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Attualità | 29 luglio 2026, 14:36

Garante dei detenuti di Asti, presentata la relazione annuale: "Cinque impegni per la città" [DOCUMENTO]

Circa 160 attività e oltre 100 colloqui nel primo anno di mandato. Sovraffollamento al 138%, criticità strutturali e carenze di personale. Massano: "Dignità, responsabilità, riparazione e speranza"

Garante dei detenuti di Asti, presentata la relazione annuale: "Cinque impegni per la città" [DOCUMENTO]

Giovedì 23 luglio, nella IX Commissione consiliare del Comune di Asti, è stata presentata e discussa la relazione annuale del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, Domenico Massano, relativa al periodo luglio 2025 – giugno 2026. La relazione restituisce il lavoro svolto nel primo anno di mandato e propone una lettura delle principali questioni riguardanti la Casa di Reclusione A.S. di Asti, mettendo insieme l'osservazione delle criticità, la valorizzazione delle esperienze positive e l'individuazione di possibili prospettive di intervento.

Un ponte tra carcere e città

Il ruolo del Garante è stato interpretato come una funzione di collegamento tra il carcere e la città: un ponte tra il "dentro" e il "fuori", chiamato da una parte a entrare nell'istituto per incontrare, osservare e ascoltare le persone detenute, la Direzione, il personale e le realtà che operano all'interno e, dall'altra, a uscire dalle mura per dialogare con il territorio, promuovere occasioni di sensibilizzazione e costruire reti di collaborazione.

Nel periodo considerato sono state realizzate circa 160 attività riconducibili al mandato, con una presenza mediamente settimanale all'interno della Casa di Reclusione e oltre 100 persone detenute incontrate per colloqui riservati. L'attività ha compreso anche visite nelle sezioni, sopralluoghi, incontri e un dialogo costante con la Direzione, la Polizia Penitenziaria, le aree trattamentale e sanitaria, le altre istituzioni competenti e la rete dei Garanti. Parallelamente è proseguito il coordinamento del Tavolo Carcere-Città, luogo stabile di confronto e progettazione che riunisce istituzioni, servizi, scuole, volontariato, cooperative e realtà del Terzo settore.

Sovraffollamento e criticità strutturali

La relazione evidenzia una situazione complessa. Ad aprile 2026 erano presenti 276 persone detenute, a fronte di 200 posti effettivamente disponibili secondo il dato utilizzato dal Garante nazionale, con un tasso di affollamento del 138 per cento. A questo si aggiungono, nonostante i frequenti interventi di manutenzione ordinaria, problemi strutturali, infiltrazioni, muffe, spazi e servizi igienici inadeguati, difficoltà legate alle ondate di calore. Particolarmente rilevanti risultano inoltre le carenze di personale, che riguardano l'area trattamentale, la Polizia Penitenziaria e gli uffici amministrativi, con ripercussioni sia sulle condizioni di lavoro sia sulla possibilità di garantire le diverse attività trattamentali e sanitarie.

La relazione dedica inoltre specifica attenzione alla sanità penitenziaria, alla salute mentale, alle dipendenze e alla prevenzione del rischio suicidario. Il suicidio di Christian Guercio ha rappresentato uno degli eventi più dolorosi dell'anno e ha richiamato la necessità di rafforzare la capacità delle istituzioni e dei servizi territoriali di riconoscere e accompagnare le fragilità.

Accanto alle criticità, sono state valorizzati la disponibilità al dialogo, l'impegno costituzionalmente orientato, gli interventi di miglioramento come l'area verde e lo spazio colloqui con bambini, e le attività lavorative, formative, scolastiche, universitarie e culturali, così come il ruolo del volontariato, delle cooperative sociali e della partecipazione delle stesse persone detenute.

Le cinque proposte alla città

La relazione avanza cinque proposte concrete per la Città di Asti. La prima è riconoscere e consolidare il Tavolo Carcere-Città quale luogo stabile di confronto, coordinamento e coprogettazione tra Comune, istituto penitenziario, servizi, scuole, volontariato e Terzo settore. La seconda è migliorare l'accessibilità dell'istituto e l'accoglienza delle famiglie, rafforzando i collegamenti di trasporto pubblico, sostenendo la realizzazione della prevista struttura esterna e predisponendo uno spazio coperto e dignitoso per l'attesa. La terza è promuovere il lavoro e il reinserimento, coinvolgendo imprese, cooperative, associazioni di categoria e parti sociali nella costruzione di opportunità lavorative dentro e fuori dal carcere.

La quarta proposta punta a rafforzare la presa in carico della salute e delle fragilità, proseguendo il monitoraggio avviato dalla Commissione consiliare e consolidando il raccordo tra ASL, servizi territoriali, forze dell'ordine e realtà sociali. La quinta è promuovere una cultura costituzionale della pena e la giustizia riparativa, attraverso iniziative rivolte alle scuole e alla cittadinanza e dando continuità al percorso avviato con i Centri di giustizia riparativa di Torino e Bergamo, nella prospettiva di costruire una "Asti città riparativa".

Dignità, responsabilità, riparazione e speranza

Il lavoro svolto è stato orientato da quattro parole: Dignità, Responsabilità, Riparazione e Speranza. "La dignità rappresenta il punto di partenza: ogni persona, anche quando ha commesso un reato ed è privata della libertà, conserva diritti e dignità e non può essere identificata o ridotta esclusivamente al reato commesso" si legge nella relazione. La responsabilità chiama in causa non solo la persona condannata, ma anche le istituzioni e l'intera comunità, mentre la riparazione richiama l'attenzione ai legami spezzati dal reato: con le vittime, con le famiglie, con la comunità. La speranza, infine, è la possibilità concreta che una persona possa cambiare e costruire una vita diversa.

"Dignità, responsabilità, riparazione e speranza non riguardano soltanto chi si trova in carcere – conclude la relazione –. Riguardano il modo in cui una città interpreta la pena, sostiene il lavoro di chi opera negli istituti, accompagna le persone verso il rientro nella società e costruisce sicurezza attraverso l'inclusione, la responsabilizzazione e il rispetto della Costituzione."

Files:
 Relazione garante privati libertà 2025 2026 (3.9 MB)

Redazione

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