverso sistemi di ventilazione adeguati, schermature termiche e soluzioni temporanee che garantiscano condizioni minime di sicurezza fino al termine dell’anno scolastico.
“È inaccettabile che, nel 2026, in una scuola pubblica nuova, ragazzi e personale scolastico siano costretti a rischiare la salute per frequentare o svolgere il proprio lavoro. Per questo chiediamo con la massima urgenza al Comune di Asti e a tutti gli enti responsabili un intervento immediato. Non servono più promesse o rinvii. Servono azioni concrete, subito”.














