La Regione Piemonte accelera il confronto sull’emergenza idrica. Si è riunito oggi al Grattacielo Piemonte il Tavolo per l’emergenza idrica, convocato per fare il punto sulla situazione e definire le strategie per affrontare le criticità che stanno interessando il territorio, in particolare per quanto riguarda l’agricoltura e l’approvvigionamento di acqua potabile.
All’incontro hanno partecipato il presidente Alberto Cirio, gli assessori Paolo Bongioanni (Agricoltura), Marco Gallo (Montagna) e Matteo Marnati (Ambiente), insieme ai rappresentanti di Arpa Piemonte, associazioni agricole, consorzi irrigui, Anbi, Prefetture, Province, Città Metropolitana di Torino, enti di governo e gestori del servizio idrico integrato.
“Il caldo e l’assenza di piogge stanno determinando un’emergenza da affrontare con attenzione, soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura”, ha dichiarato il presidente Cirio, spiegando che la Regione è già al lavoro con la Valle d’Aosta e il Canton Ticino per ottenere un incremento della quantità d’acqua destinata all’uso agricolo. Il governatore ha inoltre evidenziato come circa 100 Comuni piemontesi abbiano già emanato ordinanze per limitare i consumi idrici, mentre in diverse località montane si sta facendo ricorso alle autobotti. La Regione, ha aggiunto, continua a monitorare l’evoluzione della situazione ed è pronta a richiedere lo stato di emergenza, qualora le condizioni meteorologiche non dovessero migliorare.
Sul fronte dell’acqua potabile, l’assessore Matteo Marnati ha invitato i cittadini a un utilizzo consapevole della risorsa idrica, annunciando che nei prossimi dieci giorni saranno attentamente monitorati i consumi. Attualmente sono una cinquantina i Comuni, per un totale di circa 25 mila abitanti, che necessitano del supporto delle autobotti per garantire la disponibilità d’acqua negli acquedotti.
L’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni ha ricordato che è già operativo un gruppo di lavoro interdirezionale incaricato di monitorare il rischio di perdite dei raccolti dovute alla siccità. Ha inoltre annunciato che, entro la fine di luglio, approderà in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale il disegno di legge di riforma dei consorzi irrigui, con l’obiettivo di riorganizzare in modo strutturale la gestione dell’acqua destinata al comparto agricolo.
I dati illustrati da Arpa Piemonte delineano un quadro particolarmente critico. Al 13 luglio, il Piemonte presenta una situazione idrica complessivamente deficitaria, con le maggiori criticità concentrate nei bacini del Tanaro, dello Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea. Nel mese di giugno sul bacino del Po sono caduti in media 62 millimetri di pioggia, pari a un deficit del 36% rispetto alla media del periodo 1991-2020.
A peggiorare il quadro sono state anche le temperature eccezionalmente elevate. Con un’anomalia di +3,5 gradi centigradi rispetto alla media, giugno 2026 è stato tra i più caldi della serie storica, con valori vicini ai record registrati nel 2003. Il caldo persistente e la scarsità di precipitazioni hanno determinato un forte aumento dell’evapotraspirazione, aggravando lo stress idrico di suoli e vegetazione.
Le risorse idriche superficiali risultano oggi inferiori del 37% rispetto alla media stagionale. Particolarmente significativa la situazione del Po a Isola Sant’Antonio, dove la portata media è scesa a 62 metri cubi al secondo, con un deficit del 75% rispetto ai valori storici.
Secondo le previsioni meteorologiche, nelle prossime due settimane l’alta pressione continuerà a interessare gran parte dell’Europa, mantenendo sul Piemonte temperature superiori alla media e precipitazioni limitate, prevalentemente sotto forma di temporali isolati, insufficienti a migliorare in modo significativo l’attuale situazione di siccità.














