Caso Roggero, il procuratore capo astigiano Biagio Mazzeo: "L'umanità del giudice è un valore, ma non può sostituire la legge"
Proprio ad Asti il gioielliere venne condannato in primo grado a 17 anni: "Valutata la dimensione umana, ma la responsabilità si fonda su prove oggettive e sulle immagini delle telecamere". E sui risarcimenti ai familiari delle vittime: "Discendono da principi generali dell’ordinamento"
La vicenda giudiziaria è iniziata davanti alla Corte d’Assise di Asti, dove si è celebrato il processo di primo grado. Il procuratore interviene sul dibattito: "La responsabilità si accerta sui fatti, non sull’immedesimazione". E sui risarcimenti ai familiari delle vittime: "Discendono da principi generali dell’ordinamento"
"La dimensione umana della vicenda è stata valutata. Ma un giudice non può sostituire la legge con la propria sensibilità". È questo il messaggio che il procuratore della Repubblica di Asti, Biagio Mazzeo, affida a "TargatoCn" e "La Voce di Alba" intervenendo sul dibattito seguito alla condanna definitiva di Mario Roggero.
Non è un caso che la riflessione arrivi proprio dal Palazzo di giustizia astigiano: il processo di primo grado per la sparatoria del 28 aprile 2021 si è infatti celebrato davanti alla Corte d’Assise di Asti e il pubblico ministero Davide Greco, della Procura astigiana, ha sostenuto l’accusa anche nel giudizio d’appello davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Torino.
Nelle ultime settimane la sentenza definitiva della Cassazione ha alimentato un acceso confronto pubblico, con numerose critiche rivolte alla magistratura, accusata da molti di non aver compreso fino in fondo la paura, il trauma e le conseguenze psicologiche vissute dal gioielliere durante la rapina. Secondo Mazzeo, però, dalla lettura degli atti processuali e delle motivazioni emerge un quadro diverso."Emerge che la dimensione umana della vicenda è stata considerata", afferma. "Ne è indice anche la determinazione della pena in misura prossima al minimo, tenuto conto dell’applicazione delle attenuanti nella massima estensione consentita".
Uno dei temi più discussi riguarda il rapporto tra la comprensione della vicenda umana dell’imputato e il dovere del giudice di applicare rigorosamente la legge. Per il procuratore, il processo ha preso in esame non soltanto la ricostruzione dei fatti, ma anche la situazione personale vissuta da Roggero. Tuttavia, il ruolo del magistrato impone limiti ben precisi. "L'articolo 133 del Codice Penale impone al giudice di valutare sia gli aspetti oggettivi sia quelli soggettivi del fatto. Questa valutazione deve essere compiuta in ogni processo. Da un punto di vista tecnico-giuridico, tuttavia, il giudice non deve immedesimarsi nell’imputato, né andare oltre gli elementi emersi nel processo. L’umanità del giudice è un valore essenziale, ma il giudice agisce in nome della legge e dei cittadini e non può sostituire ai criteri giuridici i propri valori o la propria sensibilità personale".
A chi sostiene che i magistrati abbiano giudicato Mario Roggero senza riuscire davvero a mettersi nei suoi panni, Mazzeo risponde con altrettanta chiarezza. "Il giudice deve comprendere il contesto, le ragioni e le cause del comportamento, ma non può immedesimarsi nella persona giudicata. Diversamente, il giudizio tecnico rischierebbe di essere sostituito da una valutazione soggettiva o personale".
Tra le osservazioni più ricorrenti vi è anche quella secondo cui un magistrato, se si fosse trovato nella stessa situazione, avrebbe probabilmente reagito allo stesso modo. Per il procuratore, però, il principio di uguaglianza davanti alla legge non ammette eccezioni. "Se un magistrato avesse compiuto un atto simile, sarebbe stato perseguito secondo le stesse regole. La comprensione delle ragioni umane del gesto non può condurre a un diverso accertamento della responsabilità; può invece rilevare nella determinazione della pena, entro i limiti minimi e massimi previsti dalla legge".
Alla domanda su quale sia, a suo giudizio, il passaggio delle motivazioni meno raccontato e meno compreso dall’opinione pubblica, il procuratore indica il peso delle prove raccolte durante il processo. "La lettura integrale delle due sentenze, di primo grado e di appello, aiuta a comprendere il percorso logico della decisione. In particolare, emerge che le dichiarazioni spontanee dell’imputato e le deposizioni dei suoi familiari sono state ritenute solo parzialmente attendibili, perché in alcune parti contraddittorie o non coerenti con i filmati di videosorveglianza. Si tratta di un processo nel quale la prova visiva acquisita attraverso le telecamere ha avuto un rilievo particolarmente significativo".
Alla domanda su che cosa si senta di dire ai tanti cittadini che oggi non mettono in discussione soltanto la sentenza, ma ritengono che la magistratura non abbia realmente compreso la persona Mario Roggero, Mazzeo ribadisce quale sia il compito della giurisdizione. "Il giudice deve accertare i fatti e applicare la legge. Ciò non esclude la valutazione degli elementi soggettivi, che possono incidere sulla misura della pena, ma non possono sostituire l’accertamento della responsabilità, che deve fondarsi sugli elementi oggettivi acquisiti nel processo".
Infine il procuratore affronta uno degli aspetti che più hanno alimentato il dibattito dopo la sentenza: i risarcimenti riconosciuti ai familiari delle vittime della sparatoria, spesso ritenuti incomprensibili da una parte dell’opinione pubblica. "Al di là delle iniziative volte a modificare la disciplina vigente, si tratta di un profilo regolato da principi generali, che non possono essere rimossi o disapplicati in relazione al singolo caso", osserva.
"Il Codice Civile - conclude - stabilisce che chi commette un fatto illecito, non necessariamente costituente reato, è tenuto a risarcire il danno causato. Un omicidio, volontario o colposo, determina quindi conseguenze risarcitorie, la cui misura viene poi determinata dal giudice. Una legge che escludesse in modo automatico il diritto al risarcimento in determinate ipotesi potrebbe essere verosimilmente annullata dalla Corte Costituzionale".














