Il servizio di refezione scolastica si conferma un tema centrale per le famiglie, non solo per il fondamentale valore educativo e nutrizionale, ma anche per l'impatto sul bilancio domestico. A fotografare la situazione è l'ultima indagine nazionale condotta da Cittadinanzattiva, che grazie ai nuovi dati offre uno spaccato dettagliato sulla realtà di Asti in rapporto al resto del Piemonte.
I costi per i piccoli astigiani
La buona notizia per le famiglie della nostra città è la totale tenuta delle tariffe. A differenza di altri capoluoghi piemontesi come Alessandria e Vercelli, che hanno registrato rincari del 5% e oltre, ad Asti il costo del singolo pasto è rimasto fermo a 4,80 euro, sia per la scuola dell'infanzia che per la primaria.
Mantenendo una frequenza standard, la spesa si assesta su 96 euro mensili e 864 euro annuali. Un dato che posiziona Asti al di sotto della media regionale, la quale si attesta a 5,01 euro a pasto per l'infanzia (901 euro all'anno) e 4,88 euro per la scuola primaria (878 euro annui). Le cifre astigiane risultano decisamente più contenute rispetto ai 6,60 euro richiesti a Torino, pur restando di poco superiori ai costi di città più economiche come Verbania o Novara.
Tariffe Mense Scolastiche: Asti vs Media Regionale (a.s. 2025/2026)
Ordine di Scuola | Località | Costo Pasto | Costo Mensile | Costo Annuale | Variazione annua |
|---|---|---|---|---|---|
Infanzia | Asti | 4,80 euro | 96 euro | 864 euro | 0,0% |
Infanzia | Media Regionale | 5,01 euro | 100 euro | 901 euro | 1,5% |
Primaria | Asti | 4,80 euro | 96 euro | 864 euro | 0,0% |
Primaria | Media Regionale | 4,88 euro | 98 euro |
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*I dati sopra riportati riflettono l'analisi condotta su una famiglia di riferimento con un reddito lordo annuo di 44.200 euro e un Isee di 19.900 euro, ipotizzando una frequenza di 20 giorni mensili per 9 mesi.
Nuove strutture e prospettive future
Il report allarga poi lo sguardo agli investimenti strutturali legati ai fondi europei. Attualmente in Piemonte si contano 2036 mense esistenti, ma il piano prevede 78 nuovi interventi, di cui 40 riguarderanno nuove costruzioni. Un passo avanti essenziale per garantire spazi adeguati e favorire l'estensione del tempo pieno, cruciale per la crescita dei ragazzi e per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei genitori.
A margine dell'indagine, l'organizzazione ha lanciato un forte appello alle istituzioni: "Riconoscere le mense scolastiche come servizio pubblico essenziale". Tra le priorità indicate da Cittadinanzattiva spiccano anche la necessità di istituire un osservatorio nazionale permanente, di redigere un regolamento per le commissioni mensa e di aumentare i fondi per il contrasto alla povertà alimentare. L'obiettivo sul fronte della salute è netto: "Sostenere programmi di educazione alimentare per ridurre gli sprechi ed eliminare i cibi e le bevande spazzatura dai distributori automatici scolastici".














