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Economia e lavoro | 28 luglio 2026, 17:05

Imprese, l'Astigiano cresce a passo ridotto nel secondo trimestre

Registrato un tasso del +0,36% mentre il Piemonte tiene ma non strappa

Imprese, l'Astigiano cresce a passo ridotto nel secondo trimestre

Un quadro di sostanziale stabilità, caratterizzato però da una spiccata cautela nelle nuove aperture. Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2026, il tessuto imprenditoriale dell'Astigiano ha registrato una crescita contenuta, in linea con l'andamento generale della regione. La provincia di Asti, che rappresenta il 5,1% del totale delle imprese piemontesi, ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con un tasso di variazione dello +0,36%, posizionandosi poco al di sotto della media regionale.

A livello generale, il Piemonte ha evidenziato un incremento dello 0,45%, un dato leggermente inferiore rispetto alla media nazionale (+0,56%), ma in costante e progressivo consolidamento rispetto ai trimestri corrispondenti degli anni precedenti. Complessivamente, tra aprile e giugno sono nate sul territorio regionale 5.708 imprese, a fronte di 3.836 cessazioni non d'ufficio, portando lo stock totale a 416.694 realtà iscritte.

L'andamento dell'area Astigiana si inserisce in un contesto globale ancora dominato dall'incertezza, dove il riassestamento dei tassi di interesse e la pressione sui costi frenano lo slancio di chi vuole fare impresa. "Il secondo trimestre dell'anno conferma la tenuta del tessuto imprenditoriale piemontese che, pur in un contesto globale incerto, dimostra una solida capacità di resistenza, trainato dalla vitalità dei servizi e dalle strutture societarie più solide", ha dichiarato Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte e della Camera di Commercio Alessandria-Asti. "Tuttavia, la cautela che frena la nascita di nuove aziende ci indica che occorre una scossa di fiducia: per agganciare una ripresa decisa dobbiamo accelerare sugli investimenti strategici per la transizione digitale ed ecologica", ha aggiunto il presidente

Analizzando la struttura produttiva, a trainare l'economia sono soprattutto i servizi (+0,97%), il turismo (+0,77%) e le costruzioni (+0,54%). Si mantiene pressoché stabile l'agricoltura (+0,01%), comparto di rilevante tradizione per il territorio Astigiano, mentre arretra lievemente il commercio (-0,02%). Sotto il profilo della forma giuridica, le società di capitale continuano a essere il motore più dinamico (+1,12%), mentre le imprese individuali, pur rappresentando la maggioranza assoluta della base produttiva (55,6%), crescono a un ritmo più moderato (+0,35%).

Nel confronto con le altre province piemontesi, la performance dell'Astigiano si attesta in una fascia intermedia. A fare da locomotiva per la regione sono Novara, che registra l'incremento più elevato (+0,63%), e Torino (+0,52%), determinante in termini quantitativi grazie al suo peso del 53,2% sull'intero sistema d'impresa piemontese. Segue Cuneo con una variazione dello +0,40%, mentre vicino ad Asti si posiziona Vercelli (+0,35%). Più staccate risultano Alessandria (+0,26%), Verbano-Cusio-Ossola (+0,25%) e infine Biella, che chiude la graduatoria regionale con un modesto +0,16%.

Redazione

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