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Attualità | 10 giugno 2026, 19:17

Mobilitazione in Piemonte per l'attivista astigiana Dina Alberizia e Nico Centrone detenuti in Libia

Cresce la preoccupazione dopo il rinvio dell'udienza di convalida dei dieci cooperanti. Ordini del giorno urgenti in consiglio regionale e nel comune di Torino di Alleanza Verdi e Sinistra e Sinistra Ecologista

Mobilitazione in Piemonte per l'attivista astigiana Dina Alberizia e Nico Centrone detenuti in Libia

 La preoccupazione per le sorti di Dina Alberizia e Nico Centrone cresce di ora in ora, toccando da vicino anche la terra astigiana. L'attivista Dina Alberizia, infatti, è originaria di Albugnano in provincia di Asti, un legame profondo che stringe ancora di più la comunità locale alla drammatica vicenda dei dieci cooperanti della Global Sumud Flotilla, la Flotilla di Terra, bloccati da ormai oltre due settimane in Libia dalle forze dell'esercito di Haftar.

Nelle ultime ore la tensione è salita a causa del rinvio dell'udienza che avrebbe dovuto valutare la convalida del fermo. Una paralisi burocratica e giudiziaria che ha spinto i rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra e Sinistra Ecologista a presentare un ordine del giorno urgente, sia in consiglio regionale del Piemonte sia nel comune di Torino, per chiedere che le istituzioni si attivino immediatamente per la loro liberazione.

L'iniziativa piemontese segue quella della Puglia, dove il consiglio regionale ha già approvato all'unanimità una mozione per la scarcerazione dei cooperanti. Ora la pressione istituzionale si sposta a Palazzo Lascaris e in Sala Rossa, con l'obiettivo di spingere il Governo italiano a muovere ogni leva diplomatica possibile per riportare a casa i connazionali.

La mobilitazione della politica piemontese

I consiglieri progressisti chiedono un impegno corale e senza bandiere, sottolineando come la frammentarietà delle informazioni sulla salute dei detenuti — alcuni dei quali hanno iniziato lo sciopero della fame e della sete — renda il quadro estremamente critico, nonostante una recente visita consolare avvenuta nella giornata di oggi.

"Le notizie diramate dalla Global Sumud Flotilla sul mancato svolgimento dell’udienza prevista per la giornata di ieri relativamente alla convalida del fermo dei 10 attivisti della Flotilla di Terra arrestati dall’esercito di Haftar fa crescere la nostra preoccupazione per Dina Alberizia e Nico Centrone, fermati da ormai oltre due settimane, e ci impone di continuare a mantenere alta l'attenzione su questa vicenda." dichiarano in una nota congiunta Alice Ravinale, capogruppo di AVS in consiglio regionale, e Sara Diena, capogruppo di SE nel comune di Torino.

"Proprio ieri il Consiglio Regionale della Puglia ha approvato una mozione per chiederne la liberazione e abbiamo voluto riproporre l’iniziativa anche in Comune a Torino e in Consiglio Regionale, condividendola con le altre forze del campo progressista. Confidiamo che con la massima urgenza anche dalla Sala Rossa e da Palazzo Lascaris possa arrivare un segnale chiaro e unanime di vicinanza a Dina, Nico e agli altri attivisti trattenuti, ai loro affetti che si stanno mobilitando dall’inizio del loro rapimento anche in Piemonte e di pressione sul Governo, anche per il tramite di Regione e Comune, affinchè faccia tutto ciò che è in suo potere a livello diplomatico per ottenerne immediatamente la liberazione." continuano le due esponenti politiche.

La situazione medica e psicologica degli attivisti resta il fulcro dell'allarme lanciato dalle istituzioni locali, pronte a dare battaglia nelle rispettive assemblee per non far calare il silenzio sulla vicenda.

"Sappiamo che negli scorsi giorni alcuni degli attivisti, tra cui Nico e Dina, hanno intrapreso uno sciopero della fame e della sete per protestare contro la loro detenzione illegittima, e che oggi si è svolta una visita consolare, ma le notizie restano frammentarie e incerte e non si hanno prospettive chiare. Non è il momento di abbassare la guardia. Dobbiamo intensificare ogni iniziativa istituzionale e diplomatica affinché si contiui a esercitare la massima pressione per ottenere la liberazione di Dina Alberizia, Nico Centrone e degli altri attivisti ancora trattenuti. Il nostro impegno sarà massimo fino a quando Dina e Nico e gli altri attivisti non saranno liberi e potranno riabbracciare i loro cari." concludono Alice Ravinale e Sara Diena.

Redazione

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